Come anticipato su Gay.it il 20 gennaio, il deputato ex-Lega Rossano Sasso ha lasciato il partito di Matteo Salvini per passare a “Futuro Nazionale, nuovo partito di Roberto Vannacci. L’ex generale il 3 febbraio ha infatti lasciato il Carroccio per fondare il nuovo soggetto politico di estrema destra.
Rossano Sasso è il leghista che più di ogni altro esponente del partito di Salvini si è intestato la battaglia del DDL Valditara, che sancisce il divieto di educazione sessuo-affettiva alle scuole materna ed elementari, e l’obbligo del consenso informato dei genitori per le scuole medie e superiori.
La nascita del progetto politico di Roberto Vannacci sta producendo effetti ben più profondi di una semplice scissione a destra. Le reazioni nervose della maggioranza raccontano una crisi che prepara una pericolosa accelerazione politica e culturale verso l’agenda Vannacci. Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno preso pubblicamente le distanze dall’ex generale, accusandolo di irresponsabilità o avventurismo. La Lega di Salvini ha accusato apertamente l’ex generale di tradimento, dopo averlo fatto eleggere con 500mila voti a Strasburgo.
Ma la comunità LGBTIAQ+ sa bene che molte delle scelte concrete della maggioranza Meloni, scelte che incidono sulla vita delle persone, sembrano muoversi lungo l’asse ideologico sbandierato senza infingimenti proprio da Vannacci. Fin dall’esordio sulla scena politica con il suo libro, fenomeno editoriale, dal titolo “Il Mondo al contrario“. Diritti civili, scuola, politiche di genere e famiglia sono infatti il terreno su cui la maggioranza di Meloni mostra la maggiore compattezza, ed è proprio lì che il “fattore Vannacci” appare meno marginale di quanto si voglia far credere. L’ex generale va predicando valori assai manifesti e per nulla ambigui: sovranità e identità nazionale in chiave anti-EU, remigrazione, ordine e disciplina, contrasto ai diritti civili, centralità della famiglia tradizionale, anti-woke.
In questo quadro, il passaggio di Rossano Sasso dalla Lega all’area vannacciana assume un valore simbolico chiaro. Sasso è il parlamentare che più di altri si è intestato il disegno di legge volto a limitare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. Che è stato presentato come una battaglia identitaria contro quella che egli, a nome della maggioranza FDI FI Lega, definisce “ideologia gender”. La sua iniziativa ha segnato una linea chiara nella compagine di governo. È lo stesso Sasso a spiegarlo:
Che proprio Sasso scelga ora di lasciare il Carroccio per convergere su Vannacci rende esplicito ciò che da tempo emerge nei fatti: il nuovo soggetto politico “Futuro Nazionale” non introduce una discontinuità reale, ma intercetta e radicalizza scelte già praticate dal Governo Meloni, il più importante alleato d’Occidente del cataclisma fascistoide dell’amministrazione Trump a Washington.
Non è Vannacci a spostare l’asse della maggioranza: è la maggioranza che governa l’Italia dall’ottobre 2022 che in politica interna, quella che incide sulla vita del popolo italiano, si è già spostata dove Vannacci si limita a impiantare un nome e una bandiera. Proprio ieri l’ex generale ed ex leghista ha annunciato che il suo nuovo partito si presenterà alle elezioni politiche del 2027. Con l’intenzione, non dichiarata ma evidente, di svuotare i voti della Lega Nazionale di Salvini al sud.
Secondo i sondaggi, in verità, “Futuro Nazionale” rastrellerebbe già il 4% e più dei dei voti, la maggior parte dei quali, stando alle rilevazioni, nel partito di Giorgia Meloni che si vedrebbe erosi più consensi della Lega di Salvini. Secondo Youtrend circa il 23% dei voti vannacciani arriverebbero da Fratelli d’Italia, e il 19% dal Carroccio.
La scelta di Roberto Vannacci dunque fa luce sulla voragine della realtà del Governo Meloni, che ha guidato con scelte di estrema destra la politica interna, ostentando ambigua moderazione nella politica estera. Non è dunque un caso che proprio Rossano Sasso, l’uomo che più ha indossato gli abiti della testa d’ariete nella battaglia alla inesistente teoria gender, abbia lasciato la Lega, partito di governo, per passare al gruppo misto della Camera. Seguito da Emanuele Pozzolo, ex deputato di Fratelli d’Italia, partito della premier Meloni, anch’egli ora esponente del nuovo “Futuro Nazionale” di Vannacci. E da un altro leghista, Edoardo Ziello
Se da un lato però la crepa di Vannacci può costituire un impiccio elettorale per la compagine di Meloni in vista delle elezioni del 2027, c’è poco da esultare per chi vorrebbe combattere contro l’avanzata delle destre autoritarie illiberali. Il nuovo soggetto politico “Futuro Nazionale” segna l’ufficializzazione dello spostamento della destra italiana attualmente al governo, verso una radicalizzazione inquietante. Presto, molto presto, Meloni e Salvini potrebbero ritrovarsi a rincorrere le accelerazioni neofasciste di Vannacci.
Uno scenario molto pericoloso per la comunità LGBTIAQ+.
