Il mondo del fumetto internazionale ha perso una delle sue voci più riconoscibili. Jacopo Camagni, illustratore e autore italiano noto per il suo lavoro con Marvel Comics, Panini Comics e Sergio Bonelli Editore, è morto il 1° marzo 2026 all’età di 48 anni a causa di complicanze legate a un intervento al cuore.
Bolognese, artista apprezzato nel panorama dei comics internazionali e attivista LGBTQIA+, Camagni ha costruito una carriera che ha attraversato editoria italiana e statunitense, lavorando su personaggi iconici come Deadpool, X-Men, Captain Marvel e Occhio di Falco, fino a firmare serie originali come Nomen Omen e Arcadia. La sua scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio tra editori, colleghi e comunità queer.
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Chi era Jacopo Camagni: gli inizi a Bologna e la formazione nel fumetto
Jacopo Camagni era nato a Bologna il 21 dicembre 1977. La sua formazione artistica iniziò al liceo artistico Francesco Arcangeli, dove entrò in contatto con l’ambiente creativo della città, da decenni una delle principali fucine italiane di fumettisti.
Già durante l’ultimo anno di scuola vinse il concorso nazionale di fumetto del Baraccano, con una giuria presieduta dai Kappa Boys, collettivo bolognese che ha avuto un ruolo importante nella diffusione dei manga in Italia. Quella vittoria rappresentò l’inizio concreto della sua carriera.
Proprio grazie ai Kappa Boys Camagni iniziò a lavorare nel settore, collaborando con la rivista Mondo Naif e partecipando a diversi progetti legati all’animazione. Tra i primi lavori di rilievo ci fu un episodio della miniserie italo-giapponese dedicata a Lupin III, realizzato insieme a Massimo Semerano sotto la supervisione di Monkey Punch, il creatore del celebre personaggio.
Parallelamente collaborò con studi grafici e case editrici tra Roma e Milano, realizzando illustrazioni per marchi e progetti diversi, tra cui Chupa-Chups, Erg, Irma Records, la trasmissione televisiva Turisti per caso e l’Ente Lirico di Roma.
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Il successo internazionale con Marvel e Star Wars
Il salto verso il mercato internazionale arrivò negli anni successivi. Dopo essersi trasferito a Roma, Camagni iniziò a collaborare con Marvel Comics, una delle più importanti case editrici di fumetti al mondo.
La svolta arrivò con la vittoria del contest Marvel’s ChesterQuest al New York Comic-Con, che gli valse un ingaggio con la casa editrice statunitense. Da quel momento iniziò a lavorare su alcune delle serie più popolari del catalogo Marvel.
Nel corso della sua carriera illustrò personaggi iconici come Longshot, Occhio di Falco, Captain Marvel, gli X-Men, Visione, Scarlet Witch e Deadpool. Lavorò anche nell’universo di Star Wars, realizzando tavole dedicate alle avventure di Kanan Jarrus.
Camagni aveva raccontato di aver sviluppato il proprio stile studiando a lungo artisti come Bruce Timm e Jamie Hewlett: “Li ho seguiti per anni cercando di assimilare tutto da loro”.
Il suo tratto dinamico e fortemente espressivo si è evoluto nel tempo, adattandosi alle trasformazioni tecnologiche del settore. Aveva iniziato a lavorare quando il digitale era ancora agli inizi e veniva usato principalmente per la colorazione.
Con Marvel passò gradualmente al full digital, anche per rispettare tempi di produzione molto serrati. Nonostante questo, continuò a considerare la carta una parte fondamentale del processo creativo.
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Nomen Omen, Arcadia e il lavoro con l’editoria italiana
Nonostante il successo internazionale, Camagni mantenne sempre un forte legame con l’editoria italiana. Uno dei suoi progetti più noti è Nomen Omen, serie urban fantasy creata insieme allo sceneggiatore Marco B. Bucci e pubblicata da Panini Comics a partire dal 2017.
La serie, ambientata in un universo dove i nomi delle persone determinano il loro destino, è diventata una delle opere più riconoscibili del fumetto italiano contemporaneo. Al progetto è seguito il sequel Arcadia, pubblicato sia in Italia sia negli Stati Uniti.
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Jacopo Camagni raccontò che l’idea nacque durante un viaggio a New York: “Girando per la città fantasticavamo su storie, sul fascino della grande mela e alcuni incontri fortuiti”.
Nel 2022, insieme allo stesso Bucci, realizzò anche Simulacri per Sergio Bonelli Editore. La miniserie mescola elementi sentimentali e soprannaturali all’interno di un racconto contemporaneo, affrontando temi legati alla generazione cresciuta nell’era dei social media.
Per Bonelli Camagni aveva inoltre disegnato una storia di Dylan Dog, scritta da Paola Barbato e pubblicata nel 2023.
Il ricordo del direttore editoriale di Sergio Bonelli Editore, Michele Masiero, riassume il sentimento diffuso tra chi lo ha conosciuto: “Un’anima gentile, un talento immenso, un amico sincero. E una persona innamorata del suo lavoro, nel quale rovesciava, instancabile e rigoroso fino alla pignoleria, tutto sé stesso”.
L’attivismo LGBTQIA+ e il legame con il Cassero
Oltre alla carriera artistica, Jacopo Camagni era noto per il suo impegno nella comunità LGBTQIA+. A Bologna era stato attivo all’interno del Cassero LGBTQIA+ Center, uno dei principali centri culturali queer in Italia.
Il Comune di Bologna ha ricordato Camagni come “uno degli artisti italiani più apprezzati nel panorama dei comics internazionali” e come “un instancabile ed entusiasta attivista all’interno del Cassero Lgbtqia+ Center”.
All’interno del centro culturale contribuì a fondare diversi progetti comunitari, tra cui la Gilda del Cassero, uno spazio dedicato alla cultura nerd e al gioco di ruolo pensato per offrire un ambiente inclusivo alle persone LGBTQIA+.
Secondo il ricordo pubblicato dalla Gilda, Camagni aveva immaginato “uno spazio dove come persone LGBTQIA+ e nerd potevamo per la prima volta ritrovarci e condividere le nostre passioni”, un luogo dove le nuove generazioni potessero vivere fumetti, videogiochi e giochi di ruolo “senza essere esposte al bullismo e alla mascolinità tossica imperante negli ambienti nerd”.
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Il cordoglio del mondo dei fumetti
La notizia della sua morte ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio da parte di editori, colleghi e fan.
Panini Comics lo ha ricordato come “un amico, un compagno di viaggio, un visionario, un grande disegnatore”. Il direttore responsabile Marco Marcello Lupoi ha scritto: “Alcune giornate ti insegnano le verità più profonde, mentre ti sbranano il cuore. Vola, Jacopo, vola. Oltre la vita, oltre la coscienza, nello spazio tra i mondi dove continuano a vivere gli eroi, gli sciamani, i sognatori”.
Anche Sergio Bonelli Editore ha pubblicato un lungo ricordo firmato dal direttore editoriale Michele Masiero, che ha sottolineato il legame umano e creativo con l’autore: “Restano i ricordi, i sorrisi, gli abbracci. E il lavoro”.
Il saluto a Bologna
Per ricordarlo è stato organizzato un saluto laico venerdì 6 marzo al Cassero LGBTQIA+ Center di Bologna, in via Don Minzoni. L’incontro, previsto alle 14.30, è aperto ad amici, familiari, colleghi e a tutte le persone che hanno apprezzato il suo lavoro.
“Sarà un saluto con gli amici, la famiglia e tuttə coloro che hanno amato lui e la sua arte. Mettiamo in comune i nostri cuori e tutti i ricordi belli che abbiamo di Jacopo”, ha scritto il Cassero nel messaggio di invito.
La scomparsa di Jacopo Camagni lascia un segno profondo nel fumetto italiano e internazionale. Le sue tavole, i personaggi disegnati e i mondi immaginati continueranno a circolare tra lettori e appassionati, testimoniando il lavoro di un autore che ha saputo unire talento artistico, passione per i comics e impegno culturale.
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