Calcio, Jack Fletcher del Manchester United grida “ragazzo gay” come insulto omofobo: squalifica per sei partite

Il 18enne talento del calcio inglese duramente punito con sospensione di sei partite, multa di 1.500 sterline e un obbligatorio programma di formazione in presenza.

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18enne centrocampista del Manchester United, in Premier League, Jack Fletcher è una sorta di predestinato del calcio inglese, nazionale dall’under 15 all’under 19 e ora stangato dalla Federcalcio con una squalifica monster di sei partite per aver usato un insulto omofobo durante una partita del Manchester Under 21.

L’insulto e la stangata

 

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Fletcherè stato espulso al 62esimo minuto della partita persa dallo United per 5-2 contro il Barnsley, nell’ottobre 2025, dopo aver urlato “gay boy” (“ragazzo gay”) a un avversario. Un episodio ascoltato dall’arbitro Will Davis e riportato nel resoconto ufficiale della partita. Una commissione indipendente della FA ha ora stabilito che quel commento costituiva una “violazione aggravata” del regolamento dell’organo di governo, perché faceva riferimento all’orientamento sessuale di un calciatore. Fletcher ha ammesso le sue colpe e ha accettato la sanzione, che include una sospensione di sei partite, una multa di 1.500 sterline e un programma di formazione obbligatorio in presenza. La sospensione si applica al calcio inglese e rimarrà in vigore fino a quando Fletcher non avrà completato il corso di formazione stabilito dalla FA.

Le scuse di Jack Fletcher

Nel difendersi in commissione, Fletcher ha affermato che l’incidente era avvenuto dopo una serie di scontri durante la partita. Ha dichiarato che in precedenza, nel corso del match, era stato scaraventato in terra e gli era stato calpestato il tendine d’Achille dallo stesso avversario, che a suo dire aveva poi insultato la sua famiglia. Fletcher ha dichiarato di aver risposto durante un acceso scambio di battute dopo il gol del Barnsley, urlando: “Sembra che tu sappia molto di me, sei un ragazzo gay?”. Sebbene la commissione disciplinare abbia accolto la difesa di Fletcher secondo cui non intendesse usare quella frase come un insulto omofobo, ha concluso che il linguaggio ha comunque violato le regole FA, giustificando una significativa sanzione.

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Mi dispiace davvero per la parola offensiva che ho usato nella foga del momento“, ha dichiarato Fletcher dopo la sentenza. “Capisco perfettamente che un linguaggio del genere sia inaccettabile e mi sono scusato immediatamente dopo la partita“. Il 18enne ha aggiunto che l’incidente è stato un “momentaneo cedimento morale che non riflette assolutamente le mie convinzioni o i miei valori“. Il centrocampista ha aggiunto che non ha “intenzione di usare più quel termine come insulto omofobo”.

Il Manchester United ha precisato di aver collaborato con Fletcher per “rafforzare la sua comprensione del linguaggio discriminatorio e dei motivi per cui è dannoso“. Il gruppo di tifosi LGBTQ+ dello United, Rainbow Devils, ha accolto con favore le scuse di Fletcher, sottolieando come “il linguaggio omofobo non ha posto nel calcio o nella società, indipendentemente dall’intenzione o dalla connotazione”. “Le parole contano e le parole feriscono“.

Proprio il mese scorso è nato Premier League With Pride, impegno dal campionato di calcio più ricco, seguito e competitivo al mondo per celebrare e supportare la comunità LGBTQ+, chiarendo come la discriminazione, tra cui omofobia, transfobia e bifobia, non sarà più tollerata, con meccanismi di segnalazione e applicazione rafforzati.

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