Lecce, presunti abusi su due minori: coppia di uomini condannata a 16 anni

Due uomini condannati a 16 anni dal Tribunale di Lecce per abusi su due minori nel Salento: al centro dell’inchiesta episodi avvenuti durante il doposcuola tra il 2021 e il 2022.

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Presunti abusi su minori: coppia di uomini condannata dal Tribunale di Lecce
Presunti abusi su minori
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Si chiude con una condanna in primo grado il processo per presunti abusi su due minorenni nel Basso Salento. Il Tribunale di Lecce ha inflitto 16 anni di reclusione ciascuno a una coppia di uomini accusata di violenza sessuale di gruppo aggravata e continuata. La vicenda, emersa nelle cronache locali negli ultimi anni, riguarda fatti che sarebbero avvenuti tra il 2021 e il 2022 in un comune della provincia di Lecce.

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Abusi su due minori: la sentenza del Tribunale di Lecce

La decisione è arrivata al termine del processo di primo grado davanti ai giudici in composizione collegiale, presieduti da Annalisa De Benedictis. I due imputati, una coppia di uomini di 48 e 42 anni, residenti nel Basso Salento, sono stati riconosciuti colpevoli di violenza sessuale di gruppo aggravata e continuata.

Come racconta Leccenews24, oltre alla pena detentiva di 16 anni ciascuno, il Tribunale ha disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e da qualsiasi incarico che comporti contatti con minori. È stato inoltre stabilito il divieto, per due anni, di frequentare luoghi abitualmente frequentati da minori e l’obbligo, per lo stesso periodo, di comunicare alle forze dell’ordine i propri spostamenti.

Sul piano civile, i giudici hanno riconosciuto alle parti offese il diritto al risarcimento del danno, da quantificare in separata sede. Stando a quanto riportato da Quotidiano di Puglia, è stata però disposta una provvisionale immediata: 20mila euro per ciascun minore e 10mila euro per ogni genitore costituito parte civile.

Le accuse: presunti abusi durante il doposcuola

L’indagine ha preso avvio dalla denuncia presentata dai genitori di uno dei ragazzi coinvolti, all’epoca dei fatti 14enne e con problemi di disabilità. I fatti sarebbero avvenuti da febbraio del 2021 e fino ad agosto del 2022.

Come raccontano le fonti locali, la segnalazione è stata formalizzata presso una stazione dei carabinieri e ha dato il via a una delicata inchiesta. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due imputati, descritti come “amici di famiglia”, avrebbero invitato frequentemente il ragazzo presso la propria abitazione. È lì che si sarebbero verificati episodi di molestie ripetute e sarebbe stato costretto anche ad assistere a momenti di intimità.

Sempre secondo quanto emerge dagli atti, gli imputati avrebbero raccomandato al minore di non riferire nulla ai genitori. Il ragazzo si sarebbe poi confidato con un’amica d’infanzia e, attraverso la famiglia di quest’ultima, la vicenda sarebbe arrivata all’attenzione dei suoi genitori. Successivamente, il giovane avrebbe confermato i fatti anche ai familiari, riferendo che gli episodi si sarebbero verificati più volte.

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Il secondo minore coinvolto

Nel corso delle indagini sarebbe emerso anche il coinvolgimento di un secondo ragazzo, di 13 anni all’epoca dei fatti. 

Stando a quanto riferito dai due quotidiani locali, anche lui sarebbe stato oggetto di molestie. In un episodio, i fatti sarebbero avvenuti all’interno dell’abitazione della coppia, mentre altri minori erano presenti e dormivano nella stessa casa.

Entrambe le presunte vittime sono state ascoltate durante l’incidente probatorio presso la Procura per i Minorenni e avrebbero confermato le accuse.

Dalle indagini alla condanna

L’inchiesta ha portato inizialmente all’applicazione di misure cautelari nei confronti dei due uomini. La coppia era stata posta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, misura poi sostituita con il divieto di avvicinamento alle persone offese.

Nel novembre del 2023, al termine dell’udienza preliminare, il giudice per l’udienza preliminare Giulia Proto aveva disposto il rinvio a giudizio. Il procedimento si è quindi sviluppato fino alla sentenza pronunciata dal Tribunale di Lecce il 24 marzo.

Nel corso della requisitoria, il pubblico ministero Luigi Mastroniani aveva chiesto una condanna a sei anni per ciascun imputato. La pena stabilita dai giudici è stata però più severa, arrivando a 16 anni di reclusione.

Le posizioni della difesa

I due imputati, assistiti dagli avvocati Fabrizio Mangia e Angelo Valente, si sono sempre dichiarati innocenti. La difesa potrà ora attendere il deposito delle motivazioni della sentenza, previsto entro 90 giorni, per valutare un eventuale ricorso in appello.

Le parti civili – i genitori di un minore e l’altro ragazzo oggi maggiorenne-, rappresentate dagli avvocati Silvio Caroli, Giorgio Caroli, Vincenzo Del Prete, Simone Viva e Giuseppe Castelluzzo, hanno ottenuto il riconoscimento del danno subito, con la previsione di un ulteriore risarcimento da quantificare in sede civile ed una provvisionale complessiva di 60mila euro. 

La condanna pronunciata dal Tribunale di Lecce rappresenta un primo passaggio nel percorso giudiziario. La sentenza non è definitiva e potrà essere impugnata in appello dopo il deposito delle motivazioni, previsto entro 90 giorni.

Nel frattempo, restano le pene stabilite in primo grado e le misure a tutela delle vittime, sulla base della ricostruzione accolta dal Tribunale.

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