Una violenta aggressione transfobica si è verificata nella notte del 4 aprile a Mestre. Una ragazza trans di 19 anni ha denunciato ai carabinieri di essere stata picchiata da un gruppo di circa trenta coetanei nel parcheggio della discoteca Area City. “Sono stata spintonata, insultata e derisa perché trans”, ha raccontato. Con lei anche alcune amiche, a loro volta aggredite brutalmente.

Aggressione transfobica a Mestre - Foto Il Gazzettino
Aggressione transfobica a Mestre – Foto Il Gazzettino

Aggressione transfobica all’Area City di Mestre: il racconto della 19enne

I fatti sono avvenuti durante una serata all’Area City di Mestre, in occasione del concerto della rapper italo-marocchina Chadia Rodriguez. La giovane ha riferito a Gay.it: “La notte del 4 aprile 2026, tra le ore 03:30 e le 05:00, mi trovavo presso il locale Area City in via Don Federico Tosatto a Mestre. In quella circostanza sono stata prima accerchiata da un gruppo di ragazzi e successivamente, una volta uscita dal locale, sono stata aggredita da un gruppo molto numeroso, circa 30 persone”.

Il suo racconto trova spazio anche su Il Gazzettino, dove la ragazza – Alexis – ha spiegato che le tensioni sarebbero iniziate già all’interno del locale. “Fin da quando siamo entrate nel locale una decina di ragazzi ha iniziato a fissarci – racconta – poi le risatine, i primi insulti. Ma non ci ho fatto caso, non ho ceduto alle loro provocazioni, ero lì solo per divertirmi e trascorrere la mia serata”.

La situazione è degenerata nel corso della notte, prima nell’area fumatori e poi all’esterno del locale. Secondo il racconto della 19enne, l’aggressione è iniziata con spintoni e strattoni mentre si trovava nell’area fumatori: “A un certo punto, verso la fine della serata, sono uscita per fumare una sigaretta. Un gruppo di quei ragazzi mi è venuto addosso, mi hanno spinta a terra, prendendomi per i capelli, facendomi cadere sulla schiena”.

In quell’occasione le sarebbe stata sottratta anche la sigaretta elettronica. Poco dopo, all’uscita dal locale, la situazione è ulteriormente peggiorata. “Erano circa una trentina – racconta – uno di loro è uscito dall’auto dicendo “cerchi qualcosa?” e aveva in mano la mia sigaretta elettronica. ‘Frocio di m…, non è un posto per te’, mi ha urlato uno di loro”.

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La giovane è riuscita a mettersi al riparo, ma la violenza si è spostata sulle sue amiche: “Se la sono presa con le mie amiche, le hanno accerchiate e prese a calci, hanno staccato un irrigatore da un giardino lì vicino per inzupparle”.

L’arrivo della polizia

Un elemento centrale nella vicenda riguarda l’assenza di personale di sicurezza in un momento cruciale. “Ho chiesto l’intervento della sicurezza del locale, ma non c’era nessuno in quel momento nell’area fumatori”, ha spiegato Alexis.

Sul posto è intervenuta una volante della polizia, allertata dal personale del locale, ma all’arrivo degli agenti gli aggressori si erano già dileguati. Secondo quanto emerso, inoltre, non sarebbero presenti telecamere puntate sul parcheggio.

La 19enne ha comunque raccolto prove utili alle indagini: “Ho ripreso tutto con il mio cellulare per avere un video da consegnare alle forze dell’ordine”. Stando a quanto raccontato anche a Gay.it, la ragazza non sarebbe stata l’unica a documentare l’aggressione: “Anche altre persone presenti hanno delle registrazioni”.

La denuncia ai carabinieri

Nei giorni successivi all’aggressione, la giovane si è recata in caserma per formalizzare la denuncia, consegnando anche foto e video dei presunti aggressori e altri elementi utili alla loro identificazione.

Un gesto che assume un valore preciso, come sottolinea lei stessa: “Ho scelto di denunciare perché di fronte a un’aggressione di gruppo del genere non si può e non si deve lasciar correre”.

I precedenti nella discoteca

Non si tratta del primo episodio critico legato al locale. Un anno fa, l’allora questore di Venezia Gaetano Bonaccorso aveva disposto la sospensione della licenza della discoteca per quindici giorni, a seguito di diverse liti avvenute all’interno.

Dagli accertamenti era emerso anche che alcuni minori erano riusciti a consumare alcolici. Un provvedimento simile era stato adottato anche nel 2022, quando la questura intervenne per una “situazione di allarme sociale”, caratterizzata da risse, aggressioni e furti, in un contesto definito come una “minaccia alla tutela dell’incolumità pubblica”.

Il caso è ora all’attenzione delle forze dell’ordine e potrebbe portare all’identificazione dei responsabili grazie ai materiali raccolti. Resta il racconto di una violenza brutale, segnata da insulti e discriminazione, che riaccende l’attenzione sulle aggressioni a sfondo transfobico, soprattutto tra i più giovani.

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