Siamo abituatə a pensare ai Pride come grandi eventi di massa, attraversati da carri, sponsor e centinaia di migliaia di persone. Ma il cambiamento passa anche altrove: nei piccoli territori, nei comuni fuori dai riflettori, nei luoghi nati come rifugio e diventati spazio politico. È anche per questo che raccontare realtà come il Papel Pride 2026 significa osservare da vicino come si sta trasformando oggi il movimento LGBTQIA+ italiano: più territoriale, più radicato, più capace di nascere dal basso.
Succede a Monterotondo, alle porte di Roma, dove un locale diventato safe place per la comunità queer si è trasformato nel tempo in una manifestazione che porta in strada visibilità, appartenenza e diritti. Il Papel Pride tornerà sabato 6 giugno 2026 con una nuova edizione che conferma la crescita di una realtà ormai riconoscibile ben oltre i confini cittadini.
Quella che era una realtà raccolta attorno al Papel è diventata negli anni un appuntamento politico e comunitario sempre più partecipato: nel 2025 è arrivata la prima parata cittadina, mentre il 2026 segnerà la quinta edizione e la seconda marcia nelle strade della città. Un segnale chiaro di come stia cambiando anche il modo di scendere in piazza: meno centralizzato, meno dipendente dalle metropoli, sempre più costruito nei territori.
A raccontare questa trasformazione a Gay.it sono stati Nunziante Ruggieri, referente del Papel Pride, insieme alle madrine dell’edizione 2026, le drag queen Loli Parioli e Chanel.
Qui tutte le altre date dei Pride 2026 in Italia

In questo articolo
- 1 Papel Pride 2026: Monterotondo rilancia con la quinta edizione e la seconda marcia
- 2 La precedente edizione: la prima parata che ha cambiato il Pride di Monterotondo
- 3 Cos’è il Papel e perché è così importante per il territorio
- 4 “Piccolo ma potente”: il significato di un Pride fuori dai grandi centri
- 5 Le difficoltà affrontate: controlli e pressioni dopo il Pride
- 6 Le madrine 2026: Loli Parioli e Chanel
- 7 Cosa succederà al Papel Pride 2026
- 8 Un Pride autofinanziato e comunitario
- 9 Il messaggio nazionale del Papel Pride 2026
- 10 Perché partecipare
- 11 Papel Pride 2026: canali ufficiali per restare aggiornatə
Papel Pride 2026: Monterotondo rilancia con la quinta edizione e la seconda marcia
Il Pride di Monterotondo continuerà a chiamarsi Papel Pride, nome ormai identitario della manifestazione e simbolo di un percorso nato dal basso, attorno a uno spazio che negli anni è diventato punto di riferimento per molte persone queer del territorio. Come spiegano gli organizzatori, l’evento mantiene una propria autonomia pur dialogando con le istituzioni locali, senza rinunciare alla sua natura indipendente e comunitaria.
Il 2026 rappresenterà infatti la quinta edizione complessiva e, allo stesso tempo, la seconda marcia cittadina dopo il debutto del corteo avvenuto lo scorso anno. Un cammino cresciuto gradualmente: prima come momento di aggregazione, poi come presidio culturale e politico, fino a trasformarsi in una manifestazione pubblica capace di portare visibilità e diritti nelle strade della città laziale.
“L’anno scorso il Comune ha dato il patrocinio per la prima marcia, perché quest’anno sarà la seconda edizione della marcia. Credo che lo darà anche quest’anno, ma comunque rimane Papel Pride a Monterotondo”, spiegano.
La conferma più importante, però, è un’altra: la parata ci sarà anche nel 2026. Un nuovo corteo attraverserà la città per poi concludersi negli spazi del Papel, luogo simbolico che da anni rappresenta accoglienza, comunità e libertà di espressione.
La precedente edizione: la prima parata che ha cambiato il Pride di Monterotondo

L’edizione 2026 arriva dopo un passaggio fondamentale nella storia della manifestazione. Il Papel Pride 2025, andato in scena sabato 7 giugno, ha infatti segnato la prima vera parata dell’orgoglio queer nelle strade della città. Un debutto simbolico e politico che ha rappresentato un salto di qualità per tutta la comunità locale.
Fino ad allora il Papel Pride era stato soprattutto un appuntamento culturale e comunitario legato allo spazio del Papel. Nel 2025, invece, la manifestazione è uscita fisicamente con un corteo cittadino partito da Piazza Roma e attraversato dal desiderio di rendere visibili identità, corpi e rivendicazioni anche fuori dai grandi centri urbani.
Gli stessi organizzatori ricordano quell’edizione come un momento di forte emozione collettiva. “All’inizio c’era un po’ di tensione, ci chiedevamo quanta gente sarebbe venuta”, raccontano. I timori però lasciarono presto spazio all’entusiasmo: “La gente è stata numerosa, ci siamo divertiti da impazzire tutti. Si vedeva proprio l’entusiasmo della prima parata”.
Per molte persone presenti non fu soltanto una festa, ma la sensazione concreta di stare vivendo qualcosa di storico per la città. “Stavamo facendo la storia a Monterotondo”, ricordano ancora.
Dopo il corteo, la giornata proseguì con interventi di attivistə, presentazioni culturali, spettacoli drag e musica, confermando il format del Papel Pride: unire dimensione politica, socialità e creatività queer. Il successo della prima marcia ha lasciato un segno importante anche sul territorio. Secondo gli organizzatori, da quel momento la partecipazione è cresciuta e sempre più persone del posto hanno iniziato a riconoscersi nel progetto, portando con sé amicizie, famiglie e nuove energie.
È proprio da quella svolta del 2025 che nasce oggi il Papel Pride 2026: non più una scommessa isolata, ma un appuntamento atteso che punta a consolidare la propria presenza nelle strade e nella vita cittadina.
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Cos’è il Papel e perché è così importante per il territorio
Nel racconto degli organizzatori, il Papel non è soltanto un locale o un punto di ritrovo. È soprattutto un safe place, uno spazio sicuro nato per offrire accoglienza, libertà e comunità alle persone queer di Monterotondo e dintorni:
“Fino a che Papel non ha aperto non c’era mai stato un coinvolgimento diretto per la comunità LGBT. Laura (proprietaria del locale, ndr) autonomamente ha creato un safe place per le persone queer e da lì piano piano sono nate realtà, eventi e collaborazioni”.
Il valore politico di questo spazio è enorme, soprattutto in un’area periferica rispetto a Roma. “Siamo l’unico safe place qui in zona, nel territorio. Per trovarne un altro devi andare a Roma”.
È proprio questa distanza geografica e simbolica dalla Capitale a rendere il Papel Pride qualcosa di speciale: una manifestazione che porta diritti e visibilità dove spesso si pensa non possano attecchire.
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“Piccolo ma potente”: il significato di un Pride fuori dai grandi centri
Spesso il Papel Pride viene raccontato come uno dei Pride più piccoli d’Italia. Una definizione che gli organizzatori accolgono con ironia, ma anche con orgoglio: “Sicuramente è piccolo, nel senso che come parata è corta, perché ce la stiamo prendendo piano piano. Però è piccolo ma potente”.
Dietro questa frase c’è una riflessione più ampia sul senso dei Pride di provincia. Partecipare a un grande Pride metropolitano è importante, spiegano, ma sfilare nel proprio paese ha un impatto diverso.
“Quando sei tra 300 persone che abitano quella cittadina e percorri gli stessi spazi che percorri ogni giorno, ma in un contesto di visibilità e di lotta, è diverso. È dire: ci siamo, facciamo parte di questo posto”.
Parole che raccontano bene la forza simbolica dei Pride territoriali: rendere visibili corpi, storie e identità proprio nei luoghi della quotidianità.
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Le difficoltà affrontate: controlli e pressioni dopo il Pride
Accanto all’entusiasmo, non sono mancate criticità. Gli organizzatori ricordano episodi avvenuti dopo la scorsa edizione che hanno lasciato l’amaro in bocca: “Subito dopo il Pride hanno fatto chiudere il Papel per dieci giorni. In un periodo estivo in cui lavoriamo molto”.
Secondo il racconto del gruppo, nei mesi successivi ci sarebbero stati controlli frequenti. “Sono arrivati tre volte in circa un mese e questo sembrava non normale per un locale”.
Anche durante una delle edizioni precedenti ci sarebbero stati momenti di tensione legati alla presenza drag. Un episodio che testimonia come, ancora oggi, la visibilità queer nei piccoli centri possa generare resistenze e fastidi. Eppure il Pride va avanti, cresce e non arretra.
Le madrine 2026: Loli Parioli e Chanel

Tra i volti simbolo dell’edizione 2026 ci saranno due madrine d’eccezione: Loli Parioli e Chanel, figure che incarnano perfettamente lo spirito del Papel Pride, dove spettacolo, comunità e attivismo si intrecciano.
Per Loli Parioli il legame con la cittadina e con il Papel è diventato negli anni qualcosa di profondo, nato quasi in punta di piedi e trasformato in appartenenza autentica. “All’inizio ero titubante, perché non essendo di Monterotondo pensavo di non poter rappresentare un territorio non mio”, racconta. Un dubbio iniziale superato grazie all’accoglienza ricevuta: “Poi il Papel diventa casa, diventa famiglia”.
Loli ricorda di aver partecipato già alle prime edizioni, inizialmente fuori dal personaggio drag, per poi essere scelta come madrina e diventare una presenza stabile della manifestazione. Un percorso umano oltre che artistico, costruito su rapporti sinceri e fiducia reciproca. “Laura è una persona che ti apprezza prima come persona e poi come artista”, spiega, sottolineando quanto per lei il valore umano venga prima di tutto.
Accanto a lei ci sarà anche Chanel, artista con una lunga esperienza nel panorama drag romano, che ha lavorato in contesti storici della nightlife LGBTQIA+ come l’Alibi e la Mucca Assassina. Il suo incontro con il Papel è più recente, ma altrettanto significativo.
“Ho conosciuto Laura un anno fa grazie a mia sorella che è di Monterotondo”, racconta. Da quel momento sono nate collaborazioni artistiche, serate e spettacoli fino alla proposta ricevuta per il Pride 2026: “Quest’anno mi ha spiegato che sono la madrina vicino a Loli e sono molto onorata di questa cosa”.
La presenza di Loli Parioli e Chanel conferma la volontà del Papel Pride di valorizzare il linguaggio drag non come semplice intrattenimento, ma come espressione culturale, politica e identitaria. Due madrine diverse per percorso e storia, unite però dallo stesso entusiasmo nel sostenere una manifestazione che continua a crescere dal basso.
Cosa succederà al Papel Pride 2026

Il programma della giornata del 6 giugno prevede un pomeriggio intenso tra corteo, musica, performance e momenti politici.
Il raduno è previsto alle ore 15:00 presso il Mattatoio di Monterotondo, con partenza della parata intorno alle 16:00-16:15. In circa un’ora e mezza il corteo raggiungerà il Papel, dove proseguiranno gli eventi serali.
Gli organizzatori anticipano anche una novità sul fronte spettacolo: non un unico show drag concentrato in un solo momento: “Gli spettacoli drag verranno sparsi durante la serata, con vari spezzoni per catturare il pubblico insieme agli altri eventi”.
Le madrine apriranno inoltre la parata con un discorso, come già avvenuto lo scorso anno. E tra le ipotesi più scenografiche spunta perfino “un arrivo a cavallo”, ancora in fase di definizione.
Un Pride autofinanziato e comunitario
Il Papel Pride nasce e cresce senza grandi sponsor, puntando soprattutto sull’energia della comunità locale. “Non servono milioni di persone per cambiare, non servono sponsor, non serve bloccare un’intera città”, spiegano.
Il carro ci sarà, la musica pure, così come lo spazio esterno del Papel addobbato a festa con bandiere e decorazioni. Tutto costruito con impegno diretto, lavoro volontario e partecipazione dal basso.
È un modello diverso rispetto ai grandi eventi metropolitani, ma proprio per questo capace di raccontare una dimensione più intima e radicale dell’orgoglio LGBTQIA+.
Il messaggio nazionale del Papel Pride 2026
Alla domanda su quale messaggio vogliano lanciare alla comunità LGBTQIA+ italiana, la risposta arriva chiara: “Basti tu. Ogni singolo individuo può cambiare davvero”.
Un invito a non sentirsi troppo piccoli, troppo isolati o troppo marginali per fare la differenza. Il Papel Pride dimostra che anche una cittadina fuori dai riflettori può costruire un presidio culturale e politico importante.
“È un approccio bottom up, dal basso verso l’alto”, aggiunge Nunziante Ruggieri. “Non è solo glitter, non è solo spettacolo. È politica, consapevolezza, comunità”.
Perché partecipare
In un’Italia in cui i grandi Pride attirano giustamente attenzione mediatica e folle oceaniche, realtà come Monterotondo ricordano una verità spesso dimenticata: il Pride non nasce per intrattenere, ma per cambiare le cose.
Partecipare al Papel Pride 2026 significa esserci in uno spazio dove la visibilità non è scontata, dove ogni presenza pesa, dove ogni corpo in strada manda un messaggio chiaro al territorio. Qui il Pride non è solo evento, ma comunità che si riconosce, è politica che prende forma, è coraggio quotidiano trasformato in piazza.
Il valore del Papel Pride sta proprio in questo: riportare l’orgoglio dove spesso manca, nei comuni considerati periferici, nei luoghi che sembrano lontani dai grandi riflettori e che invece possono diventare centro di nuove energie queer. Piccolo nei numeri, decisivo nel significato.
Papel Pride 2026: canali ufficiali per restare aggiornatə
Il Papel Pride 2026, con la sua quinta edizione complessiva e la seconda parata cittadina dell’orgoglio queer, si prepara a essere uno degli appuntamenti più significativi dell’estate di Monterotondo. Un’occasione per continuare a rivendicare diritti, visibilità e comunità in un territorio che negli anni ha saputo costruire uno spazio queer riconoscibile e partecipato.
Per restare aggiornatə su programma definitivo, ospiti, orari e ultime novità, l’invito è a seguire i canali social ufficiali del Papel Pride (IG).
