Si stanno svolgendo in questi giorni a Vienna le prime prove delle 35 esibizioni che si alterneranno sul palco dell’Eurovision Song Contest in programma dal 12 al 16 maggio alla Wiener Stadthalle.
Dal 2 al 9 maggio ogni Paese ha a disposizione 2 prove singole sul palco – complessivamente saranno 70, a cui seguiranno 9 generali in 3 delle quali voteranno le giurie. La prima e la seconda prova, come ormai di consueto, si tengono a porte chiuse e non sono aperte alla stampa.
Eurovision 2026, c’è Boy George
Molta curiosità c’era per la presenza (o meno) della superstar Boy George alle prove di San Marino, il cantante ha partecipato a tutte le sessioni sul palco, sorridente, rilassato, felice di questa nuova ed inedita esperienza.
Secondo le prime indiscrezioni del sempre ben informato Eurofestival News, “La scena è così esagerata che persino i riflettori sono stati programmati per proiettare un fascio di luce arcobaleno non solo sui nostri protagonisti, ma anche verso l’esterno, sul pubblico. Il palco è inoltre ricoperto di cromature e specchi, non soltanto per quanto riguarda i costumi, in modo che il bagliore dei riflettori si diffonda ancora di più. La performance si chiude con Senhit e Boy George che percorrono la passerella mano nella mano e si allontanano verso il tramonto arcobaleno, lasciandosi alle spalle, nello specchietto retrovisore, scie di fuochi d’artificio”.
“Superstar” è un pop elettronico con anima disco, un dance-pop che guarda agli anni Ottanta e Novanta senza effetto nostalgia.
L’arena queer di Vienna
Chi ha avuto modo di familiarizzare con l’imponente palco della Wiener Stadhalle è anche anche il performer queer Lion Ceccah in rappresentanza della Lituania. Alla prima prova costume si è presentato “avvolto in un gigantesco mantello con cappuccio, look spigoloso, in un abito dal taglio gotico, e, immancabile, il suo trucco argentato”.
Il brano dalla struttura multilingue racconta la frammentazione emotiva contemporanea: “il lituano come radice, lo spagnolo come energia sensuale, l’inglese come lingua del caos globale, il francese come eleganza malinconica, il tedesco come perentorietà, l’italiano come intimità”.
Ogni cambio di lingua è un cambio emotivo in una esibizione che è stata definita “drammatica”, a cui, nella seconda parte “vengono inseriti dei sottotitoli in inglese per trasmettere il suo momento di autocoscienza”.
Altri esponenti della comunità LGBTQ sono attesi nelle prossime ore sul palco per la loro prima prova luci/audio/costumi, tra questi Søren Torpegaard Lund col brano elettropop “For vi gar hjem ” in rappresentanza della Danimarca, e l’icona queer Akylas per la Grecia con il brano in 4 lingue “Ferto”.
Le semifinali dell’Eurovision Song Contest 2026 saranno trasmesse in diretta martedì 12 e giovedì 14 maggio in prima serata su Rai2, mentre la Finale di sabato 16 maggio andrà in onda su Rai1.


