Quanto perbenismo signora mia. Il ragazzetto che si truccava in metro’ e incassava qualche soldino con video hot ce l’ha fatta e nel migliore dei modi: senza nascondersi. Di più: senza apparecchiare battaglie no etichette, o peggio ancora washing di bassa lega.

Ricordate Bach Buquen? Certo che lo ricordate. Il maghetto del make up maschile classe 2006, origini franco-vietnamite, che si truccava sulle banchine della metro parigina davanti ai passanti increduli, collezionava collab con Gucci, Balenciaga e Prada, e che, diciamocelo, aveva fatto parlare di sé anche per certe avventure multimediali più spinte della media. Et voilà: quel ragazzo non esiste più. O meglio, esiste, ma è diventato qualcos’altro. Qualcosa di considerevolmente più grande, considerevolmente più costoso, e, per il moralismo imperante di questi tempi sempre più conformisti, considerevolmente più irritante di prima. Perché la natura della mascolinità contemporanea non è mai stata così dinamica, fluida e insolente. Facciamo il punto su chi è Bach Buquen nel 2026. Perché la storia è cambiata, e parecchio. Sempre nella stessa direzione di lotta alla mascolinità tossica?

Da Parigi a New York (con una valigia piena di fondotinta e contratti)

@bachbuquen Newton ? No, I don’t know. #calisthenics ♬ original sound – Shushy🇸🇧🇵🇬

All’inizio del 2025, Bach ha lasciato il sesto arrondissement di Parigi, il quartiere dove era cresciuto, e si è trasferito a New York. Mossa prevedibile, in fondo: quando Bloomberg Businessweek ti mette in copertina e i brand americani ti corteggiano, prima o poi il volo transatlantico diventa inevitabile. La sua missione dichiarata di “normalizzare il trucco per gli uomini“, gli ha fruttato mezzo milione di dollari nel solo 2025 grazie ad accordi di sponsorizzazione con MAC, Charlotte Tilbury e altri brand cosmetici. Mezzo milione di dollari. Di fondotinta. Annuire lentamente, per favore, spalmando per bene. Vanity Fair France e The Business of Fashion lo hanno entrambi definito il “it boy” di TikTok. Soltanto due giorni fa eccolo accomodato su una sedia con grosso logo L’OREAL scolpito e pagante. E mentre le redazioni di mezzo mondo si accapigliano per intervistarlo, il ragazzo sorride, applica il correttore, e incassa. La consacrazione avvenne grazie al sempre puntuale DUST, magazine che osserva come pochi altri media al mondo l’evolversi del concetto di maschio: meno di un anno fa DUST pubblicò gli scatti della fotografa Alyssa Kazew con Bach immortalato nel servizio “Another Fashion Magazine Won’t Save You“. Ed era stato nel giugno 2025 che al magazine italiano ICON Bach Buquen aveva rilasciato una dichiarazione dal cristallino intento politico: “voglio nornalizzare il make up maschile“.

Nulla di nuovo, sia chiaro: Jean Paul Gaultier iniziò questa battaglia nei primi anni ottanta. Eppure il meccanismo autobiografico delle narrazioni socialnetworkiste di oggi hanno fatto di Bach Buquen una di quelle anime che, saltando le teorizzazioni di manifesti e pose identitarie, gettano direttamente il proprio corpo in pasto all’azione che diventa chiaramente politica.

Il salto: dal tutorial al set cinematografico

Bach Buquen
Bach Buquen: a sinistra su un campo da basket, a destra in uno dei suoi stupendi video in cui si trucca sulla banchina della metropolitana, video che l’hanno reso famoso

Ma la novità che ha fatto strabuzzare gli occhi agli uffici casting di mezza Europa è un’altra. Bach ha ottenuto il ruolo da protagonista in Tempête, film originale francese per Prime Video diretto da Edouard Salier: interpreta Erwan, il ragazzo che organizza la festa in cui due adolescenti rimangono intrappolati durante la devastante tempesta del 25 dicembre 1999. Un survival drama. Ambientato nel 1999. Con venti a 200 km/h. Niente rossetto, presumibilmente.

Il responsabile di Prime Video France ha spiegato la scelta senza troppi giri di parole: “È un’enorme star dei social media. Si è fatto un nome in meno di due anni, sia in Francia che all’estero, e tutti i brand se lo contendono.” Traduzione dal markettaro: ha dieci milioni di follower e portano traffico.

Ma non è solo quello. Bach sul set non è un influencer travestito da attore per fare views. È figlio di un’ex attrice, ha fatto ballet per sette anni, e sa benissimo come si sta davanti a una telecamera. Il corpo è sempre stato il suo strumento. Che sia sul parquet, sulla banchina del metrò o su un set cinematografico, cambia il contesto. Non cambia la padronanza.

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La fidanzata c’era, poi non c’era più (poi era fidanzata, poi non più)

Sul fronte sentimentale, il 2025 ha offerto la sua dose di soap opera. Bach e Clarice Cazauran, la sua fidanzata, avevano annunciato il loro fidanzamento ufficiale il 31 marzo 2025 e poche settimane dopo, ad aprile, avevano già annunciato una “pausa”:La distanza non ci aiuta, e i social media… non è semplice per nessuno di noi.” Classico. Fidanzamento il 31 marzo, comunicato di separazione soft ad aprile. I social fanno così: accelerano tutto, anche la fine delle cose.

Nel corso del 2025, Bach è apparso in video con la modella Anna Malygon e con un ragazzo di nome Ollie Muhl, generando la consueta valanga di speculazioni tra i fan. Nel frattempo, la domanda che aleggia sempre sopra la testa di Bach è gay? è etero? è bi? è fluid? e continua a non avere risposta ufficiale. E lui, maliziosamente, non sembra avere alcuna intenzione di fornirla. L’ambiguità, del resto, è il suo asset più remunerativo.

I brand che impallidiscono (ma firmano lo stesso)

Bach Buquen nel 2026: il film, chi è oggi, quanto guadagna e cosa fa - bach buquen 2026 Gay.it film guadagni oggi - Gay.it

Ha posato per la campagna Icon New Generation SS25 di Dsquared2, un’estetica glitch-infused post-punk che, secondo il brand stesso, è “un manifesto per una nuova generazione che riscrive le regole dell’auto-espressione“. Grande. Bellissimo. Intanto, nelle stanze degli uffici marketing delle stesse multinazionali, qualcuno continuava a sudare freddo calcolando i rischi reputazionali del caso. Risultato finale: hanno firmato lo stesso, ovviamente. Perché quando un ragazzo di vent’anni genera mezzo milione di dollari di sponsorizzazioni in dodici mesi, il puritanesimo diventa improvvisamente molto flessibile.
Lo scorso ottobre è apparso alla sfilata Vetements Womenswear SS26 durante la Paris Fashion Week. Poche settimane prima era apparso alla sfilata di Prada a Milano, con tanto di stretta di mano e foto opportunity insiema alla signora Miuccia: una che dal concetto di errore ha creato un’idea di estetica. Chissenefrega se poi circolano video hard del ragazzo.

Ma esiste un video gay?

Bach Buquen DSqaured Balenciaga
Bach Buquen, a sinistra per ICON di DSqaured, a destra per Balenciaga – foto dal suo Instagram @bachbuquen

In questa smania ossessiva sulla sessualità di Bach, subito messa a tacere dalle rivoluzioni queer che chiedono di non fare domande, circolano pettegolezzi tutalmente infondati. Qualcuno va spennellando polvere di menzogna come fosse un blush (o se preferite fard) qualsiasi: internet sarebbe piena di video gay di Bach Buquen che si trastulla con altri ragazzi. Ma non è vero? I famosi video che ci regalano performance intime del ragazzo non sono mai in compagnia di ragazzi. A dirla tutta, dicono i veri informati che si trastullano sulle piattaforme dell’adult content, Bach appare sempre da solo intento a regalarsi piacere e una sola volta in compagna di una ragazza assai felice di godersela con il maghetto del make up applicato sulle banchine delle metropolitane. Quindi, per essere chiare: no, non esistono video di Bach che amoreggia con ragazzi e semmai lo vediamo divertirsi senza veli con una ragazza.

Cosa rimane, e cosa è diventato Bach Buquen

Quello che colpisce, guardando la traiettoria di Bach Buquen in questi dodici mesi, è la coerenza paradossale di un personaggio apparentemente inafferrabile. Cambia città, cambia stato sentimentale, cambia medium (dal tutorial TikTok al set cinematografico), ma non cambia il suo centro di gravità. Che è sempre il corpo: il suo corpo, come territorio di sperimentazione, di libertà, di business. Di provocazione quieta ma sistematica.
Bach siede a un ristorante parigino in pantaloni larghi grigi, top nero in cashmere e giacca di pelle, reduce da tre settimane di giro tra le fashion week mondiali e non tradisce neppure un cenno di stanchezza. Stare bene in ogni momento, del resto, è parte del lavoro. E lui lo sa meglio di chiunque altro. Così ne parla Bloomber.
I moralisti si sono già stancati di indignarsi. I brand continuano a firmare. I follower continuano ad aumentare. E Bach Buquen, con la sua piccola bacchetta magica color carne, continua a mettere in crisi chiunque abbia ancora voglia di costruire recinti attorno ai corpi degli altri. Buona fortuna con i recinti perché… Plus ça change, plus c’est la même chose! (più le cose cambiano, più restano uguali).

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