Molestie online, uomini etero bersagliati da messaggi insistenti e consenso anche nello spazio digitale. Dopo il caso di Gianpaolo Grammatico, che aveva denunciato su TikTok di ricevere messaggi espliciti e approcci non richiesti da parte di uomini, un nuovo sfogo social ha riacceso l’attenzione sul tema. Questa volta a parlare è Andrea Calandruccio, giovane influencer seguito da oltre 38 mila follower su Instagram e attivo nel mondo della moda.
Calandruccio ha pubblicato sul proprio profilo lo screenshot di una conversazione privata ricevuta da un follower, accompagnandolo con una foto ironica in cui compare con la scritta “Mi piace la fi*a” sulla fronte. Uno scatto volutamente provocatorio, usato per ribadire la propria eterosessualità, ma soprattutto per introdurre una riflessione più ampia sul comportamento di alcuni uomini nei DM.
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Andrea Calandruccio: “Non mi vanto di piacere ai gay”
Di fronte alle reazioni, Andrea Calandruccio ha pubblicato una lunga precisazione, spiegando che il senso del suo post non era vantarsi di ricevere attenzioni da uomini gay, né trasformare una singola chat in un’accusa rivolta a tutta la comunità LGBTQIA+.
“Leggete sta ca**o di caption e cercate di capire che non mi vanto di piacere ai gay, ma è un messaggio chiaro per tutti gli uomini -etero o gay che sia-”, ha scritto. Una premessa netta, arrivata probabilmente dopo i primi commenti critici.
Il punto, secondo Calandruccio, non sarebbe quella specifica conversazione, che lui stesso ridimensiona, ma un comportamento più diffuso: “Non è questa conversazione, che mi faceva ridere soltanto per la mia foto, è ciò che gli uomini -TUTTI- non capiscono, cioè andare oltre ed essere insistenti o volgari”.
Il tema, dunque, viene spostato dal piano dell’orientamento sessuale a quello del consenso e dell’insistenza. Non il fatto che un uomo possa trovare attraente un altro uomo, ma il modo in cui alcuni approcci vengono portati avanti, soprattutto quando non c’è reciprocità o quando il messaggio diventa sessualmente esplicito.
“Un complimento non apre una porta”
Nel suo sfogo, Calandruccio prova a chiarire la differenza tra un complimento e un tentativo di andare oltre senza averne il consenso. “Mi dispiace per la vittima di questo post, ma all’ennesimo messaggio ho dovuto sacrificarne uno per educarne cento”, scrive.
Poi aggiunge: “I complimenti sono sempre graditi, sia chiaro, ma quando al complimento si risponde in maniera educata, non si sta aprendo una porta per qualcos’altro”.
È probabilmente il passaggio più significativo della sua riflessione. Rispondere con educazione a un apprezzamento, sorridere a un complimento o non bloccare immediatamente una conversazione non significa autorizzare l’altra persona a sessualizzare lo scambio, insistere o dare per scontata una disponibilità.
L’influencer racconta anche di lavorare in un ambiente in cui, a suo dire, la propria immagine pubblica potrebbe generare fraintendimenti: “Faccio un lavoro che probabilmente può confondere le idee sulla mia sessualità (?), e ho sempre lavorato nel mondo della moda dove molto spesso le identità sessuali sono fluide”.
Subito dopo, però, precisa di non avere alcun problema con la fluidità o con il desiderio maschile, quando questo resta dentro i confini del rispetto: “E non ho mai e dico MAI avuto problemi perché dove c’è rispetto ed educazione ci sono anche io, a prescindere dall’orientamento sessuale”.
Il suo messaggio rivolto a tutti gli uomini
La parte più discussa dello sfogo è quella in cui Calandruccio allarga il discorso a una dinamica che, secondo lui, riguarda gli uomini in generale. “Non posso postare una foto in palestra che vieni inondato di messaggi, non posso mettere i piedi al mare che mi chiedono di aprire onlyfans”, scrive.
Poi la precisazione: “E attenzione, questo non è un messaggio per gli omosessuali, questo è un messaggio per gli uomini. Avete rotto il ca**o di superare il confine, che il messaggio sia per me uomo o per una donna”.
Il concetto è, dunque, quello già esplicitato da Grammatico: il problema non sarebbe l’approccio da parte di un uomo gay, ma il comportamento maschile quando diventa invadente, insistente o volgare. Una distinzione importante, soprattutto perché il rischio, in casi simili, è quello di trasformare una denuncia legittima sui confini personali in una generalizzazione sugli uomini gay.
Calandruccio prova a evitarlo, almeno nelle intenzioni, ribadendo che il suo sfogo riguarda gli uomini “etero o gay che sia”. Nel testo pubblicato su Instagram, Calandruccio insiste soprattutto su un punto: la necessità di fermarsi quando non c’è consenso. “Il complimento mi fa sorridere, come li ricevo li faccio anche io, e spero che faccia nascere la stessa sensazione piacevole in una donna”, scrive.
Poi aggiunge: “Ma bisogna anche capire se poi si può andare oltre o bisogna fermarsi, e ripetersi ANCHE SUI SOCIAL, se c’è CONSENSO o meno”.
Tuttavia la scelta dello screenshot ha alimentato la discussione su Instagram: il messaggio mostrato, infatti, non appare particolarmente aggressivo, e proprio questo ha portato diverse persone a chiedersi se non fosse stato scelto un esempio debole per sostenere una tesi più ampia.
Il video di risposta: “Questa è una molestia”

Dopo le critiche ricevute, Calandruccio ha pubblicato anche un video in risposta a un commento, cercando di chiarire ulteriormente il senso del suo discorso. Nel video, il creator ribadisce la distinzione tra complimento e volgarità: “Finché tu fai un complimento e parlo di un uomo che sia etero o gay, finché fai un complimento ed è carino, piacere. Tanti cari saluti, ognuno per la propria vita”.
Poi chiarisce qual è, secondo lui, il problema reale: “Se questo complimento non è un complimento, ma è una volgarità e me ne capitano di ogni, allora qui non va più bene e io sto parlando in generale degli uomini. Non sto dicendo che i gay si comportano in questa maniera, sto parlando degli uomini”.
A quel punto, Calandruccio mostra altri DM ricevuti, spiegando: “Questi sono DM che ho preso così al volo, manco mi sono messo a cercare. Quindi io sto parlando di questo. Questo non va bene, che io sia uomo o donna, che tu sia etero o che tu sia gay. Questa è una molestia”.
La sua conclusione è una nuova precisazione rivolta a chi aveva letto il post come un’accusa agli uomini gay: “Quindi il complimento va bene e siamo tutti felici. Queste cose non vanno bene e io parlavo di queste. Quindi spero che ora ti sia più chiaro”.
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Un esempio ambiguo al centro dello sfogo
Il punto sollevato da Calandruccio non è il complimento in sé, ma l’insistenza, la volgarità e il superamento di un limite, anche nei messaggi privati. Una questione che riguarda gli uomini in generale, indipendentemente dall’orientamento sessuale.
Resta però il fatto che la conversazione scelta per accompagnare lo sfogo non sembra contenere frasi esplicite o richieste sessuali dirette. Proprio per questo il post ha generato critiche: usare il messaggio di un follower gay come esempio di un discorso rivolto a “tutti gli uomini” rischia di spostare il focus e creare ambiguità.
Lo stesso Calandruccio ha poi precisato che “non è questa conversazione” il vero problema, ma “andare oltre ed essere insistenti o volgari”. Una precisazione necessaria, che conferma il tema centrale: il consenso vale anche online, ma andrebbe raccontato senza alimentare equivoci o generalizzazioni.
