Uomini gay che molestano uomini etero, l’accusa di Gianpaolo Grammatico

Una vicenda che apre il confronto su consenso e doppio standard.

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Il tiktoker Gianpaolo Grammatico e le presunte molestie da parte di uomini gay
Il tiktoker Gianpaolo Grammatico e le presunte molestie da parte di uomini gay
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Presunte molestie commesse da uomini gay nei confronti di uomini etero, online e dal vivo. Parte da qui il racconto affidato a TikTok dal creator Gianpaolo Grammatico, che ha riferito di ricevere con frequenza foto sessualmente esplicite, messaggi e tentativi di videochiamata non richiesti da parte di uomini, a suo dire gay, oltre ad aver subito, durante una serata, contatti fisici indesiderati da parte di alcuni ragazzi.

Nel video, Grammatico precisa di non voler generalizzare né attribuire quei comportamenti all’intera comunità gay, ma di voler raccontare una serie di episodi che, secondo la sua testimonianza, lo avrebbero portato a riflettere sulle molestie maschili subite anche dagli uomini etero. “Le donne vengono molestate dagli uomini. Gli uomini vengono molestati dagli uomini. E ragazzi, io ci rido, ma non ci sta un ca**o da ridere”, afferma.

Quanto accaduto a Grammatico è un caso isolato o intercetta esperienze vissute anche da altri uomini etero? A suo dire, non mancherebbero altre testimonianze. Sul caso è intervenuto anche Aldo Giarelli, creator appartenente alla comunità LGBT+, che, senza mettere in discussione il tema del consenso, ha aperto una riflessione sul modo in cui un uomo etero può percepire diversamente il desiderio femminile e quello maschile.

Uomini gay che molestano uomini etero: il botta e risposta su Tiktok
Uomini gay che molestano uomini etero: il botta e risposta su Tiktok

Gianpaolo Grammatico e le molestie ricevute online e dal vivo

Nel video pubblicato su TikTok, Gianpaolo Grammatico ha raccontato di ricevere frequentemente messaggi e contenuti sessualmente espliciti non richiesti da parte di uomini. “Dal vivo, in serata, in palestra, adesso sui social da quando ho iniziato, ricevo in continuazione molestie da parte di uomini”, ha affermato il creator.

Grammatico ha poi distinto la quantità e la tipologia dei contenuti che, secondo il suo racconto, gli sarebbero stati inviati da donne e uomini. “Nel corso dell’anno ho ricevuto anche messaggi molto spinti e foto non richieste da parte di ragazze, ma me ne saranno arrivate una trentina nel corso dell’anno. Un paio di te**e ogni tanto, voglio dire, sinceramente apprezzo pure, ma a me ragazzi, tutti quanti i giorni mi arrivano una decina di ca**i in chat. Messaggi disgustosi, tentativi di videochiamata”.

Il creator ha riferito anche un episodio avvenuto durante una videochiamata ricevuta in serata: “Io al secondo Andrea che mi videochiamava alle 9:00 di sera, che pensavo fosse il mio migliore amico, e mi sono ritrovato un ca**o gigante così in faccia, ho detto: ‘Vabbè, levo le notifiche’”.

Secondo quanto dichiarato da Grammatico, tra le persone che gli avrebbero inviato contenuti sessualmente espliciti senza consenso vi sarebbero anche personaggi noti: “In mezzo a questi, ci stanno persone famose, persone della TV, che si sentono in diritto di poterti mandare queste cose in quanto famosi”. Nel video, tuttavia, il tiktoker non ha indicato nomi né fornito elementi utili a identificare le persone citate.

@gianpaolo_grammaticoPensiamoci, senza fare le vittime♬ audio originale – Gian

Il riferimento agli uomini gay e il racconto della serata

Nel corso del video, Grammatico ha precisato di non voler attribuire i comportamenti descritti alla totalità degli uomini gay. “Attenzione, io non sto dicendo che tutti i gay sono così, perché io ho amici gay e followers gay che condannano i comportamenti di queste persone”, ha affermato.

Il creator ha poi raccontato un episodio che, secondo la sua testimonianza, sarebbe avvenuto durante una serata e nel quale sarebbe stato oggetto di contatti fisici non richiesti da parte di alcuni ragazzi. “A me l’anno scorso due ragazzi gay mi hanno salvato durante una serata, mentre altri mi toccavano il c*lo, mi toccavano il petto, provavano a baciarmi, mi leccavano il collo. E io stavo là fermo perché se poco poco reagivo, passavo pure per omofobo: sono intervenuti loro”.

Partendo dalle esperienze riferite, Grammatico ha quindi collegato il proprio racconto alla formula “not all men, but always a man”, spesso usata quando si parla di molestie e violenza maschile. “Prima io da maschio etero mi innervosivo quando leggevo la frase ‘not all men but always a man’, perché dicevo: ‘Ca**o, io che non ho mai molestato nessuno, io che non ho mai fatto male a nessuno, perché mi devi etichettare in questo modo?’. Poi però per sfortuna l’ho provato sulla mia pelle e ho capito che infatti non si intende dire che sono tutti così”.

Gianpaolo ha concluso la riflessione ribadendo il riferimento ai comportamenti maschili: “Not all men, ma sta sicuro che nella stragrande maggioranza dei casi alla fine è sempre un uomo”.

Aldo Giarelli: “Il desiderio femminile è validazione, quello maschile è minaccia”

La replica di Aldo Giarelli
La replica di Aldo Giarelli

Al video di Grammatico ha risposto un altro creator, Aldo Giarelli, che ha ripreso una parte delle sue dichiarazioni per concentrarsi sul diverso modo in cui il primo aveva descritto le immagini ricevute da donne e uomini.

Giarelli è partito dalla frase in cui Grammatico aveva affermato di apprezzare alcune foto ricevute da ragazze, mentre aveva definito “disgustosi” i contenuti espliciti ricevuti dagli uomini. Secondo il creator, quel passaggio apriva una riflessione sul modo in cui viene percepito il desiderio rivolto a un uomo etero.

“Dire che due te**e fanno anche piacere, ma i ca**i sono disgustosi, significa gerarchizzare il desiderio maschile eterosessuale”, ha affermato Giarelli. “Gerarchizzare non significa solo dire che un desiderio ha più legittimità di un altro, in questo caso il desiderio eterosessuale ha più legittimità di un desiderio omosessuale, ma significa dire che quando un maschio eterosessuale riceve via chat un ca**o, lo percepisce come un’invasione, come un’aggressione, come una pressione indesiderata, mentre un maschio eterosessuale che riceve delle te**e le percepisce come una validazione della propria virilità”.

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Giarelli ha sviluppato la sua analisi sostenendo che, nella rappresentazione sociale del desiderio etero, l’uomo venga spesso percepito come la parte attiva e la donna come la parte desiderata. “Insomma, quando un maschio riceve delle te**e in chat, si sta parlando del suo potere, della sua capacità attrattiva, ma quando invece riceve un ca**o, significa che lo si sta in qualche modo femminilizzando, lo si sta riducendo a preda”.

Secondo Giarelli, quando un uomo etero passa dall’essere il soggetto che desidera all’essere destinatario del desiderio di un altro uomo, emergerebbe una diversa percezione della stessa avance: “Si apre il vaso di Pandora e si vede che il desiderio femminile è validazione, ma il desiderio maschile è minaccia. Subire il desiderio maschile è minaccia perché denuncia un rapporto di potere”.

@aldogiarelli Il Video di @Gian ci permette una riflessione sulla percezione del desiderio #complichiamolecose #sociologia ♬ audio originale – Aldo Giarelli

Quando il desiderio femminile viene percepito come minaccia

Giarelli ha precisato che anche un’avance femminile può essere percepita da un uomo come indesiderata o minacciosa, soprattutto quando si inserisce in un rapporto di potere reale o attribuito socialmente.

“Il desiderio femminile risulta sgradevole e minaccioso quando aderisce a un modello di potere, che può essere reale o percepito”, ha spiegato, citando come esempio “la dirigente che ci prova con un dipendente” o “un’insegnante che ci prova con un allievo”.

Il creator ha poi fatto riferimento alle donne il cui desiderio viene socialmente delegittimato: “Donne grasse, donne vecchie, donne che non giudichiamo belle. Loro non hanno socialmente diritto al desiderio e quando lo esplicitano viene percepito come qualcosa di comico o viene percepito come qualcosa di minaccioso”.

La replica di Gianpaolo: “Entrambe sono molestie”

Dopo il video di Giarelli, Grammatico è tornato sull’argomento con una nuova risposta. In apertura, il creator ha riconosciuto il valore della riflessione ricevuta: “Aldo, intanto volevo ringraziarti per questo video perché è molto intelligente e, infatti, volevo spiegare bene questo doppio standard”.

Grammatico ha quindi chiarito che, nel suo racconto, le immagini ricevute da donne e quelle ricevute da uomini non sarebbero state dello stesso tipo. “Ricevere una foto del fisico è diverso da ricevere una foto dei genitali e non è un fatto di molestia o meno, perché sono entrambe molestie, entrambe sono cose fatte senza il consenso”, ha affermato.

Secondo il creator, la differenza avrebbe riguardato la tipologia dei contenuti ricevuti e la propria reazione: “Ciò che cambia è il grado di tolleranza. Io non ho mai ricevuto genitali femminili e, d’altro canto, se io avessi ricevuto foto del fisico da parte di un uomo, probabilmente sarebbe stato molto più tollerato rispetto che un ca**o in chat o un tentativo di videochiamata con il ca**o di fuori”.

@gianpaolo_grammatico @Aldo Giarelli ♬ audio originale – Gian

La percezione del rischio e il richiamo al consenso

Nella replica, Grammatico ha ripreso anche il passaggio di Giarelli sul rapporto tra desiderio maschile e percezione della minaccia. “Hai detto una cosa molto intelligente, che è la percezione del rischio, perché io posso anche essere 90 kg palestrato, ma se dall’altra parte ci sta un uomo come me, io sono in pericolo”, ha sostenuto.

Il tiktoker ha quindi precisato che il punto centrale del proprio video non fosse il desiderio omosessuale, ma il comportamento non consensuale e il rischio associato all’insistenza maschile: “Il mio discorso è legato al consenso e all’educazione maschile, non a quella femminile. Il fulcro è che l’insistenza da parte di un uomo può essere pericolosa sia per gli uomini che per le donne”.

Grammatico ha inoltre riconosciuto il doppio standard evidenziato da Giarelli, collegandolo alla propria percezione del rischio: “E quindi sì, hai ragione te, intelligentemente mi dici che si crea il doppio standard. Il problema è che il doppio standard ci sarà sempre per la percezione di rischio, come hai detto te, perché io mi sento minacciato da un uomo che cerca di prevalermi anche se sono un uomo, quindi figurati una donna”.

Infine, ha distinto la propria reazione personale dalla natura non consensuale del comportamento: “Io da ragazzo etero posso anche non sentirmi infastidito se ricevo una foto non richiesta da parte di una donna, rimane una molestia”.

Il confronto nato su TikTok si è quindi sviluppato su due piani: da una parte il racconto di Grammatico sui contenuti sessuali e sui contatti fisici che ha affermato di aver ricevuto senza consenso; dall’altra l’analisi di Giarelli sulla diversa percezione del desiderio femminile e di quello maschile rivolti a un uomo etero. Nella replica finale, Grammatico ha ribadito che il nucleo della sua esperienza riguardava il consenso e i comportamenti invasivi, riferendo inoltre di aver ricevuto messaggi privati da altri ragazzi che gli avrebbero raccontato episodi simili.

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kacem ilassouli 3.6.26 - 16:43