Napoli Pride, la lettera delle detenute trans di Secondigliano: “Siamo la voce muta che non si sente, ma ci siamo”

"In modo corale, attraverso la potenza della parola chiediamo allo Stato: parità, uguaglianza e inclusività di genere negli istituti di pena della regione Campania”.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Napoli Pride, la lettera delle detenute trans di Secondigliano: "Siamo la voce muta che non si sente, ma ci siamo" - Napoli Pride.jpg lettera detenute trans - Gay.it
Foto Instagram - Paolo Colucci
3 min. di lettura

A pochi giorni dal Napoli Pride, che si terrà sabato 27 giugno, le detenute trans del Reparto Infermeria (6° Sezione) del Carcere di Secondigliano hanno preso carta e penna per rivendicare dignità, diritti e veri percorsi di reinserimento, firmandosi “Le Sirene di Secondigliano”.

La lettera delle detenute trans al Napoli Pride

Napoli Pride, la lettera delle detenute trans di Secondigliano: "Siamo la voce muta che non si sente, ma ci siamo" - La lettera delle detenute trans al Napoli Pride - Gay.it

Ciao Gay Pride Napoli, noi siamo qui presenti“, si legge nella missiva inviata agli organizzatori. “Siamo le Sirene di Secondigliano, detenute del reparto infermeria 6a sezione. In Italia la politica controlla tutto, per questo le donne transex in carcere devono ottenere ciò che vogliono in modi primitivi”. “Quindi in modo corale, attraverso la potenza della parola chiediamo allo Stato: parità, uguaglianza e inclusività di genere negli istituti di pena della regione Campania”. “L’unico modo per ottenere un riscatto sociale equo, per una rapida reintegrazione senza cadere nelle recidive. Lo si può combattere in modo pacifico: Stato, magistratura e i dirigenti dei centri penitenziari, creando più percorsi trattamentali curando l’aspetto umano, sociale e psicologico del reo. Noi siamo la voce più bassa, la voce muta che non si sente, vogliamo far sentire la nostra voce, siamo detenute ma ci siamo. Non siamo solo qui a scontare la pena!”. “Noi sappiamo che l’antidoto di tutto ciò è LA PACE”.

Antinoo Arcigay Napoli, che da tempo opera insieme ad altre associazioni come Associazione Trans Napoli e Pride Vesuvio all’interno della struttura penitenziaria per garantire supporto e vicinanza alle detenute attraverso lo sportello di volontariato “Al di là del Muro”, ha accolto l’appello delle ‘Sirene di Secondigliano’ attraverso le parole dell’attivista Rosa Rubino:

Questa lettera è un grido di speranza e di rivendicazione che non possiamo, e non vogliamo, ignorare. Attraverso il nostro sportello ‘Al di là del Muro’, tocchiamo con mano ogni giorno le enormi difficoltà e le doppie, triple, discriminazioni che le donne trans e i detenuti LGBTQIA+ vivono in regime di detenzione. Il carcere troppo spesso rischia di trasformarsi in un luogo di dimenticanza, dove l’identità e la dignità vengono annullate. Le ‘Sirene’ si definiscono la voce muta che non si sente: il Napoli Pride serve esattamente a questo, a fare da megafono a chi viene silenziato. Porteremo le loro parole in piazza con noi, per ricordare a tutti che i diritti civili e umani non si fermano davanti a un cancello chiuso e che la vera riabilitazione passa solo attraverso il rispetto, l’accoglienza e la cura della persona.”

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Il corteo del Napoli Pride si svolgerà sabato 27 giugno 2026 dalle ore 15.00 con partenza da piazza Giovanni Leone (Porta Capuana), 7 giorni dopo l’Arrevutamm Pride, manifestazione transfemminista, queer, autogestita e anticapitalista andata in scena il 20 giugno e nata dalla rottura con il coordinamento storico e con Antinoo Arcigay Napoli.

La conferenza stampa del Napoli Pride 2026 si terrà oggi alle 13:30, subito dopo il conferimento della Cittadinanza Onoraria a Franco Grillini. Interverranno: il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, l’assessora allo Sport e alle Pari opportunità del Comune di Napoli Emanuela Ferrante, il Comitato organizzatore del Napoli Pride con le associazioni Antinoo Arcigay Napoli, Pride Vesuvio, ALFI le Maree, ATN – Associazione Trans Napoli e Coordinamento Campania Rainbow, il direttore artistico del Napoli Pride Diego Di Flora, la Tarantina e (in collegamento) Maria Grazia Cucinotta, madrine della manifestazione.

Napoli Pride 2026, il 27 giugno: il trentennale tra memoria, diritti e futuro

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.