L’ultimo giorno di Giugno, Pride Month, la famiglia reale inglese ha ben pensato di ospitare J.K. Rowling, principessa transfobica del Regno Unito.
L’account Instagram ufficiale dei reali inglesi ha pubblicato un’immagine dell’incontro tra la creatrice di Harry Potter e la regina Camilla, avvenuto al Palazzo di Holyroodhouse a Edimburgo.
Ed è esplosa la polemica, perché da tempo Rowling alimenta con orgoglio transfobia in tutto il regno.
Omaggio o affronto?
L’account reale ha affermato che l’incontro si è svolto “con una passione condivisa per i libri e un profondo impegno affinché i bambini leggano per piacere“, aggiungendo che la Regina e Rowling hanno “discusso dell’importanza di garantire ai giovani l’accesso ai libri“.
“Tutti i giovani? O solo alcuni giovani?”, ha scritto qualcuno sui social, accompagnando il messaggio con l’emoji della bandiera transgender.
Un altro commentatore ha fatto notare ai reali come ci sarebbero “molti altri autori per bambini (che hanno pubblicato libri per ragazzi più recentemente di 20 anni fa) con cui avreste potuto collaborare“, fino a chi ha sottolineato la “coincidenza” del Pride Month.
Un utente si è detto “profondamente deluso” dal fatto che la Regina “abbia dato spazio a JK, in qualsiasi mese, ma soprattutto durante il mese del Pride. Ci sono molte altre persone ammirevoli da mettere in luce che promuovono la lettura per bambini e ragazzi“, mentre tantissimi hanno fatto notare la doppia infelice tempistica, perché la foto è stata pubblicata anche a poche ore dal 1 luglio, compleanno dell’insostituibile Principessa Diana.
In tal senso c’è chi ha confrontato lo scatto di Camilla e J.K. con l’indimenticata foto di Diana in un reparto di malati di AIDS, nei primi anni ’90, quando l’epidemia era quasi una sentenza di morte. Fu proprio l’allora principessa ad infrangere un tabù, visitando i pazienti senza guanti, stringendogli la mano, a voler abbattere la disinformazione sulla diffusione del virus hiv, all’epoca dilagante. Da un’icona LGBTQIA+ a colei che passa le proprie giornate su X ad infangare la comunità trans.
J.K. Rowling e la transfobia quotidiana
Nelle stesse ore in cui la famiglia reale inglese pubblicava sui propri canali social lo scatto tra la regina e Rowling, la scrittrice gioiva per la sentenza della Corte Suprema USA che ha autorizzato i divieti alle atlete trans nelle scuole e nelle università, attaccando la BBC.
La tv pubblica inglese ne ha dato notizia cinquettando “La Corte Suprema degli Stati Uniti conferma il divieto per le donne transgender di partecipare alle competizioni sportive femminili nelle scuole e nelle università“. Rowling ha prontamente risposto, con la solita violenza verbale:
“Intendete uomini, uomini che affermano di essere donne. Siete un’emittente nazionale che oscura sistematicamente i fatti riguardanti il sesso perché avete assunto una posizione ideologica che il pubblico respinge in modo schiacciante. Questa non è informazione, è propaganda“.
Solo pochi giorni prima J.K., donna più ricca del Regno Unito che a breve diventerà ancora più ricca grazie alla serie HBO dedicata ad Harry Potter, esultava per la la sentenza scozzese che ha decretato il trasferimento delle detenute trans in carceri maschili. Tra un festeggiamento transfobico e l’altro Camilla, 78enne Regina Consorte del Regno Unito, ha trovato il tempo e il modo di celebrarla.



