Tra i suoi mille tweet transfobici quotidiani J.K. Rowling, donna più ricca del Regno Unito nonché creatrice di Harry Potter da 14.4 milioni di follower X, ha trovato tempo e modo di attaccare Glamour UK, colpevole di aver dedicato la propria ultima copertina alle donne trans.
La cover di Glamour UK a sostegno dei diritti delle persone trans
La rivista di moda ha voluto premiare nove “rivoluzionarie” donne trans in una storia di copertina per il suo riconoscimento annuale Women of the Year, che celebra le donne che hanno apportato cambiamenti “straordinari e stimolanti” nel corso degli ultimi 12 mesi. Nel farlo ha cavalcato lo slogan “Protect the Dolls” diventato t-shirt grazie a Connor Ives, con raccolta fondi a sostegno della comunità. Sulla copertina di Glamour UK sono così finite attiviste, musiciste, attrici e autrici come Munroe Bergdorf, Maxine Heron, Taira, Munya, Bell Priestley, Dani St. James, Ceval Omar, Mya Mehmi e Shon Faye.
L’espressione “Protect the Dolls” nasce negli anni ’80, all’interno della cultura delle ballroom, spesso usata dalle donne trans per affermare la propria femminilità. Nell’ultimo anno è diventata sinonimo di diritti trans grazie alla creatività di Connor Ives, che ha realizzato una t-shirt presto indossata da più divi di Hollywood in grado di raccogliere oltre 600.000 dollari per Trans Lifeline, organizzazione benefica statunitense guidata da persone trans che fornisce supporto emotivo ed economico alle persone trans.
L’attacco di J.K. Rowling e la replica di Glamour UK
Ebbene J.K. Rowling, la cui intera esistenza social da anni ruota attorno alle battaglie transfobiche, si è subito lamentata di Glamour UK e del suo riconoscimento.
“Sono cresciuta in un’epoca in cui le riviste femminili più diffuse dicevano alle ragazze che dovevano essere più magre e più carine. Ora le riviste femminili più diffuse dicono alle ragazze che gli uomini sono donne migliori di loro“, ha cinguettato Rowling, alimentando per l’ennesima volta odio nei confronti delle donne trans.
L’account ufficiale della rivista ha così replicato alla scrittrice: “L’anno prossimo avrai più fortuna, Jo“.
Un tweet presto diventato virale, con 5.5 milioni di visualizzazioni, quasi 90.000 like e 700 commenti. Da parte di Rowling non c’è stata alcuna replica.
L’articolo di GlamourUK ha evidenziato il continuo attivismo delle sue nove donne dell’anno, concentrandosi sulla positività in un contesto di crescente ostilità verso le persone trans. Alla domanda su cosa significhi per lei la sorellanza, Dani St James, direttrice generale di Not A Phase, ha ribadito la necessità della comunità di restare unita mentre la transfobia travolge sempre più il Regno Unito.
“Supereremo questo momento solo se resteremo unite e ci sosterremo a vicenda in questo momento molto difficile, e in quello che probabilmente sarà un periodo ancora più impegnativo. Per me, la sorellanza è la certezza di poter condividere questa esperienza con le persone e di poterla superare”.
La battaglia transfobica di J.K. Rowling

Ai suoi quasi 15 milioni di follower J.K Rowling regala transfobia social a cadenza quotidiana. Un’ossessione nata nel 2019, quando la scrittrice prese le difese dell’attivista transfobica Maya Forstater. Un anno dopo, nel 2020, Rowling firma un lungo editoriale in cui parla di “persone che hanno le mestruazioni”, per distinguere le donne cisgender da quelle transgender. Negli anni successivi ha continuato a rafforzare la propria posizione. Nel 2023, in una serie di podcast dal titolo The Witch Trials of JK Rowling, ha affermato che “non ha mai avuto intenzione di turbare nessuno” con le proprie opinioni, tanto da definirsi “profondamente” fraintesa. Per poi tornare all’attacco.
A fine 2023 la scrittrice ha partecipato ad una conferenza transfobica dicendosi “pronta ad andare in galera per le mie opinioni”, dopo aver promosso l’e-commerce che vende merce transfobica. A inizio 2024 Rowling ha donato 70.000 sterline ad un’associazione transfobica. Difesa dalle destre internazionali, Eugenia Roccella in testa, J.K. ha rispedito al mittente le critiche da parte dei fan LGBTQIA+ di Harry Potter, sottolineando come “con i soldi il dolore scompare rapidamente”. Rowling è stata accusata di negazionismo dell’Olocausto nei confronti delle persone trans, per poi attaccare pubblicamente la nuova legge scozzese contro l’omobitransfobia al grido “arrestatemi” e definire “un uomo” Imane Khelif, atleta algerina medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi. A fine 2024 ha attaccato Barbra Banda, eletta calciatrice dell’anno dalla BBC, definendola un uomo. “Un calciatore che in precedenza ha fallito due test di verifica del sesso è diventato la Calciatrice dell’Anno della BBC Sport. Siamo senza parole“.
A inizio 2025 ha insultato anche le persone asessuali, per poi festeggiare con un sigaro la sentenza transfobica della Corte Suprema ed esortare i suoi follower a fotografare le donne trans nei bagni inglesi. Recentemente ha sparato a zero su Emma Watson, definendola “ignorante”, e attaccato Chris Columbus, regista dei primi due film di Harry Potter.


