Il deputato repubblicano Abe Hamadeh, eletto in Arizona e trumpiano conclamato dell’area MAGA, è finito al centro di un’inchiesta di Sources Say News su presunte criticità nella gestione del suo ufficio a Capitol Hill. La testata riporta accuse di ambiente di lavoro “tossico”, favoritismi interni e un rapporto giudicato anomalo con un suo collaboratore, ex consigliere e oggi impegnato nella sua campagna elettorale. L’ufficio del deputato respinge le accuse più delicate e nega qualsiasi relazione romantica tra i due.
L’inchiesta di Sources Say News su Abe Hamadeh

La notizia è stata pubblicata il 25 giugno scorso su Sources Say News. Secondo la ricostruzione, dietro l’immagine pubblica costruita da Hamadeh attraverso video social, servizi fotografici con staff e stagisti e tour del suo ufficio decorato in modo particolarmente vistoso, alcune persone vicine all’ufficio avrebbero descritto una situazione interna problematica.
La testata riferisce di aver parlato con sei fonti a conoscenza della vicenda, tra cui parlamentari, ex membri dello staff e operatori politici dell’Arizona, tutte citate in forma anonima per consentire loro di parlare liberamente e per timore di ritorsioni.
Le accuse riguardano un presunto ambiente di lavoro “tossico”, una gestione interna segnata da favoritismi e standard diversi applicati ai collaboratori. Una fonte citata nell’articolo ha dichiarato: “Alcune persone lì dentro potevano letteralmente passarla liscia anche se avessero commesso un omicidio. Altre invece venivano giudicate con criteri completamente più severi”.
They say we’re unconventional.
I say we get results.
America First. Now and forever. 🇺🇸 pic.twitter.com/w9SqeHq4n2
— Abe Hamadeh (@AbrahamHamadeh) June 16, 2026
Le accuse sull’ambiente di lavoro nell’ufficio del deputato
Diverse persone associate all’ufficio hanno riferito a Sources Say News che Hamadeh avrebbe chiamato membri dello staff “stupidi” davanti ai colleghi in più occasioni. La testata riporta inoltre perplessità sulla gestione degli spazi interni dell’ufficio.
Secondo la ricostruzione, il deputato avrebbe utilizzato come proprio ufficio personale il cosiddetto legislative pit, uno spazio normalmente condiviso dal team politico e comunicazione. Questa scelta avrebbe costretto alcuni collaboratori a lavorare in un’area più piccola e affollata.
L’articolo collega queste accuse a un quadro più ampio di presunti favoritismi interni. Secondo diverse fonti, alcuni membri dello staff avrebbero goduto di maggiore protezione o libertà d’azione, mentre altri sarebbero stati sottoposti a criteri molto più rigidi.
Il rapporto con l’ex consigliere Will Hannen
Due persone vicine all’ufficio hanno dichiarato che Hamadeh avrebbe vissuto nella sua residenza a Capitol Hill con un consigliere senior uomo, identificato dalla testata in Will Hannen, suo ex collaboratore e oggi impegnato nella campagna elettorale del deputato.
Secondo le fonti, Hannen avrebbe vissuto per un periodo con il deputato mentre era pagato con fondi dei contribuenti. Contattato via messaggio da Sources Say News, il collaboratore di Hamadeh non ha risposto alla richiesta di commento prima della pubblicazione dell’articolo.
L’inchiesta si limita a riferire le dichiarazioni di fonti anonime su una presunta convivenza e su un rapporto professionale giudicato insolitamente stretto. Nell’articolo non vengono però forniti elementi che provino l’esistenza di una relazione sentimentale o sessuale tra Hamadeh e Hannen.
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La smentita dell’ufficio di Hamadeh
La portavoce di Hamadeh, Lori Hunnicutt, ha respinto la ricostruzione più delicata fornita dalla testata, alla quale ha dichiarato: “Il deputato e il signor Hannen sono stati SOLO buoni amici per anni e, a volte, coinquilini. In nessun momento il deputato Hamadeh ha ‘convissuto’ con il signor Hannen o con chiunque altro”.
Hunnicutt ha inoltre affermato di aver sentito diverse persone che si sarebbero rifiutate di rispondere a quelle che ha definito domande “viscide” da parte di Sources Say News. La portavoce ha sostenuto che le fonti fossero ex collaboratori “scontenti” e ha avvertito che, in caso di pubblicazione con “sprezzante noncuranza della verità”, l’ufficio avrebbe valutato azioni legali.
La vacanza in California e le votazioni saltate
Un altro episodio riportato nell’inchiesta riguarda il 5 maggio 2025. Secondo più fonti rimaste anonime, Hamadeh avrebbe saltato alcune votazioni alla Camera mentre si trovava in vacanza in California con il collaboratore. Le stesse fonti sostengono che quel giorno lo staff non sarebbe riuscito a contattarlo.
Anche questa ricostruzione è stata respinta dalla portavoce Lori Hunnicutt, che ha dichiarato: “La vostra affermazione iniziale secondo cui quel giorno il deputato non sarebbe stato raggiungibile dallo staff è falsa. Quindi la vostra premessa di base è sbagliata. Stavano affrontando la morte imminente di un amico di lunga data”.
La vicenda, allo stato, resta quindi sul piano delle accuse giornalistiche e delle smentite ufficiali. Non risultano, sulla base delle informazioni riportate dalla testata, procedimenti formali o violazioni accertate legate alla presunta sistemazione abitativa.
Le regole etiche e il tema della convivenza con un collaboratore
Sources Say News precisa che vivere con un membro dello staff non rappresenta di per sé una violazione esplicita delle regole etiche della Camera, a condizione che il parlamentare paghi un affitto in linea con il mercato e che non esista una relazione sentimentale.
La testata ricorda però che ai membri del Congresso viene raccomandato di evitare trattamenti preferenziali, favoritismi o situazioni che possano creare problemi di opportunità e trasparenza all’interno degli uffici.
Tre parlamentari interpellati hanno dichiarato che non prenderebbero in considerazione l’idea di vivere con un collaboratore, ritenendo che una simile situazione possa creare un problema di immagine anche nel caso in cui non configuri una violazione formale delle regole.
Uno di loro, repubblicano, ha commentato: “Ho buon senso”. Un altro parlamentare GOP ha dichiarato: “Ma che c***o. C’è qualcosa che non va in quell’ufficio. Se viveva con il suo collaboratore e/o ci andava a letto, deve essere cacciato. Non va bene”.
L’inchiesta richiama anche alcuni video social pubblicati da Hamadeh sul restyling del suo ufficio a Capitol Hill e su contenuti ispirati al “looksmaxxing”, che secondo le fonti avrebbero suscitato perplessità tra staff e parlamentari. In particolare, la testata riferisce che quei filmati sarebbero circolati nelle chat interne, alimentando discussioni sulla professionalità dell’ufficio.
Le posizioni di Hamadeh contro le bandiere Pride

Abe Hamadeh, deputato repubblicano dell’Arizona vicino all’area trumpiana e sostenuto da Donald Trump, è noto anche per iniziative politiche critiche verso l’esposizione dei simboli Pride. Nel febbraio 2025 ha presentato la Flag Standards Resolution, una proposta per limitare l’esposizione di bandiere diverse da quella statunitense negli spazi della Camera.
Nel comunicato ufficiale pubblicato sul suo sito congressuale, Hamadeh ha sostenuto la necessità di ripristinare “dignità” nei corridoi del Congresso e ha criticato la presenza di bandiere riconducibili a quelle che ha definito “ideologie woke”. La proposta si inserisce nella linea della cosiddetta “One Flag Policy” promossa dall’amministrazione Trump e nell’agenda “America First” rivendicata dallo stesso Hamadeh.
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