Chi è Clavicular: il volto estremo del looksmaxxing tra manosfera, ideologie tossiche e New York Fashion Week

Tra live estreme, steroidi, gergo criptico e accuse di estremismo, il profilo di Clavicular, il tiktoker del looksmaxxing sbarcato alla New York Fashion Week.

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Si chiama Braden Peters, ha 20 anni, ma online è noto come Clavicular. In meno di due anni è passato dall’essere un volto di nicchia della sottocultura looksmaxxer a uno dei personaggi più discussi del web, fino a chiudere una sfilata di New York Fashion Week per la designer Elena Velez.

Tra live sopra le righe, accuse di estremismo, linguaggio criptico e pratiche estetiche estreme, Clavicular incarna l’evoluzione social della manosfera: un ecosistema online dove l’ossessione per l’attrattività maschile si intreccia con ideologie reazionarie e strategie di monetizzazione aggressive.

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Clavicular, chi è: dalla nicchia looksmaxxer alla viralità

Clavicular si forma all’interno della comunità del looksmaxxing, la pratica di “massimizzare” la propria attrattività fisica attraverso tecniche che spaziano dalla cura personale fino a interventi invasivi.

Il suo nickname rimanda alla clavicola, considerata nella community un elemento chiave dell’“armonia maschile”. Il suo modello ideale? L’attore Matt Bomer, definito da lui “l’ideale maschile più armonioso al mondo”.

Peters ha costruito il proprio seguito pubblicando contenuti su trasformazioni fisiche, status sociale e “mogging”: la pratica di posizionarsi accanto ad altre persone per farle “sfigurare” per contrasto. Oggi conta oltre 760.000 follower su TikTok, più di 360.000 su Instagram e oltre 180.000 su Kick, piattaforma di streaming meno restrittiva rispetto a Twitch.

Secondo quanto riportato da The Guardian, solo nell’ultimo mese avrebbe guadagnato oltre 100.000 dollari tramite Kick, grazie a dirette che arrivano a superare le nove ore consecutive.

Le pratiche estreme: steroidi, bone smashing e accuse

Clavicular ha dichiarato di aver iniziato con il looksmaxxing a 14 anni, ordinando testosterone online e modificando le proprie foto con Photoshop per perfezionare la sua “visione”.

Nel corso del tempo ha sostenuto di aver assunto steroidi anabolizzanti fino a diventare, a suo dire, infertile. Ha inoltre parlato apertamente dell’uso di metanfetamina per sopprimere l’appetito, affermando: “Non è davvero così grave come la gente pensa”.

Tra le pratiche più controverse promosse online c’è il cosiddetto bone smashing, ovvero colpire le ossa del viso con un martello o con i pugni per stimolarne la ricrescita. “Spaccarsi le ossa è legittimo”, ha dichiarato in un podcast lo scorso dicembre, nonostante la netta opposizione del mondo medico.

Nel febbraio 2026 è stato arrestato a Scottsdale, in Arizona, per possesso di Adderall e Anavar, due sostanze regolamentate negli Stati Uniti. L’Adderall è un farmaco stimolante a base di anfetamine prescritto per l’ADHD ma spesso oggetto di abuso per migliorare concentrazione e performance; l’Anavar (oxandrolone) è invece uno steroide anabolizzante diffuso nel bodybuilding per aumentare massa e definizione muscolare. Le accuse sono state ritirate pochi giorni dopo, mentre lui ha parlato di “persecuzione politica”.

 

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Linguaggio criptico e cultura dell’esclusione

Uno degli elementi centrali della sua influenza è il linguaggio. Termini come jestermaxxing (derisione di chi lavora sulla personalità), mogging (essere più attraente di qualcuno), frame-mogging (avere una struttura corporea superiore) o slaymaxxing (fare sesso) creano un gergo volutamente oscuro, pensato per escludere i “normie”, ovvero chi non appartiene alla comunità.

Questo linguaggio in codice consente di far circolare concetti problematici sotto una patina ironica e meme-izzabile, rendendo più difficile una critica diretta.

 

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Manosfera, incel e accuse di estremismo

Il looksmaxxing nasce in ambienti collegati alla subcultura incel e alla manosfera, caratterizzati da ostilità verso il femminismo e convinzioni di supremazia maschile.

Clavicular si è definito “apolitico”, sostenendo di sostenere chi gli offre “la borsa più pesante”, espressione colloquiale che indica semplicemente chi paga di più o garantisce maggiori vantaggi economici. Eppure è stato spesso associato a figure controverse come Andrew Tate, ex kickboxer e influencer della manosfera noto per posizioni apertamente misogine e per gravi accuse giudiziarie che respinge, e Nick Fuentes, commentatore statunitense legato all’estrema destra nazionalista bianca e già bannato da diverse piattaforme per contenuti estremisti. Un accostamento che, al di là delle sue dichiarazioni di neutralità politica, contribuisce ad alimentare le polemiche sul suo posizionamento culturale.

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In un video virale girato in un nightclub di Miami, è stato ripreso mentre cantava “Heil Hitler” di Kanye West, minimizzando poi l’episodio come “una semplice canzone”. In altre occasioni ha utilizzato insulti razziali, definendo “stupide” le accuse di razzismo.

Un’inchiesta di Rolling Stone, che ha pagato per accedere all’academy online di Clavicular, ha riportato la presenza di una routine definita “godly colouring” (“colorazione divina”) rivolta ai looksmaxxer non bianchi, descritti come penalizzati per aver “pescato il bastoncino più corto del fenotipo”. Nei materiali consultati dal giornalista, i consigli su come trasformare l’attrattività fisica in successo sessuale includerebbero un lessico fortemente disumanizzante: le donne vengono definite “targets” (“bersagli”), “slayables” (termine gergale per indicare donne da conquistare o con cui fare sesso) o “foids” (“female humanoids”, ossia “umanoidi femmina”). Ai follower – il cosiddetto “Clan” – verrebbe inoltre suggerito di “avvicinarsi finché l’erezione diventa un suo problema” o di “guidarle la mano”. Interpellato sulla possibilità che tali indicazioni configurino forme di coercizione sessuale, Peters ha liquidato la domanda con una risposta sprezzante: “Chi ca**o è Rolling Stone magazine LOL”.

Le controversie in diretta

La crescita di Clavicular è stata alimentata da polemiche continue. A novembre ha trasmesso una live in cui sembrava iniettare peptidi sciogli-grasso alla fidanzata diciassettenne, autodefinendosi “Dr Clav”. Un mese dopo è apparso in un’altra diretta mentre investiva con il suo Tesla Cybertruck un pedone. “È morto? … Speriamo”, avrebbe detto. Successivamente ha sostenuto di aver agito per legittima difesa, ma la dinamica non è mai stata chiarita in modo indipendente.

È una strategia fondata sullo shock permanente, tra ambiguità e provocazione, che ha trasformato ogni polemica in carburante per la sua crescita digitale.

Dalle feste di Peter Thiel alla passerella

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Il nome di Clavicular è finito anche accanto a quello di Peter Thiel, miliardario cofondatore di PayPal e sostenitore di Donald Trump. Secondo quanto raccontato dallo stesso influencer, sarebbe stato invitato a una festa privata di Thiel, salvo poi essere “blacklistato” dopo una battuta pubblica.

Il salto definitivo nel mainstream è arrivato però con la passerella alla New York Fashion Week. La domanda che molti si sono posti è: perché un personaggio così divisivo è stato scelto per chiudere una sfilata?

Per alcuni si è trattato di una scelta di marketing: come ha osservato Vanity Fair, la presenza di Clavicular alla New York Fashion Week rispecchia un certo immaginario della moda contemporanea, sempre più attratto da personaggi nati online, divisivi e capaci di generare attenzione. Per altri, invece, la sua passerella è il segno di quanto la viralità digitale – anche quando nasce in ambienti controversi – possa aprire le porte di contesti tradizionalmente riservati a percorsi più classici e istituzionali.

Il prezzo della performance permanente

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Dietro la retorica dell’ascesa e del successo, Clavicular ha lasciato intravedere anche crepe e rimpianti. In una delle sue dirette ha definito la propria esistenza una “fo**uta storia dell’orrore”, tornando sull’espulsione dal college e su ciò che sente di aver perso lungo il percorso: “Vorrei aver vissuto quell’esperienza… Non potrò mai vivere la vita normale di un ragazzo normale, quindi proverò a moggare”.

Questa dichiarazione mette a nudo l’ambivalenza del personaggio: da un lato il culto della superiorità estetica e la costruzione ossessiva di un corpo e di un’immagine pensati per dominare lo sguardo altrui; dall’altro la consapevolezza di aver sacrificato una parte di normalità – relazioni, anonimato, quotidianità – sull’altare della visibilità e della performance continua. E forse è proprio in questa fragilità esibita e monetizzata che si nasconde la cifra più contemporanea della sua parabola.

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