Omicidio Roccia: «Le assassine erano lesbiche»

Nel corso del processo d'appello, l'accusa sostiene che il movente è legato al legame omoerotico che univa le due assassine.

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Le due ragazze condannate in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Nadia Roccia, avvenuto a Castellucio dei Sauri tre anni fa, sarebbero unite da un legame amoroso omosessuale. Lo sostiene il sostituto procuratore generale Antonino Mirabile, che nel corso della sua requisitoria del processo d’appello, in corso in questi giorni a Bari, individua come movente dell’omicidio «l’attrazione, l’infatuazione, il delirio sessuale» che unirebbe Anna Maria Botticelli e Mariena Sica, ora ventunenni.

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Secondo Mirabile, le connessioni con questa presunta relazione omoerotica sarebbero state tralasciate durante il processo di primo grado solo «per un senso di pudore paesano»; tuttavia, sempre secondo l’accusa, Nadia sarebbe stata uccisa per strangolamento nel garage di casa sua, quel 14 marzo del 1998, perché vista come un impedimento alla realizzazione dell’amore delle due amiche, che si sentivano per quello, secondo Mirabile, costrette a nascondere la natura del loro rapporto.

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