Insulti omofobi e fascisti contro il Treviso Pride: “La punta dell’iceberg”

“Il silenzio non può essere la risposta”. Michela Nieri a Gay.it denuncia discriminazioni ancora diffuse e rilancia la partecipazione al corteo del 20 giugno.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Commenti omofobi sotto al post di Treviso Pride
Commenti omofobi sotto al post di Treviso Pride
5 min. di lettura

A pochi giorni dal Treviso Pride 2026, in programma sabato 20 giugno nel centro cittadino, i canali social della manifestazione sono stati investiti da una serie di commenti omofobi, offensivi e discriminatori. Gli attacchi sono comparsi soprattutto sotto il video pubblicato martedì 9 giugno per illustrare il percorso del corteo, realizzato da un attivista delle realtà organizzatrici con l’obiettivo di fornire informazioni alla cittadinanza.

Numerosi messaggi, tuttavia, hanno preso di mira la manifestazione e, più in generale, la comunità queer trevigiana, attraverso insulti, contenuti denigratori e riferimenti violenti. Un’ondata d’odio che ha provocato la reazione congiunta delle organizzazioni promotrici e riaperto una domanda che accompagna spesso le mobilitazioni LGBTQIA+: il Pride è ancora necessario?

Per il Coordinamento LGBTE Treviso e per le altre realtà coinvolte, la risposta è contenuta proprio nei commenti apparsi in queste ore. In una dichiarazione rilasciata a Gay.it, Michela Nieri, presidentessa del Coordinamento LGBTE Treviso, sottolinea come ciò che avviene online non possa essere liquidato come una semplice provocazione.

Michela Nieri a Gay.it: “Non è una semplice provocazione da tastiera”

“I commenti omofobi, offensivi e di stampo fascista, comparsi sui social del Treviso Pride 2026 non sono un episodio isolato né una semplice provocazione da tastiera. Sono il riflesso di un problema ben più profondo che continua ad attraversare la nostra società”, dichiara Michela Nieri a Gay.it.

Secondo la presidentessa del Coordinamento LGBTE Treviso, uno dei soggetti promotori della manifestazione, la violenza espressa pubblicamente sui social rappresenta soltanto la parte più visibile di una discriminazione che continua a manifestarsi in numerosi contesti della vita quotidiana.

“Quello che emerge pubblicamente sui social è infatti solo la punta dell’iceberg: discriminazioni, offese e pregiudizi nei confronti delle persone queer sono ancora presenti e purtroppo frequenti, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, negli ambienti sportivi e nella vita quotidiana, spesso in forme meno visibili ma non per questo meno dannose e dolorose”.

La riflessione proposta da Nieri sposta quindi l’attenzione dai singoli profili responsabili degli insulti a un fenomeno culturale e sociale più esteso. I commenti contro il Pride diventano il sintomo di un clima nel quale le persone LGBTQIA+ continuano a essere giudicate, derise o marginalizzate, anche quando la discriminazione non assume forme immediatamente riconoscibili o pubbliche.

Treviso Pride, gli organizzatori: “Non ci lasciamo intimidire”

I commenti omofobi e offensivi sotto il posto del Treviso Pride
I commenti omofobi e offensivi sotto il posto del Treviso Pride

A condannare con fermezza quanto accaduto sono tutte le realtà organizzatrici del Treviso Pride 2026: Coordinamento LGBTE Treviso, Agedo Treviso ODV, Collettivo Le Miriadi, Binario 1 APS, Rete Studenti Medi Treviso e CGIL Treviso.

“Non sono accettabili commenti di questo tipo, che recano insulti e offese gratuite a una comunità e a una manifestazione aperta e inclusiva che mira a promuovere e allargare i diritti delle persone”, affermano in una nota congiunta.

Per le organizzazioni, l’ondata di commenti omolesbobitransfobici conferma quanto le discriminazioni siano ancora diffuse e quanto una manifestazione pubblica dedicata alla visibilità, alla libertà e alla rivendicazione dei diritti continui a essere necessaria anche a dieci anni dal primo Pride organizzato nel capoluogo veneto.

“Non ci lasciamo intimidire da questi attacchi. Al contrario, episodi come questo rafforzano la nostra determinazione nel portare avanti le rivendicazioni di uguaglianza, dignità e allargamento dei diritti per tutte le persone, i valori al centro della manifestazione del 20 giugno”.

Il Treviso Pride, proseguono le realtà promotrici, “continua a essere uno spazio di visibilità, partecipazione e libertà”, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di una città “sempre più inclusiva e rispettosa di ogni singolarità”.

“Se il Pride suscita ancora odio, significa che c’è molta strada da fare”

Nella sua dichiarazione a Gay.it, Michela Nieri evidenzia anche il legame tra gli attacchi social e la necessità politica della manifestazione.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

“Per questo quanto accaduto deve far riflettere. Se ancora oggi una manifestazione che promuove diritti, uguaglianza e rispetto suscita reazioni cariche di odio e denigrazione, significa che c’è ancora molta strada da fare, anche nel nostro territorio”.

La funzione del Pride non si esaurisce quindi nella giornata del corteo, ma riguarda la possibilità per le persone LGBTQIA+ di attraversare apertamente lo spazio pubblico, costruire reti e rendere visibili discriminazioni che altrimenti rischierebbero di rimanere confinate nella sfera privata.

“Il Treviso Pride continua a essere necessario proprio perché esistono persone che vengono giudicate, derise o emarginate per ciò che sono”, afferma Nieri.

Di fronte agli attacchi, la scelta delle realtà organizzatrici non è quella di arretrare o di ridurre la propria presenza pubblica. Al contrario, l’invito è a trasformare l’odio ricevuto in una maggiore partecipazione.

“La risposta a questi episodi non può essere il silenzio, ma la visibilità e una presenza ancora più forte e consapevole di chi crede in una società inclusiva, democratica e capace di riconoscere pari dignità e pari diritti a tutte le persone”.

La solidarietà del consigliere comunale Marco Zabai

Sulla vicenda è intervenuto anche Marco Zabai, consigliere comunale del Partito Democratico, che ha espresso solidarietà alle persone coinvolte nell’organizzazione del Treviso Pride.

“Gli insulti omofobi comparsi sui social del Treviso Pride sono vergognosi e inaccettabili”, ha dichiarato Zabai. “C’è chi continua a chiedersi se il Pride serva ancora. La risposta è tutta nei commenti pieni di odio, discriminazione e intolleranza che abbiamo letto in questi giorni”.

Il consigliere ha ricordato che il rispetto della dignità delle persone non può essere considerato una semplice opinione o una posizione facoltativa all’interno del dibattito pubblico.

“A chi organizza il Pride e a chi ne sostiene le ragioni va la mia totale solidarietà. Alle persone che insultano e discriminano va ricordato che il rispetto della dignità altrui non è un’opinione”.

Anche Zabai ha quindi rilanciato l’invito a partecipare al corteo del 20 giugno, interpretando gli attacchi come una ragione ulteriore per scendere in piazza: “Per questo il 20 giugno saremo in piazza, ancora più convinti, a difendere libertà, rispetto e diritti per tutte e tutti. Treviso merita di meglio di questo odio”.

Treviso Pride 2026, dieci anni dopo il primo corteo

Treviso Pride 2026, sabato 20 giugno - foto Instagram Caterina Mossenta @c4tturare.istanti
Treviso Pride 2026, sabato 20 giugno – foto Instagram Caterina Mossenta @c4tturare.istanti

Il Treviso Pride 2026 si svolgerà sabato 20 giugno nel centro storico, con ritrovo alle ore 15 e partenza del corteo alle 16. L’edizione segna i dieci anni dalla prima storica manifestazione organizzata in città nel 2016.

In una precedente intervista a Gay.it, Michela Nieri aveva ricordato il valore di questo anniversario: “Arrivare al decimo anno con la costruzione di un altro Pride è sicuramente la dimostrazione che qualcosa in città siamo riusciti un po’ a cambiarlo”.

Il corteo non avrà però soltanto un significato celebrativo. Tra le rivendicazioni centrali ci saranno il matrimonio egualitario, i diritti delle persone trans e non binarie e la diffusione della carriera alias nelle scuole del territorio.

“Con le unioni civili ci siamo un po’ divanizzati su questo argomento. Dobbiamo ricominciare una lotta seria per avere il matrimonio egualitario”, aveva dichiarato Nieri, ribadendo anche la necessità di “riconoscere in tutto e per tutto anche le persone trans”.

Gli insulti comparsi sui social rendono ancora più evidente il valore politico della manifestazione. Come aveva sottolineato la presidentessa del Coordinamento LGBTE Treviso, “il Pride è una cosa ancora fondamentale”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Treviso Pride (@trevisopride)

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.