
Stando a quanto denuncia Human Right Campaign, la Chiesa cattolica avrebbe donato circa 2 milioni di dollari alle associazioni anti-gay che in Minnesota, Maryland, Maine e Washington hanno fatto nei mesi scorsa campagna elettorale perché i matrimoni gay venissero sconfitti tramite il voto referendario. Come sappiamo, le cose sono andate diversamente e i matrimoni gay sono adesso, in quei stati, realtà.
"Iniziando da dove i Mormoni avevano finito nel 2008 – denuncia HRC -la chiesa cattolica e i suoi affiliati "I Cavalieri di Colombo", hanno fatto considerevolo investimenti nella lotta contro il matrimonio in Minnesota, Maryland, Washington State e Maine nell’ultima tornata elettorale, spendendo quasi 2 milioni di dollari. In oltre, un’alleata della chiesa come la National Organization for Marriage, ha speso più di 5,2 milioni di dollari nella campagna elettorale".

"In tutti e quattro gli stati, gli oppositori del matrimonio gay hanno raccolto 11.3 milioni di dollari ai quali la chiesa ha contribuito per il 17 per cento – continua Human Rights Campaign -. Ma se si sommano la chiesa cattolica e i suoi alleati (NOM e i Cavalieri di Colombo) è chiaro che la percentuale sale al 65 per cento".
La cosa che stupisce è che tutto questo è avvenuto nonostante le cifre deisondaggi fatti tra i cattolici statunitensi hano dimostrato che il 60 per cento di loro è a favore dei matrimoni gay e l’80 per cento ha dichiarato di nn sentirsi vincolato dalle opinioni dei vescovi. E tutto questo avviene mentre il tasso dip overtà oltreoceano aumenta, specialmente tra la popolazione che arriva dai paesi latinoamericani, uno dei bacini di fedeli più imponenti per la chiesa cattolica.
