ROMA – In un meeting a porte chiuse che si terrà questa settimana vicino a Baltimora, gli ebrei conservatori considereranno la possibilità di aprire ai matrimoni e ai rabbini omosessuali. Nel 1992 lo stesso gruppo, il Conservative Judaism, aveva sonoramente bocciato la proposta proveniente dalla minoranza interna all’organizzazione. Da allora era aumentato vistosamente il numero dei ministri di culto che si erano pronunciati a favore. Se confermata, la notizia data dal New York Times avrebbe un effetto a orologeria, visto che i Conservatori non sono nemmeno i più liberal fra gli ebrei americani (a sinistra ci sono i riformati). Nel marzo del 2000 i Reform Jews diventarono la prima grande congregazione religiosa americana a consentire i matrimoni tra omosessuali. Nel corso di una riunione in Nord Carolina, 1.800 rabbini della Central conference of american rabbis si sono detti favorevoli all’inclusione delle coppie omosessuali nei matrimoni religiosi.
“La nostra risoluzione afferma che le relazioni tra gay e lesbiche meritano di essere sancite attraverso un appropriato rituale ebraico”, ha detto Paul Menitoff, vicepresidente della conferenza. Immediati furono i commenti negativi delle altre congregazioni ebraiche.
“La nostra visione dell’ebraismo non consente matrimoni tra persone dello stesso sesso”, ha detto il rabbino Jerome Epstein, presidente della Sinagoga unita dell’ebraismo conservatore. Fino ad allora solo due congregazioni cristiane, la Chiesa Unitria e l’United Church of Christ, permettevano ai propri ministri di celebrare matrimoni religiosi tra omosessuali. Infine nel novembre del 2005, i rabbini appartenenti alla corrente del giudaismo liberale hanno preparato una nuova liturgia che verrà usata per celebrare i matrimoni gay a partire dal 5 dicembre, la data in cui è entrata in vigore la legge britannica sull’unione civile tra omosessuali e lesbiche.
Gli esponenti del giudaismo liberale, che tra i suoi seguaci annovera il leader del partito conservatore Michael Howard, hanno realizzato la nuova liturgia, chiamata Il Patto d’amore, sulla base dell’ordinaria liturgia che viene seguita nei matrimoni tra eterosessuali. Le coppie gay, come quelle etero, si sposeranno sotto il tradizionale chuppah (il baldacchino nuziale) e uno dei due partner dovrà rompere un bicchiere alla fine della cerimonia. Molti dirigenti degli ebrei conservatori hanno paura che la decisione di aprire all’omosessualità possa spingere i decisi a emigrare verso i riformati, e i contrari ad abbracciare la causa ortodossa, che resta maggioritaria nel mondo ebraico e in Israele.
News
USA: ebrei conservatori pronti al matrimonio gay
In un meeting a porte chiuse che si terrà questa settimana vicino a Baltimora, gli ebrei conservatori considereranno la possibilità di aprire ai matrimoni e ai rabbini omosessuali.
2 min. di lettura
© Riproduzione riservata.
