Accessibilità ai Pride, non ci siamo: i dati confermano che bisogna fare di più

I risultati del Sonda Pride confermano che la strada per l'accessibilità delle persone disabili e neurodivergenti ai Pride italiani è ancora lunga.

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accessibilità ai Pride
foto milano today
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Quanto reale spazio hanno le persone disabili e neurodivergenti lgbtq+ all’interno delle manifestazioni? Lo scorso Giugno abbiamo intervistato Simone Riflesso, attivista dietro il Sonda Pride, prima mappatura ufficiale per verificare il livello di accessibilità nei Pride italiani. Attraverso due sondaggi – uno ai partecipanti degli eventi e uno agli organizzatori –in assenza di un’adeguata preparazione al tema, il Sonda Pride ha l’obiettivo di fornire una linea guida che possa portare finalmente ad un miglioramento in grado di includere davvero chiunque. Stando ai dati, i risultati sono contrastanti: “La realtà è molto frammentata” spiega Riflesso “Ci sono realtà molto virtuose che hanno risposto seriamente al progetto, e altre no. C’è chi ha definito il sondaggio troppo sterile e in ritardo, ma anche altri casi che hanno dato risposte che non corrispondevano alla realtà, dichiarando accorgimenti che non sono stati davvero verificati “.

 

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Il Sonda Pride riporta che gli spazi non hanno ancora una totale accessibilità per le persone con disabilità fischio motorie, con scarsa attenzione ai servizi igienici: “Solo un organizzatore ha pensato a un numero telefonico dedicato da utilizzare durante il corteo e la manifestazione per chiedere assistenza. Negli altri casi, per chi ne avesse bisogno, potrebbe essere molto difficile contattare direttamente il servizio d’ordine per chiedere un aiuto“. I dati verificano uno scarisissimo riguardo a tutte le “persone disabili invisibili” (chi ha malattie e dolori cronici, iperstimolazione sensoriale, oppure ansia sociale): “Sembra già ci siamo dimenticatə di cosa voglia dire non poter uscire di casa” scrive Riflesso, riportando che moltissime persone non hanno nemmeno possibilità di partecipare da casa per l’assenza di dirette o registrazioni (nello specifico, solo 6 casi): “Pochissimi hanno siti web con una sezione apposita dedicata ai servizi di accessibilità, solo 4. Solo 1 su 4 li comunica via social, spesso male. Nella maggior parte dei casi non compare nessuna traccia di servizi di accessibilità, probabilmente perché non previsti.”

La ricerca riflette anche  su quanto (e come) la disabilità e l’abilismo prendono concretamente posto all’interno dei discorsi politici: metà delle testimonianze dichiara di aver avuto un suo spazio per trattare l’argomento, ma quasi mai a prendere parola sul palco sono attivistə disabili e neurodivergenti: “Se è vero che si è iniziato infatti a sottolineare quanto le rispettive battaglie godrebbero di un’unione delle forze, é altrettanto vero che spesso l’intersezionalità è una bella parola che trova facilmente posto in tanti sontuosi discorsi ma non si traduce poi in pratica“. I risultati riportano che solo 3 casi su 42 parlano di sessualità e disabilità, insieme a tutti i pregiudizi e retaggi culturali del caso (a partire dal body fascism, forma di discriminazione nei confronti dei corpi non conformi o che non rientrano in un ideale performativo).

sonda pride
Parte della mappatura del Sonda Pride

La speranza per il futuro è di attivarsi in tempo per le prossime manifestazioni, in modo da abituarsi ad un approccio più attento a partire dalla progettazione: “Non si pretende che eventi organizzati da piccole realtà possano avere l’intera gamma di interventi possibili, ma è altrettanto vero che l’accessibilità è un modus operandi, e non una serie di accorgimenti a cui trovare soluzione all’ultimo” spiega Riflesso. L’obiettivo è estendere il discorso oltre i Pride (che già di natura dovrebbero essere permissibili a chiunque), ma ad ogni iniziativa e associazione attivista, in modo da integrare le tantissime persone LGBTQIA+ con disabilità e neurodivergenti, che spesso anche l’attivismo rischia di lasciare indietro: “In questo caso non servono risorse esagerate, ma la volontà politica di includere chiunque“.

Potete leggere i risultati e scaricare la mappatura completa del Sonda Pride a questo link.

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