La cronaca afghana di questi ultimi giorni prende sempre più forma del dramma, del terrore quotidiano, con il ritorno dei talebani al potere e la legge della sharia a minacciare le vite di migliaia di cittadini. Nel mirino soprattutto donne e persone LGBT, cacciate come animali, cercate casa per casa.

Dalle pagine de LaStampa Simone Alliva ha riportato la testimonianza di un ragazzo gay, la cui esistenza è in forte pericolo. “Ci ammazzeranno a colpi di pietre. Ci lapideranno. Sai che vuol dire?”, denuncia Basir, 23enne che da giorni vive nascosto in un rifugio di Kabul. “In questo momento ci sono cinque taleban in cerchio con i fucili puntati verso il basso. Siamo cadaveri che si nascondono”, piange il 23enne afghano, che racconta quanto capitato al suo amico Alawi: “Gli hanno strappato l’anima. Si era molto avvicinato ad una persona ma non sapeva fosse un talebano, lo conosceva da tre settimane. È stato invitato a casa con la promessa che avrebbero lasciato l’Afghanistan insieme. Si è trovato davanti altre due persone, una di queste aveva una barba lunghissima da mullah. Prima lo hanno picchiato senza pietà, colpito sui reni, alla testa, ai polpacci, con il calcio del fucile e i bastoni. Poi è stato stuprato. Gli hanno chiesto il nome del padre. Volevano comunicare che aveva un figlio gay. Si è rifiutato. Hanno continuato a picchiarlo. Adesso non vuole palare, non vuole dire chi sono questi taleban. Lo controllano tramite social e da vivo, da qui, non scapperà mai“.

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Artemis Akbari, attivista LGBT afghano, ha confermato ad Alliva che i talebani li stanno “ammazzando”. “Non lasciatevi ingannare. Sono stanco di nascondermi. Voglio uccidermi“. Grida disperate che coinvolgono tutta la comunità LGBT afghana. Anche le donne lesbiche sono a rischio. Costrette a sposarsi, stuprate. Nemat Sadat, attivista LGBT e professore di scienze politiche all’università americana dell’Afghanistan, si appella all’Italia, affinché dia asilo alle persone lgbt afghane. “Il governo italiano può accoglierci. Potrebbe offrire aiuti ai taleban se riconoscono i diritti LGBT? Sembra folle, lo so, ma tutto è possibile. I taleban avranno bisogno di contanti una volta prosciugati gli aiuti esteri all’Afghanistan“. Nel frattempo, l’incubo talebano è tornato realtà.

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