Può l’ambasciatore UE tacere davanti alla recente modifica della legge albanese sulla parità di genere, nella quale i diritti LGBTIAQ+ e il tema dell’identità di genere viene completamente eliminata? È legittimo ritenere il silenzio dell’ambasciatore ancor più grave, essendo egli apertamente LGBTIAQ+?
Il 19 maggio 2025, pochi giorni prima del Tirana Pride, l’ambasciatore dell’UE in Albania Silvio Gonzato ha giustamente cercato e ottenuto visibilità per la propria figura. Gonzato ha rilasciato un’intervista televisiva al programma “Dita Jonë” (A2 CNN), durante la European Cultural Week. Nel corso del dialogo ha dichiarato di essere stato sposato con una donna – da cui ha avuto due figli – e di essersi successivamente “sposato con un uomo”. “Oggi è difficile esporsi in questo modo e mostrarsi vulnerabile, ma voglio essere onesto: non ho nulla da nascondere”, ha detto.
Il media CNA riporta le seguenti parole di Gonzato:
“L’amore è uguale per tutti, ci sono diversi modi di rappresentare l’amore, non solo tra una donna e un uomo. Credo che la gente sappia che sono omosessuale, ma non abuso della mia posizione. (…) Questo cambiamento di mentalità deve essere raggiunto in Albania. Le persone dovrebbero accettare la diversità e credo che questo avrà i suoi effetti. (…) Oggi è difficile esporsi in questo modo e diventare vulnerabili, ma mi piace essere onesto. Non ho nulla da nascondere. Esprimere chi sei veramente non è facile, ma è importante essere onesti. Il mio modo di essere non è una minaccia per te e i sentimenti che provo sono come i tuoi. Sì, siamo diversi, siamo con questa diversità e siamo anche uguali”
Silvio Gonzato è l’ambasciatore dell’Unione Europea in Albania, interlocutore istituzionale chiave nel processo di allineamento del Paese agli standard dell’UE. In occasione del Tirana Pride 2025 ha marciato tra la folla, e dichiarato:
“Questa comunità non cerca pietà, ma rispetto”
Tuttavia, nonostante la sua visibilità pubblica, Gonzato non ha rilasciato finora alcuna dichiarazione ufficiale riguardo i recenti emendamenti al disegno di legge sulla parità di genere in Albania. Eppure Gonzato si è esposto proprio recentemente sulla parità di genere, denunciando il basso coinvolgimento nei ruoli di potere della società albanese
Il disegno di legge sul Draft Law on Gender Equality, presentato dal Ministero della Salute, inizialmente includeva termini come identità di genere, espressione di genere, diversità di genere e parità di trattamento indipendentemente dal genere. Ma tra il 16 e il 24 ottobre 2025 la maggioranza del Partito Socialista ha introdotto 22 emendamenti che eliminano questi termini e ridefiniscono il concetto di “sesso” come esclusivamente “maschio/femmina”.

Le organizzazioni della società civile hanno denunciato una regressione nel riconoscimento delle identità di genere e delle tutele antidiscriminazione e hanno denunciato l’attacco aperto e deliberato alla comunità LGBTIAQ+. Secondo alcune fonti della società civile albanese, il Governo Rama avrebbe ricevuto pressioni indirette dall’ambasciata USA, oggi più vicina alle posizioni anti-trans sostenute dall’agenda dell’amministrazione Trump (Project 2025). Il retroscena rende ulteriormente inquietante il silenzio UE e dell’ambasciatore Gonzato, impegnato a garantire l’ingresso dell’Albania nell’Unione Europea e dunque pronto a chiudere un occhio sui provvedimenti che associano le identità di genere al sesso biologico.
Nel frattempo, la visita della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen in Albania lo scorso 13 Ottobre ha toccato solo temi economici. Nessun accenno, né da parte sua né da parte dell’ambasciatore Gonzato, ai diritti LGBTQIA+ o alle modifiche legislative in corso.
Dunque l’ambasciatore UE fa coming-out come uomo sposato con un uomo, marcia al Pride di Tirana, ma tace di fronte al momento legislativo più critico per le persone LGBTQIA+ in Albania; e un’Unione Europea che celebra il progresso economico senza richiamare la tutela dei diritti come condizione per l’adesione.
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