In Albania il 16 ottobre 2025 il Parlamento ha modificato radicalmente il disegno di legge per la parità di genere, stravolgendo la versione inizialmente proposta dal Ministero della Salute e della Protezione Sociale. Una riforma che avrebbe dovuto avvicinare il Paese agli standard europei si è trasformata in una marcia indietro, con 22 emendamenti approvati dalla maggioranza socialista che cancellano ogni riferimento a identità di genere, espressione di genere e diversità.
Tra i cambiamenti più significativi, l’articolo 1 del testo originale, che garantiva “pari trattamento indipendentemente dal genere, è stato riscritto per limitarsi a “pari trattamento tra donne e uomini”, restringendo così l’orizzonte normativo a una visione binaria e biologica del sesso.
Scompaiono anche termini come “inclusivo” e “diversità di genere”, mentre il concetto stesso di genere viene ridefinito in chiave esclusivamente biologica, come “maschio” o “femmina”.
Queste modifiche, avanzate dai deputati della maggioranza, sono state giustificate come una “correzione tecnica” necessaria per evitare ambiguità linguistiche. Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani locali parlano apertamente di un attacco deliberato alla comunità LGBTQIA+ e in particolare alle persone transgender, non binarie e intersex, per le quali la nuova formulazione rischia di rendere ancor più difficile ogni possibilità di riconoscimento legale e tutela.
L’ong albanese PROLGBT esprime seria preoccupazione “In Albania non esiste alcuna disposizione legale che consenta la registrazione del sesso per intersessuali, transessuali o persone con sesso non binario – spiega l’associazione queer nel suo comunicato – L’ultimo rapporto del Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione di ogni forma di violenza contro le donne (CEDAW) ribadisce che l’Albania non dispone di un meccanismo giuridico per identificare l’identità di genere delle persone transgender. Inoltre, confermato dal rapporto di giugno 2025 del Reporter delle Nazioni Unite sulle questioni di orientamento sessuale e identità di genere sull’Albania”.
Il giornalista e attivista LGBT Kristi Pinderi ha duramente criticato il governo di Edi Rama, accusandolo di voler compiacere l’attuale deriva anti-gender degli Stati Uniti di Trump. Pinderi ha ricordato con amarezza che, ai tempi dell’amministrazione Obama e della storica approvazione del matrimonio egualitario negli USA, gli stessi esponenti dell’attuale maggioranza gli chiesero una foto insieme per mostrarsi in sintonia con Washington. Oggi, secondo l’attivista, quello stesso governo sembra voler cavalcare l’onda opposta, sacrificando i diritti delle persone LGBTQIA+ per ragioni di opportunismo geopolitico.
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CRCA/ECPAT Albania, una delle principali ONG che si occupano di diritti dei minori e delle minoranze, ha attaccato Von der Leyen e l’Unione Europea:
Solo due giorni fa, la Presidente del Consiglio dell’UE, la signora von der Leyen, ha visitato l’Albania e ha incontrato il Primo Ministro del Paese per discutere del piano di crescita economica del Paese, finanziato dall’Unione Europea. Tuttavia, ciò che è rimasto irrisolto durante l’incontro è stato l’elevato livello di disuguaglianza di genere, la violenza contro donne e ragazze e la palese discriminazione nei confronti delle comunità più vulnerabili, in particolare LGBTIQ+, Rom e persone con disabilità.
Nella dura nota l’ong albanese denuncia “una deriva legislativa che viola principi fondamentali di uguaglianza e non discriminazione”, chiedendo il ritiro degli emendamenti e il ritorno al testo originario.
Il testo originale – spiega CRICA – mirava ad allineare la legislazione albanese agli standard UE e alla Convenzione di Istanbul, includendo il rispetto dell’identità di genere come diritto fondamentale. Tuttavia, il clima di disinformazione e gli attacchi provenienti da ambienti religiosi e politici avrebbero portato alla richiesta di rimozione di riferimenti essenziali, come quelli legati all’identità di genere. Le organizzazioni denunciano che tali modifiche minacciano gli obblighi internazionali dell’Albania, compromettono i capitoli 19 e 23 dell’acquis comunitario e danneggiano la reputazione del Paese come candidato all’ingresso nell’UE. Si chiede al Parlamento di approvare il testo originale, senza distorsioni, riaffermando l’impegno verso i diritti umani e la dignità di tutte le persone.
Il voto finale sul disegno di legge è atteso per giovedì 30 ottobre. In gioco c’è non solo il futuro del diritto antidiscriminatorio in Albania, ma anche la credibilità di un paese che da anni cerca di allinearsi agli standard europei in vista dell’adesione all’Unione.
Di seguito le preoccupazioni di ILGA EUROPE nel comunicato:
Siamo profondamente preoccupati per quello che sta succedendo in Albania. Il governo aveva preparato degli emendamenti alla Legge sull’uguaglianza di genere e la società per allinearsi agli standard dell’UE. Ma l’opposizione ha ora proposto cambiamenti che renderebbero quasi impossibile il riconoscimento legale di genere definendo il sesso come solo “biologicamente immutabile” maschio e femmina.
Ciò rischierebbe interventi medici dannosi sulle persone intersessuali, cancellare i riferimenti alla diversità, alla discriminazione intersezionale e agli stereotipi di genere e metterebbe l’Albania in diretto conflitto con il diritto internazionale dei diritti umani e gli standard dell’UE.
Chiediamo al parlamento albanese di respingere questi pericolosi emendamenti e di tutelare i diritti umani per tutti.
La votazione è fissata per giovedì 30 ottobre. Condividete questo post per sensibilizzare su questo serio tentativo di sancire la discriminazione nella legge.
RICHIESTA DI APPROVAZIONE DELLA LEGGE CON IL TESTO INIZIALE
Di seguito il testo integrale della dichiarazione della CRCA–ECPAT Albania («Child Rights Centre Albania – ECPAT Albania») in cui si chiede che il progetto di legge sulla parità di genere venga approvato per intero e secondo la versione proposta dal ministero della Salute e della Protezione Sociale
Solo due giorni fa, la Presidente del Consiglio dell’UE, la signora von der Leyen, ha visitato l’Albania e ha incontrato il Primo Ministro del Paese per discutere del piano di crescita economica del Paese, finanziato dall’Unione Europea. Tuttavia, ciò che è rimasto irrisolto durante l’incontro è stato l’elevato livello di disuguaglianza di genere, la violenza contro donne e ragazze e la palese discriminazione nei confronti delle comunità più vulnerabili, in particolare LGBTIQ+, Rom e persone con disabilità.
Dopo oltre un anno di discussioni con la società civile e tutti i partner internazionali, lo scorso agosto il Ministero della Salute e del Welfare Sociale ha presentato al Parlamento albanese per l’approvazione il progetto di legge sulla parità di genere. L’obiettivo della legge si estende a diversi piani, tra cui i più importanti sono l’allineamento della legislazione albanese a quella dell’UE e alla Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa, l’adozione di misure statali per raggiungere la parità di genere, il rispetto dell’identità di genere, come diritto fondamentale di ogni individuo libero, nonché il rafforzamento del meccanismo nazionale per la parità di genere.
Purtroppo, dalla pubblicazione del disegno di legge per la consultazione pubblica, abbiamo dovuto affrontare sia attacchi personali che attacchi alle organizzazioni che rappresentiamo, in particolare da parte di fedi religiose organizzate nel Paese e di politici di estrema destra, che non vogliono raggiungere la parità di genere in Albania. Hanno cercato, attraverso la disinformazione, di presentare l’iniziativa come contraria alle norme sociali tradizionali del Paese, perché, tra le altre cose, la legge mira a garantire il rispetto di tutte le identità di genere. Inoltre, le organizzazioni che rappresentano la comunità LGBTIQ+ e i loro alleati sono stati pubblicamente attaccati dai media per aver voluto rendere i bambini albanesi omosessuali e transgender, il che in realtà costituisce un inganno e una manipolazione dell’opinione pubblica.
Questo disegno di legge rappresenta una delle riforme giuridiche più importanti e chiave per allineare la legislazione del nostro Paese agli standard europei di uguaglianza e non discriminazione. Qualsiasi tentativo di modificare questo disegno di legge in modo da indebolire il concetto di parità di genere o escludere determinate categorie di persone dalla tutela giuridica che lo Stato è tenuto a garantire a ogni individuo costituirebbe un grave passo indietro per il Paese e la nostra appartenenza all’Unione Europea.
Con questa dichiarazione pubblica, desideriamo esprimere la nostra profonda e seria preoccupazione per il clima di tensione e le campagne di disinformazione che accompagnano il dibattito pubblico sul nuovo disegno di legge sulla parità di genere in Albania. Come se tutto questo clima di disinformazione, denigrazione e odio non bastasse, ieri i media del Paese hanno reso pubblica la richiesta del Presidente del Gruppo Parlamentare del Partito Socialista, Sig. Taulant Balla, rivolta al Parlamento albanese, in cui chiede che il disegno di legge venga seriamente modificato, eliminando alcuni dei miglioramenti più essenziali apportati dal Ministero al suo contenuto, tra cui, tra gli altri, la garanzia del rispetto dell’identità di genere, un obbligo che deriva sia dalla Costituzione albanese sia dagli atti internazionali ratificati dallo Stato albanese. Queste proposte compromettono lo scopo del disegno di legge presentato, incidendo direttamente sul mancato adempimento degli obblighi nazionali e internazionali dell’Albania.
Riteniamo che la mancata approvazione del disegno di legge nella versione presentata dal Ministero della Salute sollevi un serio e profondo interrogativo sulla reale volontà dell’Albania di entrare a far parte della famiglia europea e dei suoi valori di uguaglianza e rispetto, in cui i diritti umani siano rispettati e goduti da tutti, senza discriminazioni, esclusioni o incitamento all’odio nei confronti dei cittadini più vulnerabili. Riteniamo che l’approvazione del disegno di legge con gli emendamenti proposti dal Gruppo Parlamentare del Partito Socialista violi i principi fondamentali di uguaglianza e diritti umani e avrà conseguenze dirette sul processo di integrazione europea dell’Albania, poiché:
Ciò compromette il rispetto del capitolo 23 (Potere giudiziario e diritti fondamentali) dell’acquis , che richiede il pieno rispetto della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e degli standard del Consiglio d’Europa sulla parità di genere (Convenzione di Istanbul), nonché della Convenzione CEDAW delle Nazioni Unite.
Ciò compromette direttamente i progressi compiuti nel capitolo 19 (Politiche sociali e occupazione), che comprende l’attuazione delle direttive UE sulla parità tra donne e uomini sul lavoro e nella società, nonché della direttiva 2006/54/CE sulla parità di trattamento.
Danneggia la reputazione internazionale dell’Albania (criterio politico) come Paese candidato che ha compiuto passi significativi per promuovere i diritti delle donne e delle comunità emarginate. Rinunciare a questi principi sarebbe un chiaro segnale di regressione democratica e di mancanza di stabilità istituzionale nel campo dei diritti umani in Albania.
Mette a repentaglio il sostegno politico e finanziario dell’UE in settori legati ai diritti umani, alla parità di genere e all’inclusione sociale, poiché il progresso dell’Albania è condizionato dal rispetto dei valori fondamentali dell’Unione, di cui il rispetto dei diritti umani è uno dei criteri fondamentali.
Pertanto, sulla base di ciò, le organizzazioni che aderiscono a questa dichiarazione chiedono fermamente quanto segue:
Il Parlamento albanese dovrebbe adottare il disegno di legge nella forma e nei contenuti proposti dal Ministero della Salute e del Benessere Sociale , senza modifiche che distorcano il significato di uguaglianza di genere, identità di genere o limitino la tutela degli individui a causa dell’identità o dell’espressione di genere. Lo Stato albanese, in base alla Costituzione e agli atti internazionali, ha il dovere di garantire il rispetto dell’identità di genere e dell’espressione di genere, ma non di ignorarle o trascurarle.
Il dibattito parlamentare sul disegno di legge, sia in Commissione che in Assemblea, dovrebbe svolgersi in piena trasparenza e con la partecipazione delle principali organizzazioni della società civile che operano nel campo della parità di genere, dei diritti delle donne e delle ragazze, dei bambini e dei gruppi vulnerabili, i cui beneficiari sono direttamente interessati dalla legge. Il dibattito dovrebbe includere anche i migliori esperti di genere provenienti dal mondo accademico e dalle istituzioni internazionali.
Le istituzioni europee che seguono da vicino il processo di integrazione devono incoraggiare urgentemente il governo albanese a mantenere e rafforzare gli standard di ravvicinamento alla legislazione dell’UE, affinché l’Albania rispetti tutti gli obblighi e le garanzie derivanti dall’acquis e dalle convenzioni internazionali.
Il Governo e il Parlamento dell’Albania hanno il dovere di riaffermare pubblicamente il loro impegno nei confronti dei valori di uguaglianza, libertà, rispetto dei diritti umani e, soprattutto, tutela della dignità umana, valori che sono alla base del suo percorso verso l’adesione all’Unione Europea.
Se l’Albania non riuscirà a sostenere i principi di parità di genere e di diritti umani in questo momento cruciale, non solo perderà credibilità agli occhi dei suoi cittadini, ma anche agli occhi dell’Unione Europea, che basa l’adesione sul rispetto incondizionato di questi valori.
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