Secondo quanto riporta il Messaggero, nell’edizione cartacea di oggi, il parlamentare Leghista Alberto Ribolla avrebbe dichiarato (o confermato, alla domanda dell’intervistatore) che i parlamentari gay leghisti sarebbero “almeno una decina.”

Lo stesso Ribolla, in merito alle sue preferenze, avrebbe affermato che “ad alcuni piace la carbonara, ad altri la cacio e pepe, ma sono questioni personali” e l’importante è fare bene il proprio lavoro di parlamentare. [Lasciamo a voi lettori l’interpretazione di queste parole. ]

Sulle posizioni retrograde e medioevali espresse al Congresso di Verona, appoggiato dal suo partito soprattutto con la presenza pesante del suo leader Salvini, Ribolla ha affermato che si tratterebbe di posizioni da lasciarsi alle spalle, e che non ha nessun senso, nemmeno per la Lega, mettere in discussione i diritti acquisiti nel 2019, anche perchè “sono molti i gay che votano lega”.

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“La battaglia contro l’omofobia non è solo del M5S” continua Ribolla, “siamo contro le discriminazioni anche noi della Lega”

Ribolla ha terminato l’intervista dicendosi comunque contrario ad adozioni e matrimonio egualitario.

Come se questa non fosse una discriminazione.

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