Zan su Fognini: “Bene le scuse, ma più che colpa del caldo è colpa di un retaggio culturale che ha anche lui”

"L’approvazione di una legge darebbe una svolta a livello culturale, contro patriarcato e omofobia. A settembre riprendiamo la battaglia", ha precisato il deputato Pd.

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Hanno tristemente fatto il giro del mondo gli insulti omofobi gridati da Fabio Fognini nei quarti di finale olimpici, contro Daniil Medvedev. Il tennista italiano ha urlato “sei un fr*io” per 3 volte, riferendosi a sè stesso dopo aver fallito una palla break. Travolto dalle polemiche, Fognini ha chiesto scusa sui social, dando la colpa al gran caldo dopo aver precisato di “amare i gay“.

Ospite del Giffoni Film Festival, Alessandro Zan ha così commentato quanto capitato.

Bene che si sia scusato. Più che colpa del caldo, è colpa di un retaggio culturale che ha anche lui. Dimostra che c’è ancora molta strada da fare e che il glossario e il vocabolario è importantissimo. Dare un nome corretto alle persone e nominarle nella loro piena dignità è il primo passo per rispettrarle. Penso che Fognini abbia fatto bene a fare mea culpa. Nello sport sentiamo troppe volte di odio razzismo e omofobia, nella nostra educazione fatta di pregiudizi e stereotipi scorre omofobia e razzismo. È con il lavoro nelle scuole e dentro se stessi che si può provare a superarlo. Anche a Fognini consiglio di fare un lavoro su questo.

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Fognini, va detto, non è affatto nuovo ad intemperanze di vario tipo sui campi da tennis, con squalifiche collezionate e figuracce mai dimenticate. Questa rimarrà certamente macchia indelebile.

Nel frattempo Zan ha ribadito l’urgenza di una legge contro l’omotransfobia, misoginia e abilismo, come riportato da Leggo: “È inaccettabile che l’Italia, già in fortissimo ritardo rispetto agli altri Paesi, sia l’unico Paese fondatore dell’UE che non è dotato di una legge contro i crimini di odio. Ogni giorno ci sono episodi di violenza e di discriminazione, compresa quella verso le donne per colpirne la loro carriera. L’approvazione di una legge simile darebbe una svolta a livello culturale, contro patriarcato e omofobia. A settembre riprendiamo la battaglia. Sarà una battaglia dura ma speriamo di farcela“.

Il deputato Pd ha infine voluto ringraziare i ragazzi del Giffoni, definendoli “preparatissimi”. Giovani che “chiedono un futuro senza barriere sociali, discriminazioni, odio. Il loro sostegno ci fa capire che in questa battaglia dobbiamo andare fino in fondo, senza cedere di un centimetro a compromessi sulla dignità delle persone chiesti da certa politica, lontana spesso anni luce dalle nuove generazioni“.

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Franzc Dereck 30.7.21 - 11:02

E , forse , è proprio questo che spaventa i contrari al DL Zan : che cambi la pseudocultura della " maschia gioventù" !