Il premier Giuseppe Conte è oggi atteso al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Non è chiaro cosa accadrà successivamente. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella darà allo stesso Conte il mandato per un fare un terzo governo, nel caso in cui trovasse i numeri per una maggioranza solida? Ci sarà un nuovo ‘Governo di unità nazionale’, visto come fumo negli occhi da Pd e 5 Stelle? Italia Viva tornerà tra i banchi del Governo con la coda tra le gambe e la cenere sul capo, dopo aver fatto deflagrare una crisi al buio senza apparente via d’uscita? Oppure si andrà al voto in estate, con la destra sovranista e populista nettamente in testa ai sondaggi?

Dinanzi a quest’ultima possibilità, Alessandro Zan, deputato Pd nonché relatore della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo, ha precisato e a tutti noi ricordato un’apparente ovvietà, in diretta social ai Giovani Democratici di Pesaro-Urbino. “Se si andasse ad elezioni anticipate, la legge morirebbe. Inizierebbe una nuova legislatura, e una legge deve essere approvata all’interno della stessa legislatura. Io invece mi auguro che Conte andrà al Quirinale a dimettersi per aprire un nuovo scenario, cercando di trovare in parlamento un sostegno europeista, pro-diritti“.

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Nei prossimi giorni il quadro sarà sicuramente più chiaro, perché il presidente della Repubblica non concederà troppo tempo a chicchessia per uscire da una crisi che da oltre un mese vede il Paese intero appeso a numeri che non tornano, al leader di un partitino appena nato che in un momento tanto drammatico  ha deciso di giocarsi il tutto per tutto in un poker politico con un Premier inutilmente intestarditosi pur di non lasciargliela vinta. Nel mezzo ci siamo noi, comunità LGBT che attende da quasi 30 anni una legge di pura civiltà mai come in questo momento a rischio naufragio.

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