Da oltre quaranta giorni di Angelica Causil, 28enne colombiana, non si hanno più notizie. La giovane donna trans è scomparsa il 25 novembre da Rende, in provincia di Cosenza, dove viveva in un appartamento di via Majorana, nella zona di Quattromiglia. Quello che inizialmente poteva apparire come un allontanamento volontario si è progressivamente trasformato in uno scenario molto più inquietante, tanto da spingere la Procura ad aprire un fascicolo per sequestro di persona contro ignoti.

Al centro della vicenda restano numerosi interrogativi: gli ultimi spostamenti certi, due telefoni improvvisamente irraggiungibili, una somma ingente di denaro e una casa rimasta intatta, come se Angelica si fosse allontanata senza alcuna intenzione di farlo.

Angelica Causil, donna trans scomparsa a Rende

Le ultime ore di Angelica Causil: cosa sappiamo

Nella giornata del 25 novembre, di Angelica Causil si sono perse le tracce. La donna era rientrata da pochi giorni da Napoli, dove aveva fatto visita a un’amica, e aveva raccontato più volte di dover tornare in Calabria per sbrigare alcune commissioni urgenti. Tra queste, un versamento di 10mila euro destinato alla famiglia in Colombia per l’acquisto di una casa.

Secondo le testimonianze raccolte da amici e conoscenti e riprese da LaCNews24, la giovane stava cercando un modo alternativo per inviare quella cifra all’estero, evitando canali ufficiali che potessero comportare tasse, penali o controlli sull’origine del denaro. Una ricerca che, col senno di poi, appare come uno degli elementi più delicati dell’intera vicenda.

La spesa a Cosenza e il trasferimento di denaro

Angelica Causil, donna trans scomparsa a Rende: la ricostruzione delle ultime ore e l’ombra del sequestro di persona - angelica causil - Gay.it

La mattina della scomparsa Angelica avrebbe contattato un amico italiano e chiesto di accompagnarla a fare la spesa a Cosenza, in zona Autostazione. Qui si sarebbe recata in una bottega specializzata in prodotti sudamericani, un punto di riferimento abituale per lei e per altri connazionali.

Terminata la spesa, si sarebbe spostata di pochi metri in un’altra attività commerciale per effettuare un trasferimento di denaro. Questo passaggio è confermato da una ricevuta, visionata dagli investigatori, che colloca con certezza Angelica a Cosenza alle 12.34. La transazione, effettuata con i dati anagrafici presenti sulla documentazione bancaria, sarebbe avvenuta tramite trasferimento istantaneo su numero di telefono.

Dopo l’operazione, l’amico l’avrebbe riaccompagnata a casa, a Rende. Prima di salutarsi, però, Angelica avrebbe fatto un’ultima richiesta all’amico: portare il suo gatto dal toelettatore, come faceva abitualmente. L’uomo, tuttavia, avrebbe riferito di non poterlo fare nel pomeriggio, rimandando tutto al giorno successivo. È l’ultimo scambio certo tra i due.

Da quel momento, le tracce della giovane iniziano a diradarsi fino a scomparire del tutto.

L’ultimo accesso su WhatsApp

La mattina seguente, mercoledì 26 novembre, l’amico avrebbe provato a contattarla senza successo. Nessuna risposta da entrambi i telefoni. Tuttavia, su una seconda scheda – utilizzata per lavoro – sarebbe emerso un dato cruciale: l’ultimo accesso su WhatsApp risale alle ore 7.38.

Dopo quell’orario, i cellulari risultano spenti o non raggiungibili. Un dettaglio che, per gli inquirenti, potrebbe indicare un’interruzione improvvisa e non volontaria delle comunicazioni.

La casa vuota e lo scenario “spettrale”

Nelle ore successive, anche la coinquilina di Angelica – che in quei giorni si trovava fuori regione – avrebbe mostrato segni di preoccupazione per il silenzio prolungato della donna e chiesto all’amico di entrare in casa per occuparsi dei gatti.

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Il racconto che ne segue è uno degli elementi più inquietanti dell’intera vicenda. All’interno dell’appartamento di via Majorana, l’uomo avrebbe trovato finestre abbassate, riscaldamenti accesi e puntati sui panni stesi, ma nessuna traccia della ragazza. Non sarebbero stati notati segni di colluttazione, né indizi evidenti di una fuga pianificata. 

Gli accertamenti successivi hanno rafforzato l’impressione di una sparizione improvvisa. Angelica non avrebbe portato con sé nulla: i vestiti erano piegati e sistemati nell’armadio, la biancheria risultava stirata, mentre un orologio a cui era molto legata e diversi oggetti di bigiotteria sono stati trovati nella cassettiera. Anche il passaporto è rimasto in casa, nascosto nel comodino sotto un’agenda con numeri telefonici.

Elementi che, nel loro insieme, rafforzano l’ipotesi che la giovane non avesse alcuna intenzione di allontanarsi volontariamente.

Il mistero dei 10mila euro e le piste investigative

Angelica Causil, donna trans scomparsa a Rende: la ricostruzione delle ultime ore e l’ombra del sequestro di persona - scomparsa angelica - Gay.it

Al centro dell’inchiesta resta la questione dei 10mila euro. Secondo quanto emerso e reso noto dalla testata locale Calabria7news, la somma era stata inizialmente affidata in custodia a un’amica estetista di Rende, che avrebbe restituito il denaro ad Angelica poco prima della scomparsa.

Da quel momento, del denaro non si ha più traccia. Gli investigatori stanno cercando di capire se quella cifra possa aver rappresentato un movente per un’aggressione o un rapimento.

La Procura ipotizza il sequestro di persona

Alla luce degli elementi raccolti, la Procura di Cosenza, guidata dal procuratore capo Vincenzo Capomolla, ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di sequestro di persona contro ignoti.

La convinzione degli inquirenti è che Angelica non abbia contattato la madre, residente a Valencia, nel dipartimento di Córdoba, nel nord della Colombia, perché impossibilitata a farlo. Un silenzio anomalo, soprattutto considerando che la giovane manteneva contatti quotidiani con la famiglia e non avrebbe dato alcun segnale nemmeno durante le festività natalizie.

Un’indagine ancora aperta, tra ritardi e timori

I carabinieri di Rende stanno lavorando senza escludere alcuna pista, ricostruendo spostamenti, contatti e movimenti bancari. Resta però il timore che il tempo trascorso – tra difficoltà burocratiche e passaggi di competenze – abbia offerto un vantaggio decisivo a chi potrebbe aver commesso un reato grave.

Le speranze si affievoliscono, ma l’obiettivo resta uno solo: accertare la verità su quanto accaduto ad Angelica Causil. Una giovane donna transgender scomparsa nel nulla, lasciando dietro di sé una vita interrotta e un giallo in attesa di risposte. 

Al momento non risultano articoli o approfondimenti dedicati alla scomparsa di Angelica Causil sulla stampa colombiana generalista: la copertura mediatica resta concentrata su fonti italiane, in particolare locali e regionali.

Parallelamente, sui social network sono comparsi appelli alla ricerca della giovane. Su Instagram, da alcune settimane, è attiva una pagina che invita a fornire eventuali segnalazioni: “La sua famiglia è profondamente preoccupata”, si legge in uno dei messaggi pubblicati.

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