Nintendo rompe le convenzioni di genere nel suo Animal Crossing New Horizons

Animal Crossing: New Horizons, che non limiterà le opzioni di personalizzazione in base al genere dell'avatar di chi gioca, sarà disponibile sulla console Nintendo Switch a partire dal 20 marzo 2020.

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Ieri l’account ufficiale Twitter del videogioco Nintendo Animal Crossing: New Horizons ha mostrato in un video come chi gioca creerà e personalizzerà il suo avatar digitale, e ci sembra l’occasione perfetta per parlare un po’ delle importanti novità introdotte dal punto di vista della rappresentazione di genere e della diversità.

Animal Crossing è una serie di videogiochi per le console dell’azienda giapponese Nintendo iniziata nel 2001 su Nintendo 64 e arrivata in Occidente negli anni successivi su Nintendo GameCube. In questi giochi interpreto un essere umano che si è appena trasferito in una città piena di animali antropomorfi con cui posso fare amicizia (normalmente, facendo loro favori). I videogiochi della serie Animal Crossing non hanno un vero e proprio obiettivo: ho un’intera città (anzi, in Animal Crossing: New Horizons ho un’intera isola) zeppa di personaggi da conoscere e di cose da fare, di oggetti da trovare e raccogliere e di appuntamenti da non mancare (il gioco segue il calendario reale). Ho anche una casetta tutta mia da ammobiliare.

Come mostrato dal video pubblicato su Twitter, Animal Crossing: New Horizons per la prima volta nella serie non limita alcuna delle opzioni di personalizzazione (per esempio, le pettinature disponibili) in base al genere dell’avatar di chi gioca. In un’intervista al sito specializzato in videogiochi Polygon, il direttore del gioco (il corrispondente del regista nel cinema) Aya Kyogoku aveva anticipato che tutte le opzioni di personalizzazione e gli abiti sarebbero state gender-free e che sarebbe anche stato possibile modificare il proprio avatar durante la partita. I video pubblicati su Twitter confermano queste dichiarazioni. Per quanto non riguardi strettamente la sfera del genere e del mondo LGBTQ+, dobbiamo anche segnalare che in Animal Crossing: New Horizons sarà possibile realizzare avatar digitali di pelle non bianca, un limite che la serie ha lungamente avuto.

Tutto ciò è parte di una lenta ma costante evoluzione di Animal Crossing. Il gioco non è mai stato particolarmente attento al genere del personaggio principale, che era trattato principalmente come una questione estetica, e le opzioni di personalizzazione erano inizialmente molto ridotte. Prima di Animal Crossing: Happy Home Designer (2015), per esempio, non potevo neanche decidere liberamente come fosse il volto del mio personaggio: all’inizio del gioco mi vengono poste una serie di domande e l’aspetto dell’avatar è deciso in base alle mie risposte. In Animal Crossing: City Folk (2008) è possibile avere tagli di capelli normalmente legati all’altro genere (ma è un’opzione che è necessario sbloccare) e già in Animal Crossing: New Leaf (2012) i vestiti indossabili non sono legati al genere del personaggio principale. Anche la possibilità di avere un personaggio di pelle non bianca esiste già nello spin-off Animal Crossing: Happy Home Designer.

Sembra che Animal Crossing: New Horizons, oltre a conservare tutte queste novità, faccia ulteriori passi avanti, sbloccando tutte le opzioni di personalizzazione per tutti i generi e anzi, da quello che possiamo capire da Twitter, rimuovendo totalmente la necessità di scegliere un genere: il gioco chiederebbe solo nome e data di nascita prima di passare alla fase di personalizzazione estetica del personaggio. Abbiamo chiesto conferma a Nintendo, ma non abbiamo ricevuto risposta in tempo per la pubblicazione dell’articolo. Se fosse confermato, Animal Crossing: New Horizons sceglierebbe in questo una strada simile a quella annunciata da CD Projekt RED per il suo Cyberpunk 2077, che non caratterizzerà il personaggio principale in base al genere. Mi sembra inoltre che in Animal Crossing: New Horizons, a differenza dei precedenti episodi, i personaggi non giocanti (quelli insomma controllati dall’Intelligenza Artificiale del gioco) non siano immediatamente identificati con colori diversi in base al loro genere. Nella serie Animal Crossing quando parlo con un personaggio non giocante vedo normalmente il suo nome su sfondo rosa se è di genere femminile e su sfondo blu se è di genere maschile. Questo non vale per i personaggi non giocanti “principali” che hanno un loro colore di sfondo indipendente dal genere, ma da quello che posso sinora capire dai video diffusi, questa differenziazione è stata totalmente rimossa in Animal Crossing: New Horizons, dove lo sfondo del nome è legato al “colore principale” del personaggio e del suo design, e non al suo genere. Insomma, Nintendo, per anni rimasta ancorata a stereotipi di genere e a rappresentazioni tradizionali e spesso anche un po’ bacchettone, si starebbe finalmente adeguando alla realtà.

Animal Crossing: New Horizons sarà disponibile sulla console Nintendo Switch a partire dal 20 marzo 2020.

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