Apple starebbe per allearsi con Starlink di Elon Musk

A quanto pare, c'è del marcio in Danimarca (e in Groenlandia) ed è marcia pure la mela.

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Apple Starlink Elon Musk Tim Cook
L'azienda di Tim Cook starebbe trattando una partnership per l'uso dei satelliti di Musk: fine di Apple inclusiva, ora alleata con le aziende di un simpatizzante nazista?
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È bastato un rumor, una voce spericolata che parla di Apple pronta a inciampare nelle braccia di Elon Musk, paladino di Starlink, per scatenare un brivido lungo la schiena di chi, come me, ha sempre visto nella Mela un simbolo di inclusione. Difficile dimenticare i Pride sponsorizzati, la retorica su diversità e apertura mentale. Ma ora? Le voci si rincorrono: Apple, in cerca di vantaggi spaziali e finanziari, potrebbe iniziare a trattare con un personaggio dalla fama inquietante, in bilico tra idee libertarie e uscite che puzzano di reazionario.

Con iPhone 14 (e successivi), Apple aveva ufficialmente confermato la collaborazione con Globalstar per il servizio “SOS emergenze via satellite”. A quanto pare, secondo insistenti rumor, Apple starebbe trattando con Starlink per utilizzare i satelliti di Musk al posto di quelli di Globalstar.

Eppure, nel bel mezzo della genuflessione tecnocratica alla tirannide fascio-capitalista di Trump, quando Amazon, Meta, McDonald’s eccetera si erano prodigati ad abolire le politiche inclusive DEI (Diversity Equality Inclusion) per inseguire la svolta autoritaria USA, era stata proprio Apple a smarcarsi, confermando le proprie policy inclusive. E invece, a quanto pare, c’è del marcio in Danimarca (e in Groenlandia) ed è marcia pure la mela.

Tim Cook, ad di Apple dal 2011, anno della scomparsa di Steve Jobs
Tim Cook, ad di Apple dal 2011, anno della scomparsa di Steve Jobs

Immaginare Tim Cook – dichiaratamente gay e simbolo di un’azienda che da anni si proclama campionessa di valori arcobaleno – a braccetto con Musk, fa rabbrividire. Quel Musk che con Twitter (ops, X) sembra aver dato spazio a troll e distorsioni, dove l’odio si confonde con la libertà di parola. Quel Musk che, nazi-joker amatissimo dalla nostra premier Meloni, deve proprio in questi giorni affrontare il crollo delle vendite Tesla a causa delle sue sparate alla ketamina. Davvero la Mela, nostra fedele compagna di selfie e playlist su Apple Music, abbraccerebbe un imprenditore che non si è mai fatto problemi a flirtare con posizioni ambigue (AfD, Germania, Weidel eccetera) per usare un eufemismo?

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Una parentesi: un momento di riflessione per quel piccolo uomo (?) di Zuckerberg che vuole aziende più mascolinizzate.

Un Apple watch arcobaleno per il Pride.
Un Apple watch arcobaleno per il Pride. Francamente ridicolo se oggi ti allei con Musk per fare soldi, no?

Per la comunità LGBT+ sarebbe un duro colpo. È come se improvvisamente un brand solidamente alleato – ricordiamo anche le tante iniziative queer sbandierate negli Apple Store – si lasciasse tentare dal luccichio di un accordo miliardario, rinnegando le sue campagne pro-diritti, i suoi spot colorati e la nostra fiducia. Un patto con Musk significherebbe chinare il capo all’ennesimo ego spaccone che parla di “libertà” mentre la definisce a modo suo. Per ora sono soltanto rumor, ma sono molto insistenti e io, scrivendo, sono molto stupita. E amareggiata.

Forse dobbiamo ammetterlo: sotto i riflettori arcobaleno, le grandi aziende restano pur sempre macchine da soldi. E l’integrazione con Starlink potrebbe portare vantaggi enormi – e investitori ingordi. A noi tocca l’ennesima disillusione: anche il brand che predicava tolleranza e rispetto potrebbe piegarsi al profitto, archiviando arcobaleni, solidarietà e parole di speranza. Dall’arcobaleno al verme nella mela, è un attimo.

PS: Se fosse vero l’accordo tra Apple e Starlink, sarà boicottaggio anche per Apple?

© Riproduzione riservata.

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