Apple contro Meta, il programma di diversità, equità e inclusione non sarà abolito

Tim Cook non si piega all'onda nera del tecnofascismo trumpiano.

Ascolta:
0:00
-
0:00
Apple DEI Meta
Tim Cook, adi di Apple, ha annunciato che la corporation della mela non abbandonerà i programmi di Diversity Equity and Inclusion, come invece annunciato da Meta di Mark Zuckerberg
3 min. di lettura

Apple ha respinto la proposta del think tank conservatore National Center for Public Policy Research di abolire i programmi DEI (diversità, equità, inclusione). La decisione arriva in risposta allo scioccante abbandono delle politiche DEI da parte di aziende come Meta e Amazon, influenzate dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.

Cosa sono i programmi DEI?

La sigla DEI sta per Diversity, Equity, Inclusion (diversità, equità, inclusione). Si tratta di programmi aziendali o statali che mirano a promuovere una cultura inclusiva e rispettosa dei diritti di tutti, eliminando discriminazioni di qualsiasi tipo. Attraverso politiche mirate, si cerca di garantire pari opportunità a tutte le persone, indipendentemente da etnia, genere, orientamento sessuale o altre caratteristiche personali. Tuttavia, con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e i venti di estrema destra che soffiano su tutto il globo, i programmi DEI sono diventati oggetto di discussione, e molte aziende iniziano a rivedere o interrompere le loro iniziative in materia, pur di non entrare in attrito con i nuovi poteri arrembanti capitanti da Elon Musk, il miliardario tecnofascista ad alto tasso di ketamina.

Apple difende i programmi DEI: la decisione del consiglio di amministrazione

Apple pare dunque distinguersi tra le grandi corporation USA per il suo fermo sostegno ai programmi DEI. Il consiglio di amministrazione, guidato da Tim Cook, ha respinto la proposta avanzata dal think tank conservatore National Center for Public Policy Research che chiedeva l’abolizione delle politiche di inclusione. La proposta di abolizione sosteneva che i programmi DEI potessero esporre l’azienda a costose cause legali, richiamando una sentenza della Corte Suprema del 2023 che vieta la discriminazione positiva nelle ammissioni universitarie. Apple, però, ha definito la proposta “non necessaria” e ha ribadito il proprio impegno per una cultura aziendale inclusiva.

meta-censura-contenuti-lgbt
Meta ha eliminato le restrizioni ai discorsi di odio su Facebook e Instagram, dove sarà ora possibile pubblicare messaggi del tipo “Le persone LGBTIAQ+ sono mentalmente malate”.

Rischio legale e sentenze: lo scenario negli Stati Uniti

Il dibattito intorno ai programmi DEI si è intensificato dopo che la Corte Suprema ha stabilito che alcune pratiche di discriminazione positiva violano il principio di pari trattamento sancito dal 14° emendamento della Costituzione americana. Questo ha spinto molte aziende, tra cui Meta, Amazon, Microsoft e Zoom, a smantellare i loro programmi e team dedicati alla diversità, citando il timore di controversie legali. Nonostante ciò, Apple ha scelto di andare controcorrente, rafforzando il proprio programma DEI, considerandolo ben strutturato e conforme alla legge.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

Apple vs Meta: strategie opposte in Silicon Valley

La decisione di Apple respinge platealmente la scelta di Mark Zuckerberg di schierare Meta al fianco dei nuovi tecnofascismi di matrice trumpiana, dopo l’annuncio non solo della chiusura dei programmi di diversità, ma anche dell’eliminazione del fact-checking su Facebook e Instagram, sostituito con le “community notes” simili a quelle usate da X (ex Twitter) di Elon Musk, e la cancellazione delle restrizioni per i discorsi di odio (si potrà dire liberamente che le persone LGBTIAQ+ sono mentalmente malate).

Apple, invece, si pone come esempio progressista, e sottolinea che i programmi DEI non rappresentano solo un valore etico, ma anche una strategia aziendale per attrarre e valorizzare talenti di ogni provenienza.

La Human Rights Campaign Foundation ha pubblicato il Corporate Equality Index 2025, che valuta 1.449 aziende sulle politiche DEI, registrando un record storico (+5% rispetto al 2024). Nonostante il clima politico “anti-woke“, il 98% include orientamento sessuale e identità di genere nelle politiche antidiscriminatorie, l’87% garantisce copertura per persone transgender e il 92% pari diritti nei benefit familiari.

Tim Cook, ad di Apple dal 2011, anno della scomparsa di Steve Jobs
Tim Cook, ad di Apple dal 2011, anno della scomparsa di Steve Jobs

Tim Cook e il suo compenso record

Oltre alla difesa dei programmi DEI, dai verbali depositati presso la SEC è emerso che il CEO di Apple, Tim Cook, ha visto aumentare il suo compenso del 18% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 75 milioni di dollari nel 2024. Una cifra che comprende premi azionari e incentivi non azionari, consolidando la sua posizione come uno dei leader più pagati nel settore tecnologico. Cook è apertamente gay dal 2014.

La decisione di Apple è una notizia: mentre molte aziende (e molti leader occidentali) si allineano alle politiche di Trump, la corporation più ricca del pianeta si afferma come baluardo di inclusività, e difende l’idea secondo cui diversità ed equità possono convivere con il successo economico.

© Riproduzione riservata.

Mi piace
Commenta
Salva
Condividi

Partecipa alla discussione

Per inviare un commento devi essere registrato.