Miguel Bosè, indegni manifesti omofobi per le strade di Roma: ‘un bambino non è un capriccio per uomini viziati’

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L'associazione di estrema destra 'Azione Frontale' all'attacco di Miguel Bosè, padre di 4 figli avuti con gestazione per altri.

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Ancora manifesti omofobi nelle città d’Italia.

Sette giorni dopo l’indegna campagna contro le famiglie arcobaleno firmata Pro Vita, purtroppo ancora visibile in diverse zone della Capitale anche se dichiaratamente abusiva, i catto-estremisti sono tornati a colpire, con dei manifesti firmati ‘Azione Frontale‘ che prendono di mira Miguel Bosè.

Colpa, si fa per dire, della separazione che porterà Miguel e l’ex compagno a dividersi l’affidamento dei 4 figli.

Un bambino non è un capriccio per uomini viziati‘, recita lo striscione che mostra Bosè in posa su una vecchia copertina del magazine Shangay. Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, ha chiesto un immediato intervento del Governo e delle autorità competenti.

“Il crescente clima di odio verso le persone gay, alimentato, da esponenti della Lega che anche oggi inveiscono contro una coppia omosessuale perchè ha registrato l’atto di nascita della propria figlia a Fiumicino, alimenta solo azioni contro la nostra comunità. Stamani, infatti, sono stati affissi diversi manifesti contro le persone gay con il volto di Miguel Bosè, a cui diamo la nostra solidarietà. I manifesti sono stati affissi da parte di un’associazione di estrema destra che già più volte ha fatto azioni di questo tipo contro la nostra sede ed è ad oggi impunita. Faccio appello al premier Conte ed al sottosegretario Spadafora che ribadiscano che il governo è contro chi fa azioni di odio verso le persone lesbiche e gay, anche approvando al più presto una legge contro l’omofobia. L’omofobia istituzionale che sta attuando la Lega è molto pericolosa perchè rafforza l’omofobia nel nostro paese che già nel 2018 registrava il 15% della popolazione contraria alle persone lesbiche, gay e trans. Se il Governo non farà un argine potranno solo aumentare le vittime di omofobia, che già oggi in Italia sono oltre 50 al giorno, come rilevato del nostro servizio Gay Help Line 800713713.”

Da parte del sottosegretario Spadafora e del premier Conte, ovviamente, nessuna parola.

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