Un’associazione australiana per i diritti delle donne lesbiche ha vinto un ricorso legale nel chiedere il divieto alle donne transgender di partecipare ai suoi eventi pubblici per i prossimi cinque anni. La sentenza, emessa ieri (15 aprile 2026), non è ancora definitiva, poiché il caso tornerà al Tribunale amministrativo di revisione per un riesame dopo essere stato precedentemente annullato.
Australia, lesbiche cisgender contro donne trans
Il Lesbian Action Group (LAG) aveva chiesto un’esenzione quinquennale ai sensi del Sex Discrimination Act del 1984, per poter organizzare eventi esclusivamente per lesbiche a cui è stato assegnato il sesso femminile alla nascita. Il Lesbian Action Group aveva già presentato la stessa richiesta nel 2023, ma era stata respinta dalla Commissione australiana per i diritti umani e successivamente archiviata dal tribunale. In Australia il Sex Discrimination Act del 1984 protegge dalla discriminazione basata su sesso, orientamento sessuale, identità di genere, stato di intersessualità, stato civile, gravidanza, allattamento e responsabilità familiari. Si applica principalmente nel lavoro, nell’istruzione, nell’alloggio e nella fornitura di beni e servizi.
Ieri Mark Moshinsky, giudice della Corte federale australiana, ha annullato la precedente decisione presa dal tribunale, sostenendo che l’organo avesse commesso errori di diritto nel suo ragionamento. Il giudice ha stabilito che si potrebbero concedere delle deroghe alla legge antidiscriminazione se il gruppo riuscirà a dimostrare un risultato maggiormente positivo senza l’inclusione di donne transgender.
Nel documento ufficiale, la Corte ha ordinato che l’appello venga accolto e che la questione venga rinviata al tribunale con una diversa composizione del collegio giudicante. LAG ha celebrato la sentenza come una “vittoria”, mentre Equality Australia ha sottolineato come la decisione sia stata puramente tecnica e implicasse la necessità di rifare la sentenza originale.
La portavoce di LAG, Nicole Mowbray, ha dichiarato che l’autonomia di genere sta privando le persone cisgender di visibilità: “Rispettiamo il loro spazio [delle persone transgender] e il loro diritto di fare ciò che vogliono; tutto ciò che chiediamo è che venga rispettato il nostro diritto al nostro spazio“. Come riportato da ABC, Mowbray ha aggiunto: “Consideriamo questa come una vittoria assoluta… siamo semplicemente felici di essere state ascoltate”. Via X lo scorso novembre LAG scriveva: “Stiamo lottando per i diritti delle lesbiche di potersi associare liberamente senza l’imposta presenza di uomini che affermano di essere lesbiche”.
La Commissione Australiana per i Diritti Umani ha precisato che la decisione rimane ancora irrisolta: “La Corte ha ordinato che tali questioni vengano riesaminate dal Tribunale Amministrativo di Revisione”. “La Commissione esaminerà le motivazioni della decisione della Corte. La Commissione rimane impegnata a svolgere il proprio ruolo in modo indipendente, imparziale e nel rispetto della legge, prestando la dovuta attenzione alle questioni relative ai diritti umani”.
