Una bimba con 2 mamme e i 2 sindaci in disaccordo. Uno le riconosce entrambe, l’altro no e impugna l’atto

L'incredibile storia raccontata dal sindaco di Lecco, Mauro Gattinoni, dal palco del Lecco Pride.

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Una bimba con 2 mamme e i 2 sindaci in disaccordo. Uno le riconosce entrambe, l'altro no e impugna l'atto - Mauro Gattinoni - Gay.it
Mauro Gattinoni, sindaco di Lecco
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È una storia tristemente tutta italiana, quella raccontata dal palco del Lecco Pride dal sindaco di Lecco Mauro Gattinoni, a rimarcare l’assenza di una legge specifica e la campagna ideologica portata avanti dalla destra nazionale nei confronti delle famiglie arcobaleno.

Mauro Gattinoni, sindaco di Lecco, e l’assenza di una legge

Gattinoni ha raccontato la storia di una bambina con due mamme, una naturale che l’ha partorita e l’altra intenzionale.

“Due mesi prima del parto erano venute da me per raccontarmi la loro situazione e farmi una richiesta: abitano in un Comune del Lecchese che è governato da un’amministrazione di centrodestra e sapevano che non c’era possibilità che il sindaco le registrasse entrambe sul certificato di nascita della piccola, così hanno chiesto a me di farlo, dato che la bimba sarebbe nata all’ospedale di Lecco”.

E l’indipendente di centrosinistra Gattinoni, sindaco dal 2020 con una vittoria dello 0,7% (31 voti) sul rivale di centrodestra, registra entrambe le mamme. “Solo il sindaco può farlo. Ci ho riflettuto a lungo, consultandomi con la mia giunta, e ho deciso di farlo. Quando la famiglia è tornata in municipio, dopo la nascita della bambina, ho indicato anche la madre intenzionale sul certificato di nascita”.

Tutto è bene quel che finisce bene? Affatto.

Perché il sindaco di centrodestra del loro Comune di residenza si rifiuta di trascrivere l’atto e lo impugna, come riportato da Il Giorno, segnalando alla Procura sia il sindaco Gattinoni che le due mamme: “Data la carenza di normativa, a quel punto ci siamo visti costretti a cancellare il nome della madre intenzionale dal registro, mentre le mamme hanno iniziato la loro battaglia legale. La vicenda risale al 2021, ma ora assume una luce diversa a seguito della sentenza della Corte Costituzionale del mese scorso. Per questo mi è sembrato giusto parlarne durante il Pride”.

La sentenza della Consulta che ha riscritto la storia delle famiglie arcobaleno

Una bimba con 2 mamme e i 2 sindaci in disaccordo. Uno le riconosce entrambe, l'altro no e impugna l'atto - Mauro Gattinoni sindaco di Lecco - Gay.it

Con la storica sentenza della Corte del mese scorso, che ha definito incostituzionale il divieto per la madre intenzionale di riconoscere come proprio un figlio nato in Italia da procreazione medicalmente assistita legittimamente praticata all’estero, tutto è fortunatamente tornato al proprio posto.

“Non appena è stato depositato quel pronunciamento della Consulta, le due mamme si sono rivolte ai nostri uffici per avviare l’iter per il reintegro della madre intenzionale sul certificato di nascita della loro figlia. La nostra intenzione è chiaramente quella di accontentarle, anche se purtroppo non mi aspetto che a breve arrivi una legge in materia”. “La sentenza della Corte Costituzionale, facendo come è giusto innanzi tutto l’interesse dei bambini, garantisce anche una maggior tutela ai sindaci che finora hanno tutelato le famiglie arcobaleno agendo secondo la loro coscienza. C’è stato un salto di qualità: quella che prima era solo una dimostrazione di sensibilità da parte di un sindaco ora è stata riconosciuta a tutti gli effetti come l’attuazione di un diritto costituzionale”, ha concluso Gattinoni, che ha poi aggiunto sui social.

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“Dal palco di piazza Garibaldi ho ribadito che Lecco è e sarà una città per i diritti, per l’inclusione, per l’accoglienza delle differenze. E lo sarà con coraggio, perché il tempo che viviamo richiede coraggio civile e politico. A chi porta sulle spalle il peso di domande profonde, a chi ha dovuto imparare a volersi bene in silenzio, tra paure e speranze, lo dico forte: non siete soli, c’è un’intera comunità che cammina con voi. E la politica non può fare finta di niente e restare in silenzio o, peggio, attuare politiche vessatorie, in particolare verso le famiglie. Deve assumersi la responsabilità di garantire ciò che è giusto: perché i diritti dei bambini, tutti i bambini, vengono prima di ogni gioco di partito, prima di ogni calcolo elettorale, prima di ogni ideologia. Ecco, ogni persona, ciascun individuo, sboccia quando si sente accolta. I nostri giovani lo sanno bene: basta uno sguardo gentile, una parola che non giudica, un gesto che dice “ci sono”. È così che si cresce, che si respira, che si costruisce futuro. Lecco vuole essere questo: una casa che non fa domande su chi sei, ma ti apre le porte perché sei tu. Buon Pride Month a tutti/e!”.

Nei giorni scorsi Roberto Gualtieri, sindaco di Roma che non ha mai smesso di registrare i figli con due mamme sfidando anche le intimidatorie circolari del ministro Piantedosi, ha subito registrato 6 figli di mamme arcobaleno dopo la sentenza della Consulta, rendendola così immediatamente operativa.

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