Blanco, quando esce l’album nuovo? Non lo so, mollami: “Anche a vent’anni si muore”

"E davvero, sì davvero, tutto passa e lo so che passerò anch'io"

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Blanco, quando esce l'album nuovo? Non lo so, mollami: "Anche a vent'anni si muore" - Blanco anche vent anni si muore nuovo album 2026 - Gay.it
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Quando esce l’album?” gli è stato chiesto all’improvviso, un po’ brutalmente, in un momento di lavoro qualche giorno fa. Riccardo non ha risposto e il suo sguardo è apparso sospeso: quella è una domanda insolente a cui Blanco non vuole rispondere. Perché Blanco non è tenuto a sfornare un album che risponda alle attese discografiche. O alle attese della fanbase. Il suo team ha risposto per lui, sottovoce, “Quando Riccardo sarà pronto“. Un mantra chiaro: lasciatemi in pace.

Poi ieri ecco l’annuncio di un’altra canzone. Esce domani notte, 23 gennaio. “Anche a vent’anni si muore” è il titolo, sganciata da Blanchitobebe su instagram in una trentina di secondi che già danzano come tormentoni in testa, con quei giri melodici blanchissimi:

E me ne accorgo adesso perché fa paura. Non ho più nessuna. E davvero, sì davvero, tutto passa e lo so che passerò anch’io“.

E ancora:

Forse è tardi per cercare Dio?“.

Come un manichino smutandato in un bosco di fantasmi che gridano il suo nome. Lo chiamano successo, ma per Riccardo Fabbriconi, quel ragazzo, lo conoscete no?, quel ragazzo di ventidue anni con le ossa ancora leggere e la pelle esposta alle intemperie ambite e insieme mai richieste dei milioni, degli stilisti, delle luci, dei contratti, degli ariston trionfali e poi distrutti, ecco: per quel ragazzo sembra un macigno. È una storia già vista: le baby star devastate. Qui però c’è la poesia che lo salverà. Anzi, lo sta già salvando.

In ventiquattro mesi aveva fatto ciò che ad altri richiede una vita intera: canzoni esplose dal nulla, afroditi blu celeste e pornografiche, seppellimenti da stadio e lacrime di piombo sotto i Rayban. Un album d’esordio in cima alle classifiche, la canzone nostra con Mace e Salmo, un Sanremo vinto sui brividi dell’euforia collettiva (una vittoria di perle, sia chiaro). Gli stadi pieni mentre egli stesso, dice a Ester Viola su Icon, cercava di capire che cosa volesse dire essere Blanco. Quel nome ingigantito come una maschera più grande del volto che doveva mutuare. Sotto quelle stelle giuste, il mondo aveva premuto fast-forward.

Nessuno di noi dimentica la follia blanca quando Riccardo a Sanremo fa a pezzi il palco. Ma al coniglietto punk che ha dato una strigliata alla musica italiana impastando tutto, e il suo contrario, nella sua voce sfilacciata alla gola e vibrante nei nostri cuori, ecco a quel coniglietto punk a un certo punto è calato il silenzio in gola e il gelo lungo la schiena.

Quindi è arrivata l’assenza. La sottrazione. Un vuoto apparente rivenduto in giro come smarrimento, e che per Riccardo è stato difesa. Il rumore non è sempre movimento: spesso è soltanto rumore. E chi è fatto di movimento (zodiacalmente acquario), chi vive di una vulnerabilità impossibile da raccontare a schemi, deve saper lasciare vuoto quel posto che gli altri hanno deciso per lui. Blanchito l’ha fatto. Si è riconquistato le sue nuotate nel fango, si è fatto ri-fotografare in mutande al freddo a contatto con quel mondo materico che, come ha sempre raccontato fin dall’inizio, ha scolpito il suo dolore e zampillato la sua poetica: grazie.

C’è stato poi quel viaggio ispanico. Con il brano in spagnolo “Desnuda” che non ha sfondato gli stream. Peccato, perché “Desnuda” è stupenda. Quindi Riccardo ha ricominciato a scrivere alla vecchia maniera. Che significa scrivere di sé, per sé. L’unico modo di scrivere di un vero autore, del resto.

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Piangere a 90 è arrivata come una ripicca esistenziale, sguaiata ballata, asciutta-disperata-blanchissima. Ricordo una foto apparsa sui social in cui Riccardo se ne stava in una posizione imbarazzante. Non credo avesse ancora vent’anni. E solo il cielo sa quanto oggi Riccardo avrebbe preferito non aver mai pubblicato quella foto. O forse, chissenefrega. Il passato è Ruggine. Qualcuno la ricorda? Siamo agli inizi davvero. Ascoltatela su soundcloud, se da qualche parte c’è ancora. Io non la trovo più. Non l’ha mai incisa.

Ricordate? Dentro Piangere a 90  ci sono i picchi sfiorati troppo presto, le discese ardite e le risalite, la gogna simbolica di un gesto sul palco più giudicato d’Italia. “Sono stanco, son Riccardo, son di fretta“. Sembra l’incipit di un romanzo stellare di uno scrittore gigante. La fine del frame, l’inizio di una presenza nuova. Ma non è così. Blanco torna Blanchitobebe. È questa la novità.

Fermarsi, scansare la sovraesposizione, sottrarsi all’obbligo della performance continua. Blanco lo dice senza proclami: dare sempre, dare tutto, rende identici. Toglie la magia. Così cambia il centro di gravità. Se prima c’era la rivincita, il ragazzino pizzaiolo che fece innamorare tutto il Paese ora sguazza in una calma più radicale: “so che esisto”. E se esisto, posso permettermi di studiare. Ora va all’università. La sua intuizione più limpida arriva da una lezione di latino, spiega, lingua madre e lingua morta, specchio del tempo lungo. È tutto coerente con quanto Riccardo ha sempre detto. L’amore per le canzoni italiane: Blanco ne ha sempre parlato e ascoltando tutta la sua discografia si capisce benissimo quanto egli sia grato ai Battisti/Modugno/Dalla e compagnia.

L’italiano che cambia, l’inglese che filtra ovunque, i modelli che si uniformano, le cose piccole che rischiano di sparire. I Beatles come il latino della musica: struttura, origine, grammatica. Nostalgia? Non sembra nostalgia. Sembra il senso di inadeguatezza di un poeta che vorrebbe salvare tutto il bello che c’è. Ripetiamo insieme: senso di inadeguatezza. Poi era arrivata la Maledetta Rabbia. Odiare l’estate e dirlo in un brano che esce a Giugno. Vabbè.

L’abbiamo rivisto di recente. Strappato dal buio, è apparso, fantasma che si sente ingombrante ovunque, durante un concerto di Giorgia. A cantare al femminile “Tu sei la cura” insieme a lei. L’ha scritta lui.

I meccanismi però sono quelli dell’industria, inutile girarci intorno. Ci fanno sapere dall’ufficio stampa le date dei palazzetti. Biglietti già in tasca da mesi (io).  Fottesega se Blanchito sente la pressione: attendiamo nuove canzoni.

Ascolta “Anche a vent’anni si muore” di Blanco

(aggiornamento 23 Gennaio)

Blanco Tour 2026 date e città

17.04.2026 Jesolo (VE) – Palazzo del Turismo

20.04.2026 Firenze – Nelson Mandela Forum

23.04.2026 Padova – Kioene Arena

25.04.2026 Torino – Inalpi Arena

29.04.2026 Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT

30.04.2026 Roma – Palazzo dello Sport

02.05.2026 Bari – Palaflorio SOLD OUT

03.05.2026 Bari – Palaflorio

05.05.2026 Eboli (SA) – Palasele

06.05.2026 Napoli – Palapartenope

08.05.2026 Bologna – Unipol Arena

11.05.2026 Milano – Unipol Forum SOLD OUT

13.05.2026 Milano – Unipol Forum

16.05.2026 Pesaro – Vitrifrigo Arena

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