L’ondata di omofobia continua. L’ultimo episodio di violenza inaudita ha avuto luogo a Cagliari nella serata di sabato, con un giovane vittima di un’aggressione a sfondo omofobico e una ragazza vittima di abusi, da parte degli stessi aggressori. Il racconto dettagliato arriva direttamente dai social del ragazzo, che ha descritto momenti di paura e coraggio avvenuti nel piazzale in viale Poetto.

Paolo Salis, giovane vittima dell'aggressione omofoba a Cagliari (Foto Facebook)
Paolo Salis, giovane vittima dell’aggressione omofoba a Cagliari (Foto Facebook)

Cagliari, aggressione omofoba: il racconto di Paolo Salaris

Secondo quanto riferito dal ragazzo originario di Cagliari, Paolo Salaris, tre uomini lo hanno aggredito fisicamente e verbalmente, motivati dal suo orientamento sessuale. “Non avrei mai pensato di raccontare in prima persona questo schifo, io, proprio io, l’esempio vivente di sorrisi per tutti, di generosità, di rispetto, di pace e libertà. Soprattutto di genere”, ha scritto sui social, prima di raccontare gli inauditi fatti.

Paolo ha spiegato di essere stato vittima di “un’aggressione piena di omofobia”, proprio nella sua terra di origine. Quella che sarebbe dovuta essere una serata all’insegna dell’amicizia e della spensieratezza, si è trasformata invece in una violenta aggressione ad opera di “3 Uominischifo di cui specifico l’orientamento sessuale: etero omofobi che vengono nella tana LGBTQIA+ a spezzare equilibri umani, ma anche braccia e gambe di uomini gay che escono per vivere, per divertirsi, per stare insieme”.

Insulti e spintoni

Quello che ne è scaturito, nel corso della serata, ha davvero dell’incredibile. Stando al racconto della vittima, infatti, i tre uomini avrebbero non solo insultato verbalmente i presenti, compreso lo stesso Paolo, “a suon di caghineri di m*erda devi morire”, ma anche “spintonato”. Il racconto si fa ancora più crudo: “Ho dovuto vedere tre schifosi uomini tirarsi fuori il c*zzo e pisc*are quasi sopra le mie scarpe con le luci, così, perché trasmettevano troppa gioia? Troppo colore?”, prosegue.

Oltre all’aggressione fisica, la vittima sarebbe stata anche derubata: “Ho lividi, tagli, non ho più un soldo liquido, non ho avuto più il mio telefono, le mie AirPods, tutto si sono rubati, sostenendo in modo aggressivo  che ero io ad avevo perso questi oggetti, loro sono saliti nella mia auto perché si dovevano far offrire una sigaretta, una caramella, per poi scappare qualche metro in là lasciandomi nel panico e nel dramma più totale”.

Ragazza abusata

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Oltre a denunciare l’aggressione omofobi subita, Paolo Salis ha anche denunciato un altro gravissimo fatto, sempre ad opera degli stessi uomini i quali avrebbero “abusato una ragazza che come me non è riuscita a vincere la sfida della violenza, verbale e fisica. Stupro”.

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Il giovane ha manifestato tutto il suo dispiacere per la ragazza abusata “tra una palma esotica davanti all’ippodromo e un sedile di un auto senza che nessuno la sentisse”. Paolo avrebbe atteso con lei l’arrivo dell’ambulanza, tenendole la mano, “mentre piangevi e raccontavi di sei mani che ti aprivano il pantalone, che percorrevano il tuo corpo”

“Sto sotto un treno”

Dopo quasi tre  ore di ricerche, il ragazzo sarebbe riuscito a trovare il telefono che gli era stato rubato. In seguito alle accuse rivolte ai tre uomini, avrebbe subito ulteriori spintoni e insulti. Alla fine, il dispositivo era proprio in loro possesso: “Il mio telefono era nella loro auto che suonava all’impazzata grazie alle chiamate di chi non mi vedeva più tornare in pista a regalare ilarità e sorrisi a tutti come sempre”.

Oggi, Paolo deve fare i conti con le conseguenze – soprattutto quelle psicologiche – dell’aggressione subita: “Sto sotto un treno”, racconta su Facebook, “Mi fido troppo e credo troppo negli essere umani. Ma loro non lo erano”.

Nonostante la serata da incubo, Paolo ha deciso di fare ritorno nello stesso locale, “un po’ scassato, senza un soldo, ma non mi avrete mai più. Mai più”, ha chiosato. 

Le precisazioni del locale Fico d’India

Come spiegato dal portale Castedduonline.it, l’aggressione omofoba sarebbe avvenuta nei parcheggi di Via dell’Idrovora, non all’interno del locale Fico d’India come inizialmente alcuni post social avevano lasciato intendere. Il personale del locale, intervenuto subito dopo la segnalazione, ha collaborato con le forze dell’ordine e con l’ambulanza, dando assistenza e supporto al giovane e alla donna coinvolta.

Lo staff del Fico d’India ha dichiarato: “Ci teniamo a esprimere la nostra massima vicinanza a Paolo per quanto successo ieri notte. Altresì precisiamo che gli eventi da lui descritti nel post non sono avvenuti all’interno del Fico d’India ma nei parcheggi in Via dell’Idrovora. Ribadiamo la massima vicinanza ad entrambe le persone e prendiamo le distanze da qualsiasi atto di violenza possa essere successo a chiunque della nostra clientela. Il Fico d’India rimane un posto sicuro dove potersi divertire nel rispetto di tuttə”.

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