Allo stadio San Nicola di Bari, che già di suo sembra un’astronave atterrata per errore nel calcio italiano, è andata in scena una di quelle partite che finiscono per raccontare molto più del risultato. Bari-Pescara, rigori, tensione, sudore. E poi lui: Sebastiano Desplanches, portiere classe 2003, faccia da ragazzo educato e nervi da veterano, che para due rigori come se stesse chiudendo una porta di casa al vento. Due rigori uno dopo l’altro, consecutivi. Prima alla sua destra. Poi alla sua sinistra. Gigantesco.
Desplanches non è un personaggio urlato: è nato l’11 marzo 2003 a Novara (Pesci! e te pareva!), è cresciuto tra Inter e Milan, ha attraversato Palermo e le nazionali giovanili, dove ha vinto un Guanto d’Oro mondiale Under 20. È alto 189 cm, ed è considerato tra i più promettenti portieri al mondo. Oggi difende la porta del Pescara in serie B. Con quella calma quasi metafisica che appartiene solo a chi sa aspettare l’impatto. Davanti un futuro luminoso in un qualche grande club europeo (Spoiler: no, non resterà al Pescara, e sarà già tanto se il declinante calcio italiano saprà trattenerlo in un grande club di serie A).
Visualizza questo post su Instagram
Durante Bari-Pescara ecco il momento. Gaetano Letizia, compagno di squadra, travolto dall’adrenalina, dalla gratitudine, dall’idea pura e semplice che la gioia vada condivisa subito o si perde, gli pianta un bacio sulla bocca. Breve, spontaneo, disarmante. Fine del dramma, inizio della leggenda da spogliatoio e video virale ovunque. Sulla rete locale abruzzese Rete 8, Desplanches candidamente sorride ai microfoni di un giornalista perfetto nei toni (una volta i colleghi del calcio erano tremendi, e su Youtube c’è ancora un video osceno di un noto cronista calcistico che pone domande imbarazzanti a un noto calciatore). Il portiere del Pescara non dissimula normalità: espone il proprio imbarazzo in una risata di rara leggerezza, se consideriamo il contesto calcistico, mondo di cui Gianni Infantino e Donald Trump vorrebbero esacerbare la tossicità machista. Per comprendere i contorni gravi dell’omobitransfobia nel calcio e di come questa sia una battaglia fondamentale per affrontare a viso aperto la penetrazione dell’odio anti-LGBTIAQ+ nella cultura mainstream (e cosa c’è di più popolare nel calcio), consiglio di dare un’occhiata alla sezione Calcio di Gay.it.
Visualizza questo post su Instagram
Questo gesto non sarebbe notizia, e invece. La sua leggerezza è notizia per molte di noi. Niente scandalo, niente retorica. Grazie al cielo ci è stata risparmiata anche l’ostentazione in chiave performativismo-attivistico-acchiappalike. Era solo calcio che diventa corpo, affetto, riconoscenza. E mentre il San Nicola ruggisce con i tifosi baresi ammirati e un po’ arrabbiati per la doppia parata del pescarese, Desplanches resta lì, uno dei migliori giovani portieri al mondo, con addosso la prova che anche nel calcio, ogni tanto, l’emozione vince ai rigori.
