L’ultimo affronto, probabilmente il più doloroso, vergognoso, sfacciato, anti-storico e inaccettabile.
Nella giornata di ieri il National Park Service ha rimosso la “T” dall’acronimo “LGBTQ+”, nonché qualsiasi riferimento alle persone transgender, dal sito web dello Stonewall National Monument. Il monumento, punto di riferimento nel Greenwich Village di New York, è stato il primo sito del National Park Service a riconoscere la lotta per i diritti LGBTQ+ negli Stati Uniti d’America. A volerlo fu Barack Obama, nel 2016.
La cancellazione delle persone trans dal monumento di Stonewall

Una mossa che segue quando deciso da parte della seconda amministrazione Trump, che dal 20 gennaio scorso non ha fatto altro che firmare ordini restrittivi contro la comunità trans d’America. Come riportato dal New York Times, anche la “Q+” di Queer è stata cancellata dall’acronimo.
Fino a due giorni fa sul sito NPS si leggeva: “Prima degli anni ’60, quasi tutto ciò che riguardava il vivere apertamente come persona lesbica, gay, bisessuale, transgender o queer (LGBTQ+) era illegale”.
Oggi si lgge: “Prima degli anni ’60, quasi tutto ciò che riguardava il vivere apertamente come persona lesbica, gay, bisessuale (LGB) era illegale. La rivolta di Stonewall del 28 giugno 1969 è una pietra miliare nella ricerca dei diritti civili LGB e ha dato slancio a un movimento”.
Il monumento nazionale nel West Village di New York comprende l’area circostante lo Stonewall Inn, storico bar gay dove la notte del 28 giugno del 1969 le persone queer della Grande Mela si ribellarono per la prima volta ai soprusi della polizia, e il piccolo parco che si trova dall’altra parte della strada. Il sito è dedicato al movimento per i diritti gay in America e funge da cuore pulsante della comunità lesbica, gay, bisessuale e transgender di New York. Fu qui che tutto ebbe inizio, 55 anni or sono.
Le reazioni della comunità LGBTQIA+

L’atto di cancellazione storica voluto da Trump ha scatenato non poche reazioni indignate.
La National Parks Conservation Association, organizzazione no-profit bipartisan, ha tuonato: “Il National Park Service esiste non solo per proteggere e preservare i nostri luoghi più cari, ma anche per educare i milioni di visitatori del parco nazionale sulla storia inclusiva e completa dell’America. Cancellare lettere o pagine web non cambia la storia o i contributi dei membri della nostra comunità transgender a Stonewall o in qualsiasi altro posto”, ha affermato Timothy Leonard, responsabile del programma Northeast della NPCA. “La storia è stata fatta qui e i diritti civili sono stati conquistati grazie a Stonewall. E ci impegniamo a garantire che più persone conoscano questa storia e come continui a influenzare l’America oggi. Stonewall ispira e i nostri monumenti devono continuare a includere storie diverse che accolgono e rappresentano le persone che hanno plasmato la nostra nazione”.
GLAAD ha ricordato come le rivolte di Stonewall del 1969 non sarebbero esistite senza le persone transgender.
“La decisione di cambiare ‘LGBTQ’ in ‘LGB’ sulla pagina del Monumento nazionale di Stonewall è un altro esempio dei palesi tentativi dell’amministrazione Trump di discriminare e cancellare l’eredità degli americani transgender e queer”. “La rivolta di Stonewall, un monumentale momento nella lotta per i diritti LGBTQ, non sarebbe avvenuta senza la presenza d i persone transgender e non conformi al genere. L’instancabile lavoro di Marsha P. Johnson, Sylvia Rivera e innumerevoli altre donne trans di colore ha aperto la strada e continua a ispirarci. Potete provare a cancellare la nostra storia, ma non dimenticheremo mai coloro che ci hanno preceduto e continueremo a lottare per tutti coloro che verranno dopo di noi”.
> Cosa sono i moti di Stonewall? Qui il racconto completo <
In una dichiarazione congiunta, The Stonewall Inn e la Stonewall Inn Gives Back Initiative hanno ribadito l’importanza storica di pioniere trans come Johnson e Rivera: “Siamo chiari: Stonewall è la storia transgender. Marsha P. Johnson, Sylvia Rivera e innumerevoli altre persone trans e non conformi al genere hanno combattuto coraggiosamente, e spesso a grande rischio personale, per respingere i sistemi oppressivi. Il loro coraggio, il loro sacrificio e la loro leadership sono stati fondamentali per la resistenza che ora celebriamo come fondamento del moderno movimento per i diritti LGBTQ+”. “Chiediamo l’immediato ripristino della parola ‘transgender’ sul sito web dello Stonewall National Monument”. “Non resteremo a guardare mentre le eredità dei nostri fratelli transgender vengono cancellate dai libri di storia. The Stonewall Inn e The Stonewall Inn Gives Back Initiative sono incrollabilmente solidali con la comunità transgender e con tutti coloro che lottano per la piena uguaglianza, e non ci fermeremo finché questa grave ingiustizia non sarà corretta“.
Donald Trump, 3 settimane da presidente a tinte omotransfobiche
In 3 settimane Trump ha reintrodotto il divieto per le persone trans di prestare servizio nell’esercito, ha ordinato la cancellazione del terzo genere dai documenti e la restrizione dell’assistenza sanitaria di genere per le persone trans di età inferiore ai 19 anni, ha cancellato LGBTIQ, trans e non binary dai documenti scientifici, ha vietato alle donne trans di poter partecipare a sport scolastici, ha fatto sparire Matthew Shepard e Nex Benedict dal sito della Casa Bianca e vietato le bandiere LGBTIAQ+ dagli edifici statali; ha smantellato i programmi di diversità, equità e inclusione (DEI) nel governo federale; ha pubblicato un documento dal titolo inquietante “difendere le donne dall’estremismo dell’ideologia di genere e ripristinare la verità biologica al governo federale”; ha voluto un ufficio della Fede alla Casa Bianca e bloccato aiuti per la PrEP a uomini gay e sex workers, oltre ad aver litigato a distanza con la vescova Budde, che ha osato chiedere pubblicamente “misericordia” per la comunità LGBTQIA+ e i migranti.
Visualizza questo post su Instagram
© Riproduzione riservata.

Cosa ne pensi?