40enne attore francese diventato celebre grazie al ruolo di Hervé André-Jezak nella strepitosa serie Netflix Chiami il mio Agente, Nicolas Maury è attualmente al Festival di Cannes in quanto presidente di Giuria della Queer Palm, che dal 2010 premia il miglior film a tematica LGBT nel corso del Festival.
Intervistato da Arianna Finos de LaRepubblica, Maury, lo scorso anno esordiente alla regia con l’applaudito My Best Part, ha rivendicato con orgoglio il suo voler vivere la propria omosessualità apertamente.
Nonn mi importa di essere etichettato, da attore e regista ho la responsabilità di metterci la faccia pensando ai ragazzini e alle ragazzine che sono come me e magari pensano al sucidio. Se mi vesto in questo modo non è per narcisismo ma per celebrare la differenza. Che ci provino a etichettarmi, sono un artista. Voglio fare le cose in cui credo e se qualcuno mi trova troppo gay o femminile, pazienza. Jodie Foster mi ha detto che apprezza il mio lavoro. Lei è la mia musa come artista e regista.
Eppure Nicolas riceve omofobia quotidiana, sui social. Nel pieno della pandemia e del lockdown leggeva poesie in diretta Instagram, con reazioni sconcertanti: “Dozzine di insulti e minacce, sapevano dove abitavo, dicevano che avrebbero bruciato il mio gatto. È stato orribile, mio nipote è rimasto scioccato. Spaventoso“. Maury, che si dice felice di aver potuto “raccontare di un gay non in una storia estrema ma nella quotidianità” grazie a Chiami il mio Agente, ha sempre saputo di essere omosessuale, e anche per questo ringrazia i propri genitori: “mi hanno sempre accettato per come sono, a scuola già mi era tutto chiaro, sono fragile ma molto forte. Il coraggio me l’ha dato il teatro, quando ho deciso di costruire il mio corpo e stare di fronte al pubblico. Non per essere potente, solo per essere vivo. Le parole dei poeti sono diventate la mia arma“.
Franck Finance-Madureira, fondatore della Queer Palm, ha voluto dedicare questa 11esima edizione “a coloro i quali hanno sofferto nella loro anima e nel loro corpo durante quest’ultimo particolarissimo anno“.
Insieme a Maury, ad assegnare il riconoscimento saranno la giornalista e regista Josza Anjembe, l’attrice e produttrice Roxane Mesquida, il designer Vahram Muratyan e la cantante e attrice Aloïse Sauvage. Tra i papabili vincitori in Concorso, Benedetta di Paul Verhoven, Compartment n°6 di Juho Kuosmanen, La Fracture di Catherine Corsini, Les Olympiades di Jacques Audiard, Titane di Julia Ducournau e Everything Went Fine François Ozon.
Nei giorni scorsi Jodie Foster, presentatasi sul red carpet mano nella mano con sua moglie, è stata celebrata con una Palma d’Oro alla carriera.
