Superato il giro di boa, e con il nostro Paolo Sorrentino ancora atteso sulla Croisette, il Festival di Cannes è stato travolto dal ciclone Emilia Perez, nuovo attesissimo film del 72enne Jacques Audiard, già Palma d’oro per Dheepan – Una nuova vita, Grand Prix Speciale della Giuria per Il profeta e Prix du scénario per Un héros très discret.
Un’opera in corsa anche per la Queer Palm, che segue Rita (Zoe Saldaña), avvocatessa di Città del Messico che viene assunta dalla leader di un cartello della droga (Karla Sofia Gascón) che le chiede di aiutarlə a fuggire dal Messico con i suoi figli, sua moglie Jessi (Selena Gomez) e a sottoporsi a un intervento chirurgico di affermazione di genere in modo che possa finalmente vivere come una donna.
Emilia Pérez è stata ampiamente lodato dalla critica, con una standing ovation di 10 minuti durante la proiezione con il pubblico. La cosa che ha stupito maggiormente è lo straordinario mix di generi, perché Emilia Perez è un gangster movie nonché un thriller, ma anche un musical.
“Uno di quei film in cui la descrizione su una pagina non può rendere giustizia al delirio che si vive sullo schermo“, ha scritto Rolling Stone.
Vanity Fair ha parlato di un “cinema sincero e sentimentale“, mentre in tanti hanno sottolineato come il film esplori la transizione in quanto parte del viaggio del personaggio, come “primo atto di una storia molto più ampia“.
“Con Emilia Pérez, [Audiard] ha creato qualcosa di fresco, pieno di vitalità e commozione“, ha aggiunto Hollywood Reporter, mentre Indiewire ha parlato di un film “stilisticamente indimenticabile, ma mancano canzoni davvero buone e memorabili“.
“Non è che Audiard è tornato, è al suo massimo. Un film totalmente personale, che trova un punto nello spettro che esiste tra Almodovar e Sollima che è pazzesco. L’unica maniera possibile di parlare di memoria, passato, violenza e trasformazione”, ha scritto Gabriele Niola per Badtaste.
“Para-musical, transizioni di genere e Messico: Jacques Audiard mette le idee, e non solo, in Concorso”, ha aggiunto Federico Pontiggia per Cinematografo.
“A Cannes sono fioccati i paragoni con Almodovar, chiaramente per affinità tematiche, con la differenza che Almodovar lavora di solito sulla suspense sentimentale, cioè sul mélo, mentre Audiard sa perfettamente come si gira un thriller, e si capisce che si diverte. Il film è colorato, trascinante, generoso, e ha un finale classico da gangster movie”, ha scritto Giorgio Viaro per BestMovie.
“Grandissimo cinema che scorre come un fiume in piena“, ha scritto Marzia Gandolfi per MyMovies. “Un film a misura di Jacques Audiard: smisurato, enfatico, barocco, imprevedibile“.
Ma chi è Karla Sofía Gascón, 52enne attrice spagnola che interpreta Manitas, leader del cartello messicano della droga? Karla è una donna trans che ha denunciato i pregiudizi che la comunità trans deve affrontare continuamente, anche nel cinema.
“Le persone trans sono soggette a insulti o minacce di morte perché esistono. In Messico si usano frasi oscene quando ci si rivolge alle persone trans. Può essere disgustoso. Le persone trans sono semplicemente persone normali”. “Dobbiamo continuare a lottare per i nostri diritti. Abbiamo il nostro corpo e possiamo cambiarlo”.
Ad oggi non esiste ancora una data d’uscita italiana, per Emilia Perez. Il film arriverà nelle sale francesi il 28 agosto 2024. Nell’attesa, tra pochi giorni potrebbe salutare Cannes con non pochi riconoscimenti.
“Trans people are just normal people,” Spanish actress Karla Sofía Gascón said when asked about her non-binary character in Jacques Audiard’s ‘Emilia Perez’ #cannes2024. pic.twitter.com/BRECoys9jV
— Deadline Hollywood (@DEADLINE) May 19, 2024

