Caraibi, depenalizzata l’omosessualità a Santa Lucia

Il clima nella regione resta ostile, dopo i due ricorsi contro le leggi anti-sodomia respinti a Saint Vincent e Grenadine. Lo scorso marzo Trinidad e Tobago ha reintrodotto la criminalizzazione LGBTIQ+.

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Caraibi: Santa Lucia ha depenalizzato l'omosesssualità. A sinistra alcun* attivist* dell'ong ECADE.
Caraibi: Santa Lucia ha depenalizzato l'omosesssualità. A sinistra alcun* attivist* dell'ong ECADE.
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Con una decisione che farà giurisprudenza, la Corte Suprema dei Caraibi Orientali ha dichiarato incostituzionali gli articoli 132 e 133 del codice penale di Santa Lucia, che criminalizzavano la sodomia e l’indecenza grave tra adulti consenzienti. La sentenza segna la definitiva abolizione della legge anti-omosessualità nel piccolo Stato caraibico. Restano più di 60 i Paesi nel mondo in cui relazioni tra persone dello stesso sesso sono ancora punite dalla legge.

A guidare il ricorso è stata l’Eastern Caribbean Alliance for Diversity and Equality (ECADE), assieme all’associazione locale United and Strong. “Questa sentenza dimostra che i nostri Caraibi possono e devono essere un luogo in cui tutte le persone sono libere e uguali di fronte alla legge”, ha dichiarato Kenita Placide, direttrice esecutiva di ECADE’. “Abbiamo lottato per anni per vedere riconosciuti i diritti, la vita e la dignità delle persone LGBTQ+ a Saint Lucia e in tutta l’Organizzazione degli Stati dei Caraibi Orientali”. Per Ilga World si tratta di un “monumentale passo in avanti“.

Le conseguenze della legge britannica

Sebbene la cosiddetta “buggery law” fosse raramente applicata a Santa Lucia, ha prodotto effetti devastanti sulla vita delle persone LGBTQ+: isolamento familiare, esclusione sociale, discriminazioni sul lavoro, brutalità poliziesche e violenze sessuali. Il Forum caraibico per la liberazione e l’accettazione di generi e sessualità (CariFLAGS) ha evidenziato come queste norme, retaggio dell’epoca coloniale britannica, abbiano alimentato stigma e sofferenza psicologica per generazioni.

Due settimane fa la stessa ECADE aveva lanciato la campagna #JusticeForAll per promuovere il rapporto 2024–25 sulle interazioni tra forze dell’ordine e persone LGBTQ+ nei Caraibi orientali. La campagna, appena partita, si impegna a chiedere una formazione specifica per la polizia, delle riforme concrete e un coinvolgimento della comunità LGBTIQ+ nelle decisioni che la riguardano.

 

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La situazione nei Caraibi

La vittoria arriva in un contesto regionale ostile. ECADE parla della sentenza di Santa Lucia come di “un faro di speranza in un contesto di recenti battute d’arresto“. Nel 2024, due ricorsi contro le leggi anti-sodomia sono stati respinti a Saint Vincent e Grenadine, mentre a marzo una corte d’appello di Trinidad e Tobago ha deciso per la recriminalizzazione dei rapporti omosessuali. Ma Saint Lucia segue il percorso di Antigua e Barbuda, Barbados, Dominica e St. Kitts and Nevis, che negli ultimi anni hanno già abrogato le loro leggi anti-LGBTQ+. Quella di Santa Lucia diventa così la quarta importante sentenza in un ricorso legale regionale presentato in cinque paesi caraibici su cui ECADE è presente con le sue attività dal 2020. È in stallo la richiesta di abrogazione in Giamaica.

La sentenza di Santa Lucia rappresenta un precedente vincolante per tutti i Paesi dell’area OECS, tra cui Anguilla, Grenada, Montserrat e le Isole Vergini Britanniche. “Questo verdetto non è solo una vittoria in tribunale”, ha aggiunto Placide, “ma anche un passo verso la giustizia per tutte le persone che hanno perso la vita semplicemente per essere sé stesse”.

Nel mondo i paesi che criminalizzano ancora oggi l’omosessualità sono più di 60.

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Comunicato ufficiale di ECADE

La speranza nei Caraibi orientali si rinnova con la vittoria LGBTQ+ di Santa Lucia

(Castries, 29 luglio 2025) In un passo monumentale per i diritti umani nei Caraibi orientali, la Corte Suprema dei Caraibi orientali ha dichiarato che gli articoli 132 e 133 del Codice Penale, che criminalizzano la sodomia e gli atti osceni, sono incompatibili con vari diritti costituzionali tutelati dalla Carta dei Diritti della Costituzione di Santa Lucia. L’Eastern Caribbean Alliance for Diversity and Equality (ECADE), insieme a United and Strong, accoglie con favore questa sentenza storica. Rappresenta un faro di speranza in un contesto di recenti battute d’arresto, come le delusioni a Saint Vincent e Grenadine e a Trinidad e Tobago, che hanno messo a dura prova l’impegno della nostra regione per l’uguaglianza.

La sentenza dell’Onorevole Giudice Innocent ha dichiarato che gli articoli 132 e 133 del Codice Penale di Santa Lucia, che criminalizzano l’intimità consensuale tra persone dello stesso sesso in privato, violano i diritti alla protezione della legge, alla privacy, alla vita, alla libertà, alla sicurezza della persona, alla libertà di espressione e alla protezione dalla discriminazione basata sul sesso (interpretato in modo da includere l’orientamento sessuale). Affermando così che tali leggi dell’era coloniale sono incompatibili con i moderni principi democratici e la dignità umana.

Si tratta della quarta importante sentenza in un ricorso legale regionale in cinque paesi guidato da ECADE dal 2020, dopo sentenze simili ad Antigua e Barbuda (giugno 2022), Saint Kitts e Nevis (agosto 2022) e Barbados (dicembre 2022).

Nonostante la scarsa applicazione, queste leggi obsolete hanno a lungo alimentato stigma, discriminazione e violenza. La Corte, dichiarando queste disposizioni incostituzionali e ordinando che la legge sia interpretata in modo da eliminare qualsiasi linguaggio discriminatorio e riconoscere i diritti di tutti gli adulti consenzienti, indipendentemente dal genere, afferma la dignità e l’umanità delle persone LGBTQ+ a Santa Lucia.

Kenita Placide, Direttore Esecutivo di ECADE e sostenitrice di lunga data dei diritti LGBTQ+ a Santa Lucia, ha accolto con favore la decisione:

“Questa decisione è profondamente personale. Per molti anni abbiamo lavorato per la tutela dei diritti, della vita e della dignità delle persone LGBTQ+ a Santa Lucia e nell’OECS. La sentenza odierna non è solo una vittoria in tribunale, ma rappresenta anche un passo avanti verso la giustizia per le tante vite perse a causa della violenza semplicemente per essere se stesse. Dimostra che i nostri Caraibi possono e devono essere un luogo in cui tutte le persone sono libere e uguali di fronte alla legge”.

ECADE elogia il coraggio dei ricorrenti e del team legale, guidato dal Senior Counsel Douglas Mendes e dall’avvocato Veronica Cenac. Questo caso segna un’altra svolta in un movimento crescente nei Caraibi per abrogare le leggi discriminatorie e affermare i diritti LGBTQ+. Questa sentenza conferma ciò che abbiamo sempre saputo: che le persone LGBTQ+ di Santa Lucia meritano di vivere senza timore di criminalizzazione.

ECADE rimane ferma nel suo impegno, su una serie di questioni, per promuovere la giustizia, l’uguaglianza e la dignità per tutte le persone LGBTQ+ e altri gruppi vulnerabili nei Caraibi orientali e oltre.

© Riproduzione riservata.

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