Negli Stati Uniti non si attenuano le proteste per l’uccisione a sangue freddo di Renee Nicole Good, moglie, madre, poetessa, cantante, cristiana devota ed essere umano “estremamente compassionevole” vergognosamente definita “terrorista domestica” dalla Casa Bianca.
La Casa Bianca diffama Renee Nicole Good
37 anni, Renee è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) mercoledì mattina, a Minneapolis, mentre era a bordo della sua auto. Il video dell’omicidio ha fatto il giro del mondo, con l’amministrazione Trump che da 24 ore prova a ribaltare la realtà, l’evidenza, diffamando la vittima per salvaguardare il suo assassino, tutelato a prescindere, come sottolineato dal vicepresidente USA.
Secondo JD Vance l’agente dell’ICE stava “semplicemente facendo il suo lavoro“, con il potenziale futuro presidente degli Stati Uniti che ha definito Renee Nicole Good “una pazza di sinistra che ha tentato di investirlo“. Kristi Noem, ministra dell’Interno, ha invece parlato di “un atto di terrorismo domestico”, con le reti nazionali megafono dell’ultradestra che hanno iniziato ad attaccare Renee, perché “aveva i pronomi nella bio Instagram e lascia dietro di sé una partner lesbica e un figlio da un precedente matrimonio“. Come se tutto ciò potesse giustificare un assassinio di Stato. Nel frattempo l’FBI ha tolto le indagini alle autorità locali, facendo ampiamente ipotizzare un insabbiamento a tutela dell’agente che Trump ha catapultato “in ospedale, in fin di vita“, seppur visto tranquillamente camminare, sorridente, dopo aver ucciso Renee, in più video finiti sui social.
Renee Nicole Good, donna amorevole, comprensiva e affettuosa
Se il tycoon ha definito Renee Nicole Good una “agitatrice professionista“, la sua famiglia piange una madre “amorevole, comprensiva e affettuosa” di tre figli, che amava scrivere e non era particolarmente attiva politicamente.
Good aveva tre figli: un quindicenne e un dodicenne, nati dal suo primo matrimonio, e un bambino di 6 anni avuto dal suo secondo matrimonio con Timmy Ray Macklin Jr., morto nel 2023 all’età di 36 anni. Renee stava tornando a casa dopo aver accompagnato a scuola il figlio più piccolo quando gli agenti dell’ICE l’hanno uccisa. Il video di una donna che la piangeva sconvolta sulla scena del crimine riferendosi a lei come a sua moglie ha fatto emergere l’appartenenza alla comunità LGBTQIA+ di Renee, che sul proprio profilo Instagram aveva l’emoticon di una bandiera rainbow. L’identità della donna, presunta compagna di Good, non è stata ancora rivelata.
Renee era una cittadina statunitense nata in Colorado, che negli anni aveva vissuto a Kansas City, Missouri, prima di trasferirsi in Minnesota l’anno scorso. In precedenza aveva lavorato come assistente odontoiatrica presso una cooperativa di credito, per poi diventare mamma a tempo pieno. Renee Good era una poetessa con la passione per il canto. L’ex marito l’ha ricordata come una devota cristiana che aveva partecipato a viaggi missionari in Irlanda del Nord, da giovane, e aveva preso parte a un coro durante il liceo. Il suo amore per il canto l’aveva poi portata a studiarlo all’università, per poi dedicarsi totalmente alla scrittura. Renee si era laureata in inglese nel dicembre 2020 presso la Old Dominion University, in Virginia, vincendo anche un premio per una delle sue poesie, con tanto di podcast realizzato con il suo secondo marito.
Checché ne dica la Casa Bianca, Renee non era una terrorista, nè un’attivista. Era una creativa nell’animo. L’ex marito ha precisato che non aveva mai partecipato ad alcuna protesta nè aveva precedenti penali, a parte una sola multa per divieto di sosta. Era incensurata. Sua madre, Donna Ganger, ha confermato il tutto allo Star Tribune: “non faceva parte di nulla del genere“, riferendosi alle proteste in corso contro l’ICE che da mesi incendiano l’America.
La GLAAD, principale associazione LGBTQIA+ d’America, ha così voluto ricordarla: “Renee Nicole Good dovrebbe essere ancora viva. È stata assassinata dall’ICE dopo aver lasciato la figlia mercoledì 7 gennaio a pochi isolati da dove viveva con sua moglie e la famiglia a Minneapolis, Minnesota. Sua madre, Donna Ganger, ha dichiarato al Minnesota Star Tribune: “Renee era una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto. Era estremamente compassionevole. Si è presa cura degli altri per tutta la vita. Era amorevole, comprensiva e affettuosa. Era una persona straordinaria”. I nostri cuori sono rivolti a tutti coloro che hanno conosciuto e amato Renee. L’ICE deve smettere di terrorizzare le nostre comunità”.
Nella giornata di ieri è stata aperta una raccolta fondi, per aiutare i suoi figli che saranno costretti a crescere senza madre, con 1.399.098 dollari raccolti e quasi 40.000 donazioni.

