Monica la intervisto al telefono. Ha dormito in questi giorni la pasionaria delle unioni civili: si è finalmente riposata nella sua casa nel grossetano, insieme al marito. “Grazie al cielo”, le dico, “il tuo cellulare non prende nella tua casa di campagna”: e lei ride. E’ più serena, finalmente.

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Monica, ti sei riposata in questo weekend?

Sì, devo dire che qui in campagna, dove il telefono non prende, si dorme meravigliosamente.

Con che animo sei tornata alla tua vita reale?

Con interrogativi e tristezze. Interrogativi sugli errori che ho fatto, se ne ho fatti. Tristezze perché comunque mi sentivo la zia di tanti bambini delle famiglie arcobaleno e forse non é più così.

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Sulla stepchild, credi sia stato un errore puntarci troppo, aver pensato che potesse passare sicuramente e forse aver creato anche un’illusione in tal senso? O era giusto provarci fino in fondo?

Io non sono mai andata da sola dal punto di vista politico: sono una formica in parlamento ed ho sempre condiviso tutto coi vertici del mio partito. Ci siamo sempre detti: si può andare avanti anche sull’articolo 5 ed era giusto provarci. Quando si dà riconoscimento alla coppia dello stesso sesso, non si può escludere anche il riconoscimento della loro potenziale genitorialità. Escludere l’articolo 5 è quindi davvero un vulnus della legge, oltre che un buco nel mio cuore. Credo comunque alla luce del tradimento del movimento 5 stelle, fosse l’unica strada possibile per portare a casa la legge.

A chi nella comunità lgbt vede il bicchiere mezzo vuoto cosa ti senti di dire?

Io dico che il testo 2081, quarta versione del mio testo originario, è interamente riportato nel maxi-emendamento del Governo e lo era anche di più perchè conteneva l’adozione nel cosiddetto maxi-canguro del collega Marcucci. La volontà del Partito Democratico di portare a casa il nostro impegno completo – unioni civili e stepchild – era nel canguro Marcucci: se fosse già stata esclusa lì l’adozione, allora si poteva anche accusare il PD di non averci provato fino in fondo.

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Ed a chi dice che sono briciole quelle concesse?

Dico che voi andrete davanti al vostro Sindaco come ci vado io se dovessi fare un matrimonio civile, che il vostro Sindaco vi leggerà una formula che vi impegna in tutto e vi riconosce la vita familiare, che avrete tutti i diritti sociali dei coniugi (assegni familiari, reversibilità della pensione, congedi parentali, sussidi e così via), che avrete l’asse successorio come moglie e marito con la quota di legittima, che vi divorzierete come lo facciamo noi eterosessuali. Nell’equiparazione difficilissima tra matrimonio e unioni civili, mancano davvero poche cose: manca l’obbligo della fedeltà, l’adozione legittimante e quella speciale e poi c’è di fatto tutto.

Parliamo dei figli. Che cosa dici alle famiglie arcobaleno?

Ricordo loro l’ultima frase del punto 20 del maxi-emendamento, che dice che restano applicate tutte le leggi sull’adozione in vigore, ivi compreso l’articolo 44 comma 1 che ha permesso e permetterà ai giudici di dare l’adozione speciale tutte le volte che l’interesse del minore è superiore a qualsiasi altra cosa. Nessuno ha legato le mani ai magistrati, quindi.

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La ministra Boschi ha annunciato una iniziativa per la revisione della legge sulle adozioni. Che ne pensi?

Sì, la strada è quella segnata dalla Ministra, con la revisione completa della vecchia legge sulle adozioni che rimetterà mano all’istituto dell’adozione in tutti i sensi, partendo da un presupposto fondamentale: sarà una legge per i bambini, perché ogni bambino ha diritto ad una famiglia. Capiamo quale è la famiglia migliore per ogni singolo bambino.

Che valutazione dai dell’obbligo di fedeltà e del divorzio lampo? E’ vero, come ci ha detto la costituzionalista che abbiamo intervistato l’altro ieri, che sono due elementi che fanno dire che in questo caso c’è una discriminazione al contrario, cioè a svantaggio degli eterosessuali sposati?

Certo. Noi abbiamo fatto una legge moderna, che esce da questi schemi antichi per cui uno dei due partner deve essere sottomesso all’altro. Non vi dimenticate che la fedeltà è il retaggio culturale contro le donne ed era alla base del delitto d’onore, abolito solo negli anni ’70. L’obbligo di fedeltà non c’è in nessuna legge europea ed abbiamo quindi fatto benissimo a toglierlo, tant’è che abbiamo già proposto di toglierlo dagli obblighi delle coppie sposate. La fedeltà è un legame d’amore, che nasce dal tuo impegno verso la donna che ami: non è certo un obbligo di legge.

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Stessa cosa per il divorzio immediato?

E’ quello che ci riporta in Europa a testa alta. In questo la legge sulle unioni civili è stata l’avanguardia di ciò che dovrà succedere per le coppie eterosessuali sposate.

Quanto pesa anche umanamente – penso ai rapporti con Alberto Airola – quello che hai definito il tradimento dei grillini?

Per me è stato un fatto gravissimo con cui non riesco con me stessa a trovare pace. Io penso che prima dei rapporti politici ci siano sempre dei rapporti umani perché ho lavorato per due anni con colleghi che addirittura non hanno fatto emendamenti e che sfidavano il mio Partito dicendo che se la legge verrà depauperata non avrebbero votato la legge. Li consideravo i miei principali alleati e contavo sui loro voti. Credo però che anche loro siano stati vittime di un meccanismo politico che vige all’interno del loro movimento: il direttorio ha imposto loro una volontà che non era la loro.

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Il 5 marzo che fai?

Sono a Palermo ad una grandissima assemblea con le associazioni e con il mio capogruppo in Commissione Giustizia Lumia. Faccio l’assemblea il 4 sera ed il 5 mi godo, da siciliana, un pezzo delle mie radici.

Che valutazione dai della manifestazione del 5 a Roma, pur con gli aggiustamenti di ieri sera?

Se la manifestazione del 5 ripropone la positività delle piazze del 23 sarà una bellissima manifestazione propositiva che mette in movimento sempre un passo avanti alla politica e lo segna come l’essere avanguardia della lotta per i diritti e le libertà. Se la piazza del 5 dirà ‘bene così ma è solo il primo passo’ per le adozioni ed il matrimonio egualitario, io mi sento di dire che sarà anche la mia piazza: credo di aver dimostrato la mia totale estraneità di interessi personali, come ha simpaticamente detto Crozza l’altra sera, sottolineando che io non sono neppure lesbica…. Una piazza propositiva, che dica abbiamo fatto il primo gradino di una scala sulla quale ancora ci sono molte cose da fare come l’adozione ed il matrimonio egualitario.

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C’è chi sottolinea che il primo passo da fare è innanzitutto quello di approvarla alla Camera e paventa rischi che possano arrivare dalla piazza del 5. Il percorso è così scontato?

Un po’ di sano realismo fa bene a tutti. Ci stiamo già dividendo tra favorevoli e contrari dopo solo il primo voto del Senato. Il percorso è sempre un campo minato, attenzione: la Camera dovrà decidere entro 40 giorni, votarla e portarla a casa. Basterà cambiare una virgola per far sì che la legge debba tornare al Senato è lì morire. Vi prego di considerare le mie parole come un serissimo campanello d’allarme: basta cambiare una parola perché la legge muoia. Rispetto a questo bicchiere mezzo pieno, avremo il nulla. Mi sento di fare un appello agli organizzatori del 5 marzo: l’irrigidimento di alcune posizioni ed il depauperamento dei valori che sono invece nella legge approvata al Senato, può portare qualcuno a dire tanto peggio, tanto meglio e favorire tutti i nostri nemici che comunque esistono, sono ancora forti e parlano di ricatto a Renzi sul referendum costituzionale. Cercare di arrivare all’approvazione alla Camera con animo più sereno da una parte e dall’altra sicuramente aiuterà. Ricordiamoci poi che serve poi la firma di Mattarella ed il decreto sull’anagrafe entro trenta giorni. Dobbiamo quindi tutti insieme essere responsabili.

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