Dopo la senatrice Pd Monica Cirinnà, che ha ufficialmente chiesto alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e ai colleghi di maggioranza di calendarizzare una delle tante proposte di legge contro l’omotransfobia presenti in Parlamento, è toccato al Ministro per le pari opportunità e la famiglia e le disabilità Elena Bonetti celebrare il Coming Out Day.

La deputata, ex PD e ora Italia Viva, ha ricordato come “purtroppo moltissime persone LGBT+ nel mondo vivono in Paesi dove a causa dell’orientamento sessuale o discriminazioni di genere si può finire in carcere, essere torturati, uccisi“.

Questa giornata deve ricordarci che la strada da percorrere per garantire la libertà di essere se stessi è ancora lunga. Dobbiamo impegnarci perché le nostre comunità sappiano accogliere ogni persona nel suo valore unico e irripetibile, garantendo pieni diritti civili a tutti e a ciascuno.

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Belle e importanti parole, per quanto la Bonetti non sia più all’opposizione, come pochi mesi fa, bensì membro attivo di un Governo a parole nettamente favorevole ad una legge contro l’OmoTransfobia. Movimento 5 Stelle, Pd e LEU si dicono pronte ad intervenire, se non fosse che in Senato stagnino da mesi, per non dire anni, proposte ad hoc puntualmente lasciate a marcire in pregni cassetti.

Questa giornata, cara ministra, dovrebbe ricordarci e soprattutto ricordarvi che esistono migliaia di persone, in Italia, che fuggono dal coming out proprio perché impaurite dalle eventuali conseguenze, figlie di un’omofobia da tempo insostenibile. Che proprio voi, membri del Governo Conte II, potreste finalmente rendere ufficialmente illegale. E allora cosa state aspettando?

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