Vogliono vietare anche i Pride?

Il Governo Meloni punisce i rave e non solo: con l'art 434bis c.p. sono a rischio proteste in piazze, università, scuole. E poi?

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Il Governo Meloni ha emanato un decreto legge (art. 434bis c.p.) nel quale si vietano i rave.

Denominato già “decreto manganello”, l’iniziativa del Governo ha sollevato perplessità non solo nelle opposizioni, ma anche negli ambienti giudiziari. Il Ministro della Giustizia Piantedosi ha spiegato che l’unico intento è quello di arginare il fenomeno dei rave party, ma a leggere bene il testo del decreto – che dovrà essere comunque approvato dal Parlamento, dove potrebbe essere modificato – più di qualcuno ha legittimamente sospettato che l’estrema destra italiana stia ponendo le prime basi per una torsione autoritaria che mina la libertà di dissenso.

Poco valgono le spiegazioni del Ministro Piantedosi che assicura – a parole – che nei decreti attuativi la norma sarà circoscritta ai rave. Un decreto del Governo infatti non è legge, ma dovrà essere il Parlamento ad approvare. È quindi proprio ora, hic et hunc, il momento di far sentire la voce di chi non è disposto a lasciare che questa destra metta a ferro e fuoco la libertà di dissenso. Pride incluso.

“Questa legge è un mostro liberticida che attacca l’articolo 17 della Costituzione. I rave sono la scusa, obiettivo è reprimere manifestazioni in scuole, università, piazze.” Alessandro Zan (PD)

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“Se questa estrema destra pensa di affrontare la grave crisi sociale ed economica in atto con norme liberticide che comprimono
gli spazi di dissenso delle persone, troverà la più ferma opposizione da parte del fronte democratico e progressista, dentro e fuori il Parlamento.” Rachele Scarpa (PD)

“È pericolosa per la libertà e la sicurezza: la norma prevede sanzioni sproporzionate e non delinea in modo certo la fattispecie, prestandosi a una discrezionalità tale da poter colpire anche manifestazioni di protesta”. Elly Schlein (PD)

Cosa prevede la norma  Art. 434-bis

Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica. (…) Consiste nell’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica. Chiunque organizza o promuove l’invasione di cui al primo comma è punito con la pena della reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000. Per il solo fatto di partecipare all’invasione la pena è diminuita.

 

Il decreto manganello vieterà anche i Pride?

Sulla base di questa norma, se qualche amministratore locale (magari in una città governata da Lega o FdI) dovesse avanzare possibili rischi di sicurezza (come già accaduto in passato), potremmo vedere cancellate le parate dei Pride?

È accaduto soltanto poche settimane fa in Serbia. Il governo sovranista ha cercato
di bloccare l’EuroPride di Belgrado millantando questioni di sicurezza.

Il Governo Meloni si configura sempre più come l’esecutivo che vuole portare l’Italia verso l’est Europa dei governi autoritari, come Polonia e Ungheria.

 

 

cover: Yannis Papanastasopoulos on Unsplash

© Riproduzione riservata.

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