Coraggio contro l’odio: la storia del giovane pugliese di 17 anni che ha sfidato l’omofobia

Un episodio di omofobia in Salento: è sufficiente denunciare per fermare l'odio?

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Il 17enne ha avuto il coraggio di denunciare: un comportamento civile encomiabile.
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Un tranquillo venerdì sera di fine settembre si trasforma in un incubo di omofobia per un giovane di 17 anni del basso Salento, aggredito verbalmente e minacciato per la sua omosessualità. Quello che sembrava un semplice incontro casuale fuori da un bar, si è rivelato un episodio di brutale omofobia che ha segnato profondamente il ragazzo. Ma c’è una svolta coraggiosa e civicamente encomiabile: il ragazzo ha reagito con coraggio e dignità. Ne dà racconto Francesco Oliva su Repubblica Bari.

Era il 23 settembre 2022, seduto all’esterno di un locale insieme alla sorella e un amico, il giovane era stato avvicinato da un gruppo di sei-sette coetanei. Tra loro, alcuni ex compagni di scuola che, riconoscendolo, non hanno esitato a scagliarsi contro di lui con insulti omofobi: “Fru fru” e “R****”. Il ragazzo ha tentato di rispondere pacatamente, cercando un dialogo, ma il branco ha subito alzato il tiro. Le parole si sono fatte sempre più pesanti, fino a minacce di una gravità scioccante:

“Quelli come te dovevano finire come gli ebrei”, “So dove abiti, ti vengo a cercare”.

Tornato a casa in lacrime, il ragazzo ha trovato la forza di confidarsi con i suoi genitori, raccontando quanto accaduto. Da lì, la decisione di denunciare l’accaduto ai carabinieri, senza lasciarsi intimidire dalla violenza verbale subita. Un atto di grande coraggio che ha permesso l’apertura di un’inchiesta penale, con l’imputato principale, coetaneo della vittima, che ora dovrà affrontare il processo davanti al tribunale dei minori con l’accusa di istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale ed etnica, oltre alla minaccia.

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Ciò che colpisce in questa vicenda, oltre alla brutalità degli insulti, è il tentativo dell’aggressore di proseguire la sua opera di intimidazione anche dopo l’accaduto. Qualche ora più tardi, infatti, il 17enne vittima degli insulti, riceve un messaggio sui social dallo stesso aggressore:

“Ieri sera ho avuto un imprevisto molto traumatico, ho visto un r**** che ha deciso di denunciarmi perché ho espresso un parere su quelli come lui”.

Ma il giovane non si lascia intimidire e risponde a tono, ricordando che insulti e minacce non sono un’opinione.

In Italia, come noto, il DDL Zan non è stato approvato, lasciando un vuoto normativo importante nella lotta contro l’omobitransfobia. Tuttavia, è fondamentale ricordare che le leggi attuali offrono comunque strumenti per perseguire chi aggredisce o insulta persone LGBTQ+. Episodi di violenza verbale o fisica, come quello accaduto al 17enne salentino nel 2022, non possono essere tollerati e vanno sempre denunciati. Anche senza il DDL Zan, chi si rende colpevole di discriminazione, minacce o istigazione all’odio può essere punito grazie alle normative vigenti. Denunciare è un atto di coraggio e un passo necessario per garantire giustizia, proteggendo la dignità e i diritti di ogni individuo.

Qui le notizie di Gay.it su fatti di omofobia e transfobia.

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