La Football Association ha multato il Cardiff City di 15.000 sterline dopo che i tifosi del club hanno rivolto cori omofobi contro il Chelsea.
Il Chelsea, squadra di Premier League, ha battuto il Cardiff, formazione di League One, per 3-1 nei quarti di finale di EFL Cup al Cardiff City Stadium il 16 dicembre del 2025.
Durante il match partirono i tristemente celebri cori contro il Chelsea, che è da decenni la squadra più insultata dai tifosi inglesi con il coro “Chelsea rent boy”. Un “rent boy”, nello ‘slang’ britannico, è un giovane che si prostituisce. Nella cultura inglese è da sempre associato all’area del West End di Londra, in cui rientra anche Chelsea. Tra gli anni ’60 e ’70 molti giovani uomini trasferitisi nella capitale si prostituivano per arrivare a fine mese. Il distretto di Earls Court, a Chelsea, ospitava molti locali ‘gay friendly’. Negli ultimi tre decenni il coro “Chelsea rent boy” è diventato un insulto omofobo, con la federazione inglese che ha finalmente iniziato a punire le tifoserie che continuano ad intonarlo.
“Una commissione disciplinare indipendente ha sanzionato il Cardiff City FC per aver violato i regolamenti FA E21.1 e E21.4 durante la partita di EFL Cup contro il Chelsea FC, disputata martedì 16 dicembre 2025”, si legge nel comunicato ufficiale della Football Association. “L’accusa è che, intorno al secondo minuto di gioco, il Cardiff City FC non abbia garantito che i propri spettatori e/o tifosi (e chiunque si presentasse come tale) non utilizzassero linguaggio o si comportassero in modo improprio, offensivo, abusivo, indecente o insultante, inclusi riferimenti, espliciti o impliciti, all’orientamento sessuale. Il Cardiff City FC ha successivamente ammesso la propria responsabilità. La commissione disciplinare ha imposto un piano d’azione, una multa di 15.000 sterline e un richiamo formale a seguito di un’udienza”.
Secondo la Football Association il coro “Chelsea Rent Boy, Chelsea Rent Boy, woah woah” sarebbe durato una quarantina di secondi e avrebbe coinvolto centinaia di tifosi. Troppo per soprassedere.
Il Cardiff annuncia ricorso pur ammettendo l’accaduto
Il Cardiff afferma di aver ricevuto un “piano d’azione” dalla FA per i cori offensivi, omofobi e discriminatori intonati durante il secondo minuto della partita. Un portavoce del club ha dichiarato che, pur riconoscendo l’accaduto e ammettendo l’incidente, il Cardiff presenterà ricorso contro quella che ritiene una multa “eccessiva“.
Il club gallese, che attualmente milita nella terza serie del campionato inglese, ha annunciato che presenterà prove a dimostrazione di aver adottato tutte le ragionevoli misure per educare e informare i tifosi e di essere intervenuto immediatamente la sera della partita, allontanando i responsabili e diffondendo messaggi sui maxischermi.
Un comunicato del club recita: “Il coro è definito come un insulto omofobo ed è stato reso reato perseguibile penalmente dalla Procura della Corona nel gennaio 2022. La Football Association considera questo specifico coro una violazione del Regolamento FA (regola E21) e ha quindi avviato un procedimento disciplinare formale contro il club. Il piano d’azione imposto rimarrà attivo fino alla conclusione della stagione 2026-27 e includerà lo sviluppo delle iniziative esistenti in materia di sensibilizzazione e responsabilità. Il club prende atto della sanzione. Il Cardiff City Football Club ha una politica di tolleranza zero verso ogni forma di discriminazione e continuerà a collaborare con le forze dell’ordine e gli organi di governo per sradicare questa piaga dal nostro sport e dalla nostra società.”
Lo scorso marzo il Wrexham aveva avvisato i propri tifosi, minacciando squalifiche, denunce e arresti nel caso in cui fossero intonati cori omofobi contro il Chelsea.
La lotta all’omofobia in Premier League

A inizio 2026 la Premier League, ovvero la Serie A inglese, ha ufficialmente dato vita all’iniziativa “Premier League With Pride“, per rafforzare l’inclusione LGBTQ+ nel mondo del football e con l’obiettivo dichiarato di integrare tre temi fondamentali in tutta la Lega e nel lavoro delle squadre: Programmi educativi che promuovano il rispetto e un comportamento inclusivo per i bambini e i giovani coinvolti nei programmi comunitari della Premier, nonché per i giocatori delle Academy; Celebrazioni che includano incontri annuali dedicati durante le partite, supporto ai tifosi LGBTQ+ e una serie di casi di studio e contenuti; Azioni per chiarire che la discriminazione, tra cui omofobia, transfobia e bifobia, non sarà più tollerata, con meccanismi di segnalazione e applicazione rafforzati.
