Corte Europea: La sterilizzazione forzata delle persone trans nella Repubblica Ceca viola i diritti umani

"La Corte europea pone fine alla sterilizzazione delle persone transgender, una delle più gravi questioni relative ai diritti umani dell'ultimo decennio nella Repubblica Ceca".

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la bandiera della comunità trans
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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha stabilito che la Repubblica Ceca ha violato i diritti delle persone transgender costringendole a essere sterilizzate.

Il verdetto nel caso TH contro Repubblica Ceca ha evidenziato che il governo di coalizione Spolu (Insieme) di Petra Fiala ha violato i diritti di unə cittadinə non binaria, notə solo come Taylor H, rifiutandosi di riconoscere legalmente la sua identità di genere con la motivazione che non si era sottopostə ad un intervento chirurgico.

 La sentenza della Corte Europea

La Corte ha stabilito che l’Articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo “si applica a tutti gli individui, comprese le persone transgender che non si sono sottoposte a un trattamento di riassegnazione di genere o che non desiderano farlo“.

I funzionari avevano l’obbligo di “fornire sistemi rapidi, trasparenti e accessibili” per la modifica dei marcatori di genere sui documenti legali, ha decretato la Corte. Il Comitato della Carta Sociale Europea aveva già stabilito nel 2018, in un caso intentato congiuntamente da TGEU e ILGA-Europe, che la Repubblica Ceca violava il diritto alla migliore assistenza sanitaria possibile per le persone transgender, garantito dall’articolo 11 della Carta Sociale Europea, richiedendo la sterilizzazione forzata come requisito per il riconoscimento legale del genere.

Le parole di Taylor H dopo 13 anni di attesa

Taylor H., che ha iniziato questa battaglia giuridica nel lontano 2012, ha dichiarato: “Questo è un grande giorno per le persone non binarie e trans, uno dei gruppi più emarginati, a lungo oppresso da una maggioranza che ha cercato di rafforzare il proprio malsano predominio nella società. Il verdetto del tribunale del Consiglio d’Europa di Strasburgo segna un passo avanti cruciale per tutte le persone trans e non binarie nella Repubblica Ceca. In futuro, credo che spetti alle autorità europee per i diritti umani garantire che i diritti delle persone non binarie e trans siano tutelati in modo permanente a livello europeo”. “Soprattutto ora, in un contesto di crescenti tensioni e sforzi per ridurre i diritti delle persone trans e non binarie in tutto il mondo, è essenziale che l’Europa intraprenda un percorso chiaro e diverso, all’insegna della dignità, dell’uguaglianza e dei diritti umani per tutti”.

Il caso è partito dopo una sentenza della Corte Costituzionale ceca dello scorso anno, che aveva concesso al governo un anno di tempo per rimuovere l’obbligo di sterilizzazione forzata dalla normativa. Le proposte di riforma della legge sul riconoscimento del genere sono però presto fallite, perché i parlamentari non sono riusciti a presentare un disegno di legge e il governo si è rifiutato qualsiasi tipo di programmazione parlamentare.

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Le reazioni alla sentenza

Maroš Matiaško, avvocato di Taylor H., ha dichiarato: “La sentenza della Corte segna la conclusione di una storia importante che ha plasmato il dibattito pubblico sui diritti delle persone transgender nella Repubblica Ceca. Con la sua decisione, la Corte europea pone fine alla sterilizzazione delle persone transgender, una delle più gravi questioni relative ai diritti umani dell’ultimo decennio nella Repubblica Ceca. Oltre a porre fine a questa vicenda, è anche una sentenza che infonde speranza. La Corte di Strasburgo ha preso atto dell’aspettativa che il governo ceco garantisca l’adozione di un quadro giuridico dignitoso, accessibile e sicuro per il riconoscimento giuridico del genere. La nuova legge diventa quindi necessaria.”

Marie-Hélène Ludwig, responsabile senior del contenzioso strategico di ILGA-Europe, ha affermato che la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ricorda al governo ceco il suo “obbligo di porre fine a questa continua violazione dei diritti umani”. Viktor Heumann, presidente di Trans*parent, un’organizzazione no-profit ceca, ha invitato i funzionari a impegnarsi per porre fine a questa legge “obsoleta e disumana“.

“La Repubblica Ceca è stata uno degli ultimi paesi in Europa ad aggrapparsi a questa pratica dannosa”. “Paesi come i Paesi Bassi hanno persino offerto risarcimenti per tali violazioni passate. È essenziale che i leader politici prestino attenzione all’esperienza vissuta, piuttosto che a stereotipi obsoleti o distorsioni mediatiche”.

Lo scorso anno la Repubblica Ceca ha modificato la legge sulle unioni civili, riconoscendo l’esistenza delle famiglie arcobaleno.  Bocciata, invece, la proposta relativa al matrimonio egualitario.

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