Corte Suprema USA, i giudici decidono sul divieto alle atlete trans. Cosa dicono i due casi presi in esame

4 ore di udienza nella giornata di ieri e amare sensazioni. Le implicazioni potrebbero andare ben oltre lo sport, portando di fatto alla cancellazione delle persone trans dalla vita pubblica statunitense.

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E venne il giorno. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha programmato per oggi le arringhe nei casi West Virginia contro B.P.J. e Little contro Hecox, che riguardano la partecipazione delle atlete transgender ai campionati sportivi scolastici in Idaho e West Virginia, con gli attuali divieti che violerebbero il XIV Emendamento della Costituzione.

La decisione della Corte Suprema a maggioranza conservatrice, sia in un caso che nell’altro, avrà ripercussioni nazionali. Le 4 ore di udienza della giornata di ieri sono state seguite da centinaia di persone, che si sono ritrovate fuori dal tribunale, con associazioni LGBTQIA+ in arrivo da ogni parte d’America.

Ma di cosa parlano i due casi? The Advocate ne ha fatto un sunto.

 Little contro Hecox

Nel 2020 l’ACLU ha intentato una causa contro il governatore dell’Idaho Brian Little per stoppare l’applicazione della legge H.B. 500, che vietava alle ragazze e alle donne transgender di partecipare ai campionati sportivi femminili nelle scuole pubbliche, nei college o nelle università. Quello fu il primo divieto categorico di questo tipo a diventare legge in tutti gli Stati Uniti. La causa (originariamente intitolata Hecox contro Little) sosteneva che la legge violasse il diritto delle studentesse alla pari tutela garantita dal XIV Emendamento. Fu intentata per conto di Lindsay Hecox, all’epoca atleta di atletica leggera alla Boise State University, e di una studentessa cisgender anonima delle superiori, preoccupata di essere sottoposta a “verifica del sesso” per partecipare agli sport scolastici.

Un tribunale distrettuale emise un’ingiunzione contro la legge nel 2020, che la Corte d’Appello del Nono Circuito confermò parzialmente nel 2024. Little ha quindi presentato ricorso contro la decisione del Nono Circuito alla Corte Suprema, sostenendo che il divieto statale non violasse la Costituzione perché “non dice nulla sull’identità di genere”, definendolo “necessario” per proteggere le donne cisgender da “atleti maschi che beneficiano di evidenti vantaggi fisiologici“. L’istanza di Little alla Corte Suprema chiedeva anche ai giudici di esaminare contemporaneamente il caso West Virginia contro B.P.J. La Corte ha accettato di esaminare entrambi i casi lo scorso luglio.

Nel mese di settembre Hecox ha presentato istanza di archiviazione del procedimento per motivi di infondatezza, attestando di non avere più alcuna intenzione di partecipare alle attività sportive della BSU. “Nei cinque anni trascorsi dall’inizio di questo caso, la signora Hecox ha dovuto affrontare sfide significative che l’hanno colpita sia personalmente che accademicamente“, tra cui la morte del padre nel 2022, hanno scritto i suoi avvocati. “La signora Hecox è stata anche oggetto di un’attenzione pubblica negativa da parte di alcuni ambienti a causa di questa causa“, hanno aggiunto, precisando come ulteriore attenzione “la distrarrebbe dai suoi impegni scolastici e le impedirebbe di raggiungere i suoi obiettivi accademici e personali“. Ma il tribunale distrettuale dell’Idaho ha respinto la mozione di Hecox per motivi procedurali, con la Corte Suprema che il 20 ottobre ha rinviato l’esame della mozione di Hecox a dopo la discussione orale.

West Virginia contro B.P.J.

Nel 2021 i legislatori del West Virginia hanno approvato il loro personale divieto per le donne transgender negli sport femminili, con un tribunale distrettuale che l’ha subito bloccato pochi mesi dopo. Il caso è stato presentato congiuntamente dall’ACLU e da Lambda Legal per conto di Becky Pepper-Jackson, una ragazza transgender che all’epoca aveva 11 anni. Il tribunale distrettuale convenne che il divieto del West Virginia violasse probabilmente non solo il XIV Emendamento ma anche il Titolo IX del Civil Rights Act del 1964, che vieta la discriminazione sessuale nell’istruzione.

Nel 2023 la Corte Suprema ha rifiutato di accogliere la mozione d’urgenza del West Virginia per far rispettare la legge contro Pepper-Jackson, sebbene i giudici conservatori Samuel Alito e Clarence Thomas avessero espresso dissenso. Nel 2024 una corte d’appello ha confermato la sentenza del tribunale distrettuale sulla base del Titolo IX, per poi incaricare il tribunale di grado inferiore di rivalutare la richiesta di uguale protezione di Pepper-Jackson. Lo Stato ha quindi presentato una petizione alla Corte per esaminare il caso e determinare se il divieto violasse il Titolo IX o il XIV Emendamento. Lo scorso luglio la Corte ha accettato di farlo insieme alla causa Little contro Hecox.

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Il 10 novembre scorso la madre di Pepper-Jackson, Heather Jackson, ha depositato una replica a suo nome presso la Corte Suprema, sostenendo che le argomentazioni del West Virginia erano “piene di contraddizioni” e che la legge avesse di fatto “vietato a una sola ragazza transgender delle elementari di partecipare alla corsa campestre della sua scuola con le sue amiche”.”Raramente c’è stata una tale discrepanza tra l’effettiva applicazione di una legge e le sue giustificazioni“, si leggeva nella memoria di Jackson.

In una dichiarazione rilasciata tramite l’ACLU lo stesso giorno, Pepper-Jackson, ora quindicenne, ha affermato di voler entrare a far parte delle squadre femminili scolastiche “per lo stesso motivo per cui lo fanno le altre ragazze della mia squadra di atletica: fare amicizia, divertirmi e mettermi alla prova attraverso l’allenamento e il lavoro di squadra”.  “Tutto ciò che ho sempre desiderato sono state le stesse opportunità dei miei coetanei. Invece, i miei diritti e la mia vita sono stati messi in discussione da politici che non mi hanno mai nemmeno incontrato, ma vogliono impedirmi di praticare sport con i miei amici”. “So che questo caso non riguarda solo me, o solo lo sport. È solo una parte di un piano per escludere completamente le persone transgender come me dalla vita pubblica“, ha concluso Pepper-Jackson.

Diritti trans a rischio in tutto il Paese

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Little contro Hecox e West Virginia contro B.P.J. potrebbero avere un impatto sui diritti delle persone trans in tutti gli Stati Uniti d’America, nonché sull’ordine esecutivo nazionale trumpiano che un anno fa ha imposto a tutte le scuole e università d’America di vietare la partecipazione delle atlete femminili a qualsiasi tipo di sport, minacciando tagli ai finanziamenti.

Da un punto di vista puramente legale i divieti del West Virginia e dell’Idaho si basano sul presupposto che le donne transgender sarebbero “maschi biologici” con intrinsechi vantaggi fisiologici rispetto alle donne cisgender, tanto dal dover essere trattate come se fossero uomini. Questa ipotesi, non supportata dalla scienza, potrebbe aprire la strada ad altre politiche transfobiche che andrebbero a danneggiare le persone transgender, definendole in base a una visione ristretta del “sesso biologico”.

Quello che non sappiamo – e non lo sapremo finché non verrà emessa la sentenza [nel caso West Virginia contro B.P.J.] – è se sarà strettamente legata al contesto dell’atletica o se riguarderà un’ampia gamma di diritti per le persone transgender“, ha scritto lo scorso settembre Gillian Branstetter, Direttrice delle Comunicazioni dell’ACLU. Dallo sport si potrebbe di fatto passare a qualsiasi altro campo della vita quotidiana, se la Corte sentenziasse a favore dei due divieti. “A seconda del linguaggio utilizzato dalla corte, la sentenza potrebbe andare ad implicare anche le nostre lotte per l’uguaglianza in altri contesti, come l’accesso all’assistenza sanitaria e la sicurezza nelle carceri“, ha scritto Branstetter. “Questo è il motivo per cui, sebbene il numero di studentesse transgender nello sport sia esiguo, il loro diritto a parteciparvi è diventato un obiettivo centrale per i politici che vogliono escludere completamente le persone transgender dalla vita pubblica. La loro speranza è che una sentenza della Corte Suprema contro i diritti di ragazze come Pepper-Jackson permetta loro di discriminare le persone transgender in molti altri contesti e, alla fine, negarci la libertà di essere completamente noi stessə“.

 Previsioni dalla Corte Suprema USA

Sebbene i tribunali inferiori si siano sempre pronunciati a favore delle atlete transgender che avevano contestato le transfobiche leggi, le oltre tre ore di udienza di ieri fanno temere il peggio. I giudici conservatori, che sono 6 rispetto ai 3 più moderati e progressisti, sembrerebbero concordare con le leggi statali dell’Idaho e della West Virginia che proibiscono alle donne e alle ragazze transgender di presenziare nelle squadre sportive femminili. Secondo l’Associated Press la Corte Suprema USA sarebbe pronta a stabilire che le leggi anti-trans non violano la Costituzione o il Titolo IX.  Le sentenze sui due casi sono previste per giugno, Pride Month.

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