USA, divieto di sport alle ragazze trans: cosa deciderà la Corte Suprema dal 13 Gennaio 2026

Le udienze su Idaho e West Virginia possono ridefinire il diritto allo sport per le atlete transgender USA: una sentenza decisiva, in vista delle Olimpiadi Los Angeles 2028 che potrebbero diventare un detonatore di transfobia globale.

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A sinistra la nuotatrice Lia Thomas in una foto di Sport Illustrated - A destra la campionessa di altetica USA Sadie Schreiner
A sinistra la nuotatrice Lia Thomas in una foto di Sport Illustrated - A destra la campionessa di altetica USA Sadie Schreiner
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In vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, che vedranno Trump a fine mandato, il divieto alle donne trans di gareggiare negli sport femminili potrebbero detonare dagli USA in tutto il mondo. È un preciso obiettivo del Presidente americano.

Il Comitato Internazionale Olimpico (CIO), guidato da Kirsty Coventry apertamente avversa alle donne trans negli sport femminili, si appresta in tal senso ad annunciare il divieto totale per le atlete trans alle Olimpiadi.

Ma è il 13 gennaio 2026 la data che potrebbe cambiare tutto, quando la Corte Suprema degli Stati Uniti sarà chiamata ad ascoltare le udienze orali nei casi West Virginia v. B.P.J. e Little v. Hecox, che riguardano due leggi statali che vietano alle ragazze transgender di partecipare alle squadre sportive femminili nelle scuole pubbliche, in linea con l’indirizzo politico anti-trans dell’amministrazione Trump, dopo l’ordine esecutivo 14201 del febbraio 2025.

È importante sottolineare che il 13 gennaio non è prevista la sentenza: la data segna l’udienza orale, non la decisione finale.

I casi in esame

Nel caso West Virginia v. B.P.J., lo Stato della West Virginia ha approvato una legge che impedisce alle persone designate maschio alla nascita ma che si identificano come ragazze di partecipare a squadre femminili nelle scuole. In un grado di giudizio la legge era stata giudicata incostituzionale, ma la Corte Suprema a trazione trumpiana ha deciso di intervenire.

Nel caso Little v. Hecox, lo Stato dell’Idaho ha una legge simile, che viene portata alla Corte.

Le due cause che la Corte Suprema esaminerà riguardano dunque leggi molto simili approvate in Idaho e in West Virginia: entrambe vietano alle ragazze transgender di partecipare alle squadre sportive femminili nelle scuole pubbliche. Ma il loro percorso giudiziario non è identico. In Idaho la legge è stata subito bloccata dai tribunali e il caso è arrivato alla Corte dopo anni di sospensioni. In West Virginia, invece, la legge ha avuto applicazioni intermittenti e la Corte d’Appello federale l’ha dichiarata incostituzionale. La Corte Suprema ha deciso di ascoltare entrambi i casi insieme, perché pongono le stesse domande di fondo: cosa dice davvero la Costituzione sulla partecipazione degli studenti trans nello sport scolastico?

Le questioni giuridiche centrali

USA, divieto di sport alle ragazze trans: cosa deciderà la Corte Suprema dal 13 Gennaio 2026 - Ravetto presenta progetto di legge contro le donne trans nello sport - Gay.it
In Italia lo scorso febbraio la leghista Ravetto ha presentato un progetto di legge contro le donne trans nello sport

I punti cruciali includono:

  • Se vietare la partecipazione degli studenti transgender alle squadre corrispondenti alla loro identità di genere costituisca una violazione della “clausola di protezione ugualitaria” (“Equal Protection Clause”) del XIV Emendamento della Costituzione USA.
  • Se tali leggi statali violino il Title IX, la legge federale che proibisce la discriminazione sessuale nei programmi educativi che ricevono fondi federali.
  • Quanto la giurisprudenza pregressa sul tema (ad esempio la decisione Bostock v. Clayton County che ha riconosciuto che la discriminazione contro persone LGBT può essere discriminazione fondata sul sesso) giochi un ruolo nell’interpretazione del Title IX e della protezione uguale.
  • Quale standard di controllo applicare: se si tratta di discriminazione basata sul sesso, necessiterebbe uno scrutinio più severo e il divieto verrebbe probabilmente bocciato, oppure si applicherebbe solo il cosiddetto “razionale interesse” statale.
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Il contesto più ampio

Negli Stati Uniti decine di Stati hanno approvato leggi che impediscono la partecipazione degli studenti transgender a squadre sportive corrispondenti alla loro identità di genere. Le decisioni dei tribunali sono state divergenti: alcune hanno bloccato l’applicazione dei divieti, altre invece li hanno ritenuti legittimi.
Per attivist* e associazioni per i diritti LGBTQ+, queste udienze rappresentano un momento molto delicato: la decisione della Corte, che avrà portata nazionale, potrebbe consolidare o smantellare decine di leggi statali.

Trump ossessionato dalle donne trans nello sport

Perché la polemica sulle atlete trans non sta in piedi
Lia Thomas

Donald Trump aveva costruito gran parte della sua campagna elettorale per il secondo mandato sulla promessa di escludere le donne transgender dagli sport femminili. Durante le Olimpiadi di Parigi, pochi mesi prima del voto, aveva più volte attaccato Imane Khelif — poi oro nel pugilato — definendola pubblicamente “un uomo”. Subito dopo l’insediamento, nel febbraio 2025, ha firmato l’Ordine Esecutivo 14201, intitolato “Tenere gli uomini fuori dagli sport femminili”, che vieta alle atlete trans, di qualsiasi età, di competere nelle categorie femminili. Il provvedimento si basa su una minaccia diretta agli istituti scolastici e universitari: chi permette la partecipazione delle atlete trans rischia la perdita dei finanziamenti federali. L’Università della Pennsylvania aveva ceduto alla pressione politica annullando i record e le vittorie di Lia Thomas, cancellandone di fatto la storia sportiva.

Cosa aspettarsi

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Sadie Schreiner, l’atleta trans USA: “La mia biologia è fondamentalmente diversa da quella di un uomo cis”

Dopo l’udienza del 13 gennaio, la Corte impiegherà probabilmente settimane o mesi per deliberare. In base alla composizione della Corte e alla complessità delle questioni, la decisione potrebbe arrivare entro fine anno scolastico 2026. Dunque nell’estate 2026, a poche settimane dall’inizio dei mondiali di calcio USA, Messico, Canada. Se la Suprema Corte dovesse dichiarare incostituzionali i divieti statali, verrebbe tracciato un precedente nazionale che favorirebbe l’accesso delle ragazze transgender agli sport femminili. Se invece la Corte confermasse i divieti, si aprirebbe una nuova fase legislativa negli Stati che vorranno rafforzare restrizioni. Il fatto che la Corte sia a maggioranza conservatrice lascia immaginare che facilmente seguirà il solco anti-trans della Casa Bianca. Il Comitato Olimpico USA intanto ha già preso la sua decisione, in vista delle Olimpiadi di Los Angeles nel 2028: è vietato alle donne trans gareggiare negli sport femminili. La California si è già opposta.

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