Cossiga: Burlando è gay. Ma lui smentisce

Il Presidente della Regione Liguria smentisce Francesco Cossiga che aveva dichiarato: «non comprendo chi si è scandalizzato per l’outing omosessuale di Burlando. È utile per la causa gay».

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Non c’è dubbio: il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando non sta passando un momento facile. Da quando è  stato fermato dalle forze dell’ordine mentre guidava contromano in autostrada, Burlando non ha avuto pace. Prima le voci di lui che, per scampare alla maxi multa, mostra il tesserino da (ex) deputato alla polizia. Oggi l’attacco del Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga: «Sinceramente non comprendo chi si è scandalizzato per l’outing omosessuale di quel gentiluomo che è il presidente della regione ligure. Che egli viva more uxorio con un suo vecchio amico dopo essersi separato dalla moglie è tra l’altro una forte testimonianza per la causa gay, lesbian gay che per i partiti di sinistra ha sostituito come impegno politico, civile e sociale la lotta di classe».

Tutto è iniziato in Consiglio Regionale, quando l’opposizione ha approfittato della vicenda "autostrada" per fini politici e a questa ha aggiunto indiscrezioni sulla vita personale del Presidente. «È vero che si sta separando dalla moglie e che adesso convive con un uomo?». Un attacco duro, non c’è che dire, ma soprattuto che esula dalla battaglia politica.

Gay.it ha contattato l’ufficio del Presidente che, tramite il suo portavoce, ha smentito la sua omosessualità: «Non è vero, Burlando non è gay. Ma non ci sarebbe niente di male se lo fosse». E a proposito dell’amico dice: «È solo un vecchio amico di famiglia col quale divide per qualche giorno a settimana la propria casa, niente di più».

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Omofobia

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Persino il consiglio dell’ordine degli avvocati di Mantova aveva preso le distanze dalla donna, che aveva scritto sui social "l’omosessualità è un disturbo psichiatrico e che chi ne è affetto non può lavorare a contatto con i minori, altrimenti questi disturbati trasmetteranno il disturbo nelle scuole".

di Federico Boni